Sistri, lo scontro continua

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Gli ultimi arresti hanno riacceso i riflettori sul sistema di tracciabilità dei rifiuti

Era il 2009 quando venne varato il Sistri (ovvero Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti). Una soluzione, totalmente elettronica, in grado di “seguire” i rifiuti speciali in qualsiasi fase della filiera, prevenendo l’occultamento e lo smaltimento illegali.
Una svolta radicale, la cui attuazione venne però ostacolata, dal punto di vista tecnico, dalla complessità implicita del sistema e dall’elevato numero di soggetti coinvolti: 360mila aziende.
Al momento di entrare a regime emersero così le complessità del sistema, aggravate dalla lentezza della piattaforma informatica predisposta dal Ministero e da una serie di problemi. Alcuni dei quali, secondo la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, addirittura provocati volontariamente. Lo scorso marzo la Guardia di finanza ha così eseguito quattro arresti nell’ambito dell’inchiesta sulle procedure di affidamento, progettazione e realizzazione del Sistri. Agli arresti domiciliari, per fondi neri e tangenti, sono così finiti Lorenzo Borgogni, ex direttore delle Relazioni esterne Finmeccanica, Stefano Carlini, ex direttore operativo della Selex service management (società del gruppo Finmeccanica) e due imprenditori romani, Vincenzo Angeloni e Luigi Malavisi. L’accusa è di associazione per delinquere e corruzione.
Nell’ordinanza vengono rilevati una serie di interessi personali, che condizionavano le scelte nella fase della individuazione e realizzazione del progetto Sistri. In pratica sembra si sia agito attraverso un articolato sistema di false fatturazioni e sovrafatturazioni, finalizzate a creare “fondi neri” per il pagamento di tangenti, anche mediante la costituzione di società estere in paradisi fiscali e l’apertura di conti correnti cifrati in Svizzera.

Intervenga il Governo
Una delle realtà da sempre critiche sulle modalità di attuazione del Sistri è stata Assintel, l’associazione in cui si riconoscono le imprese Ict italiane. SistriGli ultimi arresti hanno indotto i responsabili dell’associazione a una dura presa di posizione, con una lettera scritta al presidente del Consiglio e diffusa attraverso un comunicato, in cui si chiede di sospendere immediatamente l’attuazione del Sistri, perché “danneggia le imprese”, e di aprire una fase trasparente di confronto per costruire un “sistema libero, efficace e onesto”.
Un documento che va diritto al problema: “Gli ultimi 4 arresti, dopo i 22 già avvenuti l’anno scorso, parlano chiaro: il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti è marcio. Serve fare pulizia e ripartire in modo onesto, seguendo le linee d’azione e di buon senso già tracciate dal 2011 dalle associazioni di categoria, ma restate inascoltate perché non in linea con il sistema criminoso che vi stava dietro”.
“Fatta pulizia”, si legge nella nota, “occorre anche ripartire col piede giusto, perché l’Italia ha estremo bisogno di un sistema di controllo della filiera dei rifiuti che sia efficiente, che garantisca una governance a rispetto delle normative e che impedisca alle ecomafie di trarre profitti”.
Per tale ragione, secondo Assintel, “il nodo centrale da sciogliere è il rischio di monopolio, che andrebbe a stroncare le tante software house che già lavorano nel settore; occorre invece garantire chi lavora nel campo con l’implementazione di un sistema di interoperabilità dei loro software, a rispetto del protocollo d’Intesa firmato con Ministero dell’Ambiente già nel 2011. Oggi è chiaro perché esso è rimasto disatteso: lo scopo era quello di eliminare definitivamente le software house dal mercato e imporre l’obbligo del sistema Sistri, e dei relativi contributi economici implicati, favorendo società compiacenti”.
La conclusione non lascia spazio a repliche: “Non si può attivare un sistema che non funziona e che danneggia le imprese, obbligate a un doppio regime inutile e deleterio, a investire in corsi di formazione senza finalità e a ridurre i loro margini operativi a causa di un sistema fallimentare e macchiato dall’illegalità che invece avrebbe dovuto combattere”.

Selex risponde
A fronte di un attacco tanto diretto e non isolato, Selex ha replicato con una nota ufficiale, ribadendo che “il contratto Sistri è valido e conforme alle leggi vigenti”. Un’affermazione confermata, nel settembre 2012, dall’Avvocatura Generale dello Stato, che si è espressa positivamente sulla validità del contratto stesso. Inoltre, ribadisce Selex, “il Sistri, in ottemperanza al Decreto Mattm del 20 marzo 2013 n. 96 e del D.L. 101/13, è operativo, contrariamente a quanto riportato da alcuni giornali. Dal 30 aprile 2013 il Sistri ha garantito le attività di verifica e allineamento delle anagrafiche utenti e dal 1° ottobre 2013 è entrato in operatività per gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori e cioè quei soggetti che sottopongono i rifiuti ad operazioni di trattamento ottenendo nuovi rifiuti. Dal 3 marzo 2014 il Sistema è diventato operativo per tutta la platea prevista, includendo i produttori iniziali di rifiuti pericolosi e i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della regione Campania”.

Il Sistri funziona
La complessità del sistema, del resto, è evidente dai numeri: “Dal 1° ottobre 2013 sono state compilate circa 3,3 milioni di registrazioni cronologiche e circa 4,5 milioni di schede di movimentazione. Quotidianamente vengono compilati circa 80mila documenti informatici tra schede di movimentazione e registrazioni cronologiche”.
Il Sistri, continnua Selex, fornisce al “Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri uno strumento di indagine unico in Europa, che consente di monitorare giorno per giorno la situazione del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi sul territorio nazionale”.
Il corretto funzionamento del sistema, si conclude la nota, è certificato dal fatto che ha “superato le verifiche amministrative e funzionali previste dal legislatore: in particolare hanno avuto esito positivo le prove di funzionamento condotte semestralmente dall’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), la prima delle quali è stata superata a gennaio 2013. Inoltre, nel dicembre 2013 il Sistri è stato sottoposto a collaudo ottenendo il certificato di verifica di conformità che attesta la piena funzionalità del Sistema e la sua corrispondenza alle norme vigenti e alle specifiche previste dal contratto”.