PMI: largo al cloud!

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Un’indagine Microsoft – Ipsos Mori traccia il quadro della situazione in Italia: il 44% del campione dichiara di fare uso di un qualche servizio di cloud






Uno degli obiettivi preponderanti di Microsoft è quello di accompagnare le PMI nella transizione verso il Cloud Computing.
Perchè però avvenga la trasformazione è prima necessario comprendere lo scenario in cui il cambiamento deve avvenire, o sta già avvenendo, così da predisporre gli strumenti più adeguati per guidare le piccole e medie impreso verso l’adozione della nuova tecnologia.

Da uno studio europeo sul tema Cloud e PMI, commissionato da Microsoft a Ipsos Mori, emerge un interessante spaccato relativo all’Italia e al rapporto che le PMI hanno con l’innovazione e la nuvola.
L’indagine è stata condotta tra febbraio e marzo 2013 intervistando il personale a tempo pieno di aziende italiane con meno di 25 dipendenti, di cui la maggioranza (66%) con meno di 6.

Il primo dato interessante che emerge dalla survey è che le aziende italiane si rivelano più pessimiste rispetto a quelle europee: il 28% crede che il business peggiorerà nei prossimi 12 mesi, contro il 15% dell’Europa Occidentale e il 15% dell’Europa Orientale. In ogni caso è discreta la percentuale di coloro che in Italia pensano che la situazione economico-finanziaria della propria azienda migliorerà (19%) o resterà uguale (31%). In particolare, sono le aziende che utilizzano il cloud a mostrarsi più innovative e propense a investire in tecnologia per far fronte al difficile momento socio-economico. La maggior parte delle piccole aziende italiane è convinta che il Cloud Computing diventerà sempre più importante per il successo delle PMI (53%).

Dall’indagine emerge anche un quadro relativo al ruolo della tecnologia e dell’IT all’interno delle piccole imprese italiane.
Nel 42% dei casi le piccole realtà non hanno un IT manager e le decisioni relative all’IT sono spesso affidate a un “Involuntary IT Manager”, nella maggior parte dei casi (45%) un Senior Manage, un Director, il proprietario o un socio.
Ciò è tipico sopratutto delle aziende che non hanno ancora adottato soluzioni di Cloud Computing e che forse proprio per l’assenza di una figura dedicata più consapevole dei vantaggi degli ultimi paradigmi tecnologici, non hanno ancora trovato il coraggio di innovare puntando su questo modello.

In generale, le piccole aziende non dedicano molto tempo all’IT, ma sono le piccole aziende che utilizzano il cloud a mostrarsi più consapevoli dell’importanza strategica della tecnologia e sempre loro sono le meno aggravate dalla gestione dell’IT.
L’interesse verso il Cloud Computing in Italia è in crescita e in effetti quasi la metà del campione (44%) dichiara di far uso di un qualche servizio cloud, sopratutto tra le aziende più giovani e dotate almeno di un addetto IT.
I servizi cloud più ampiamente diffusi sono la posta elettronica (67%), la condivisione di documenti (50%), l’archiviazione di dati/backup (37%) e la messaggistica istantanea (31%).
La sicurezza è un tema che genera ancora resistenza rispetto alla scelta di adottare il cloud computing (60%) ma contemporaneamente è di fatto uno dei plus riconosciuti dalle aziende che lo hanno adottato e uno dei driver che ne guidano il processo decisionale (75%).

Se la mobility non ha ancora preso piede tra le piccole imprese italiane, sono le aziende che hanno già adottato una qualche forma di Cloud Computing quelle in cui il lavoro da remoto è un po’più radicato: nel 30% dei casi oltre un quarto dei dipendenti lavora in mobilità. Il 64% di coloro che utilizzano il cloud dichiara che le modalità di lavoro flessibile/remoto hanno avuto un impatto positivo sul proprio worklife balance.
Anche il trend del BYOD è più diffuso tra le piccole realtà italiane che fanno uso del cloud, poichè nella maggior parte dei casi (43%) i dipendenti vogliono sempre più usare i propri device in azienda.