Videoconferenza: il futuro è alle porte

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Una ricerca Polycom scatta un’istantanea dello strumento di collaborazione che è destinato a diventare il protagonista della nostra vita aziendale

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La ricerca: come sta la videocollaborazione?

Entro il 2016 la videoconferenza sarà lo strumento preferito di collaborazione nel mondo business, prima ancora di email e chiamate vocali.

Questo sorprendente risultato emerge dalla ricerca “Global View: Business Video Conferencing Usage and Trends”, condotta da Redshift Research per conto di Polycom su 1.200 decision maker aziendali.

La survey dimostra che la videoconferenza è ormai una tecnologia pienamente accettata e anzi è uno strumento essenziale per migliorare la collaborazione e per colmare la distanza fisica e culturale tra colleghi che operano a distanza tra di loro.

L’indagine ha infatti rilevato che il video sta diventando sempre più diffuso nelle aziende di tutto il mondo: quando è stato chiesto di scegliere i loro metodi preferiti di comunicazione oggi, gli intervistati hanno posizionato la videoconferenza al terzo posto, ma, come già accennato precedentemente, ci si aspetta che il video diventerà il loro strumento preferito di collaborazione nel giro di tre anni (52%), seguito dalle email (51%) e dalle chiamate/conferenze vocali (37%).

Tra i motivi che spingono gli intervistati ad utilizzare la videoconferenza troviamo i vantaggi che dall’utilizzo di questa tecnologia ne derivano, tra i quali: una migliore collaborazione tra colleghi dislocati a livello globale (54%), una maggiore chiarezza degli argomenti in discussione (45%) e riunioni che risultano più efficaci (44%).

Il 76% dei decision maker rivelano inoltre di stare già utilizzando soluzioni di videoconferenza con il 56% di questi che partecipano ad una chiamata in video almeno una volta alla settimana.

Un altro dato sbalorditivo è che la video collaboration travalica il confine aziendale e approda anche in ambiente domestico: l’83% degli intervistati, e il 90% di questi compresi tra i ventenni e i trentenni, utilizzano infatti soluzioni video di tipo consumer a casa, e quasi la metà dei rispondenti al sondaggio utilizza la videoconferenza a casa almeno una volta ogni settimana. Sembrerebbe anzi che la popolarità della videoconferenza in casa sia un importante strumento di traino per portare all’adozione di questo mezzo di comunicazione anche all’interno dei luoghi di lavoro, a patto che la soluzione sia semplice da usare, che la connessione sia di qualità, offrendo sicurezza di livello enterprise, e che sia presente la volontà, da parte dei partecipanti, di accettare e adattarsi alle differenze culturali per comunicare oltre le frontiere nazionali.

Lo studio ha anche dimostrato che i computer portatili e desktop sono i dispositvi più popolari per le attività di videoconferenza (75% degli intervistati), seguiti dalle sale conferenza (48%) e i dispositivi mobile (42%).