Life Science: le aziende sono pronte al cambiamento?

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Un’indagine condotta da Model N rivela che una buona parte delle aziende operanti in questo settore non riconoscono ancora alla tecnologia un ruolo strategico nella gestione della redditività

Un’indagine condotta da Model N rivela che benché ci sia un maggiore impegno al cambiamento, le aziende che operano nel settore Life Science non riconoscono ancora alla tecnologia un ruolo strategico nella gestione della redditività.

Il 59 % delle aziende operanti in quest’ambito, infatti, soffre della mancata corrispondenza tra ordini e fatture. Nonostante le crescenti pressioni sui margini, il 64 % di queste aziende ha ancora difficoltà nell’adottare un sistema di analisi regolare delle eccezioni al fine di individuare e minimizzare eventuali perdite di redditività.

Questi sono alcuni dei dati emersi da un’indagine condotta sui partecipanti al 3° Forum annuale Model N & EPP Life Sciences Price & Profit Optimisation, tenutosi recentemente a Montreux in collaborazione con i partner HighPoint Solutions e Deloitte.

Un altro dato significativo è quello della crescente importanza attribuita alla gestione efficace del processo di tendering. In particolare, il 25% delle risposte ha fatto salire ai primi posti della lista dei fattori di successo di una gara, l’analisi attenta e dettagliata delle informazioni sui competitor e l’identificazione dei processi best in class. Il 13% degli intervistati invece attribuisce all’automazione dei processi di tendering una priorità più bassa, confermando il fatto che il considerevole incremento delle pratiche di tendering sta costringendo le aziende a ripensare ai propri processi interni e a come la tecnologia possa aumentarne l’efficacia.

“Siamo rimasti molto sorpresi dal fatto che le aziende non abbiano dei KPI per l’analisi delle performance di redditività, ma ciò potrebbe dipendere da problemi specifici delle singole aziende, legati alla tecnologia o ai dati – dichiara Alex Rumble, Senior Director di Model N Europe – Tuttavia riflette anche il fatto che, essendo la maggior parte dei team di pricing allineati al marketing, al team commerciale o al finanziario, le linee di reporting che ne derivano sono eterogenee e rendono difficile la gestione e il controllo efficace delle performance. Ancor più preoccupante è che, ancora poche aziende operanti nel settore Life Sciences, considerano il pricing e la redditività come leve strategiche per gestire il cambiamento e questa resta una vera e propria sfida “.

L’indagine evidenza come sia ancora lungo il cammino da percorrere prima che le aziende passino da un approccio pricing gestito per silos a quello basato sulla piena collaborazione tra i dipartimenti chiave, allineati nel raggiungimento degli obiettivi finanziari strategici per il business aziendale.

“L’implementazione di una gestione end-to-end del ciclo di vita delle revenue rappresenta per la maggior parte delle aziende un passo in avanti nella trasformazione – continua Rumble – Secondo la nostra esperienza, i programmi di cambiamento più efficaci sono quelli che portano tutti i dipartimenti competenti a collaborare in maniera coordinata, idealmente sotto la guida e il controllo di una figura apicale – in questo caso il CFO.”

Quello che emerge è che bisognerebbe intervenire con la massima urgenza. In un contesto economico nel quale il 53% delle aziende deve far fronte al rallentamento del proprio giro di affari e l’altro 47% si trova in una situazione stagnante o addirittura è in presenza di un calo dei propri introiti, è preoccupante che meno di un terzo (29%) delle aziende possa vantare una gestione del pricing ben strutturata a livello corporate e che il 23% non abbia adottato alcuna metodologia specifica.