Hp: una nuova era per un nuovo stile di It

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Si è svolta a Milano la prima tappa dell’Hp World Tour. Stefano Venturi e Ian Zadak parlano della necessità di cambiare per aprirsi alle nuove sfide imposte dal mercato

Affrontare nuove sfide senza dimenticare il passato. E’ questo il credo di Hp, che ha organizzato a Milano la prima tappa di un tour che la porterà in giro per il mondo attraverso Europa e Asia: l’Hp World Tour, un momento di incontro dedicato a clienti e partner per discutere dei cambiamenti che stanno avvenendo all’interno del mondo dell’It verso una rivoluzione nel modo di concepire le tecnologie, i servizi, il business. E’ l’era del “New Style of It” e Hp non vuole farsi trovare impreparata.
Ma per progredire non si può prescindere dal passato, ed è così che Stefano Venturi, amministratore delegato della filiale italiana del colosso di Palo Alto, apre i lavori all’insegna di due numeri: il 75 ed il 50.
75 sono gli anni passati dalla fondazione, negli Stati Uniti, della Compagnia, quando due giovani studenti di Stanford, Bill Hewlett e David Packard, nel garage del prestigioso Istituto Universitario diedero vita a quella che poi è diventata una delle più famose multinazionali statunitensi. 50 è invece il numero di anni di presenza della società in Italia, dove opera con 5.000 dipendenti ed è partner della PA per i più importanti progetti di digitalizzazione del Paese.

Stefano VenturiMa al di là delle celebrazioni dei due importanti anniversari, sottolinea Venturi, è giunta l’ora per Hp di aprirsi al futuro. Il nuovo corso ha preso il via con la nomina di Meg Whitman a CEO due anni fa e prevede grandi investimenti in tecnologia ma anche l’evoluzione dei servizi verso nuove frontiere.
“Siamo leader a livello tecnologico, dove abbiamo una presenza importante sul mercato italiano, siamo leader nei servizi e siamo attivi anche sul fronte del sociale, dove ad esempio abbiamo dato il via, già da un anno e mezzo, ad un progetto per cui ciascun nostro dipendente ha a disposizione 4 ore di permesso retribuito al mese per dedicarsi ad attività di volontariato, per un totale di 20.000 ore mensili complessive” spiega Venturi.
D’altronde i cambiamenti sono imposti dalle nuove sfide che il mercato impone all’It: “Per questo Hp è strutturata per essere vicina ai nostri clienti, partendo dall’ambito consumer, fino al grande business, sia relativamente alle tecnologie che ai servizi. Abbiamo una visione completa su tutta la filiera e non è certo un caso che oggi Hp parli sempre più con convinzione di un New Style of It” conclude Venturi.

Questa visione è confermata anche da Jan Zadak, presidente HP Enterprise Services EMEA, che parla della necessità di effettuare degli shift importanti, non solo a livello di It, ma anche nel business.
I pilastri su cui si muove l’azienda sono quelli più importanti per il mercato di oggi: Cloud, Mobility, Big Data e Security. E quello che conta, a detta di Zadak, è di muoversi secondo una prospettiva nuova.
Così, ad esempio, Zadak definisce l’attuale modello di data center “non più sostenibile”.
“Per poter gestire la mole di dati e informazioni che passeranno in cloud entro i prossimi tre anni servirebbero tra gli 8 e i 10 milioni di server nuovi. Senza poi considerare il consumo energetico, dove già oggi il Cloud, se fosse una nazione, si piazzerebbe al quinto posto, dietro Cina, Stati Uniti, Russia e India” spiega. E così Hp ha creato Moonshot, che consuma l’87% di energia in meno e riduce sensibilmente l’occupazione di spazio nel data center.

A proposito di innovazione, durante l’evento Hp ha anche presentato a partner, clienti e giornalisti le ultime novità di prodotto in ambito printing e pc, a partire dalla Hp Officejet Enterprise, la prima gamma di stampanti a getto d’inchiostro dedicata alle grandi aziende. Dotata dell’innovativa tecnologia Hp PageWide, già implementata sulle stampanti Hp Officejet Pro X, questa nuova linea permette alle grandi aziende di raggiungere prestazioni in linea con stampanti laser della stessa categoria al doppio della velocità e alla metà del costo per pagina.