Clouditalia sfida la crisi

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La società è cresciuta del 250% nell’ultimo anno, a dimostrazione che quello del Cloud è un mercato che va in controtendenza. Ad affidarsi a questa tecnologia non sono più solo le grandi aziende, ma anche le piccole e medie imprese che costellano la penisola da nord a sud

Clouditalia Telecomunicazioni, società di Telecomunicazioni e Cloud Computing che offre soluzioni integrate di telefonia, internet e servizi Cloud, ha registrato nell’ultimo anno una straordinaria crescita del 250%.
L’annuncio è stato dato nel corso di Digital Venice, il meeting sulle politiche per il digitale promosso dalla Presidenza Italiana del Consiglio Europeo.
“ Clouditalia ha registrato una crescita del +250% per il settore Cloud rispetto allo scorso anno – ha affermato Lucio Gamba, direttore Marketing della società –, un dato che dà il senso del grande fermento che sta attraversando il nostro Paese in una stagione economica tuttavia non particolarmente fiorente”.

Ma chi sono oggi gli utilizzatori di risorse Cloud? Clouditalia registra un fatturato composto per il 77% da piccole e medie imprese, un dato che va a sfatare il mito del Cloud come appannaggio soltanto delle medie-grandi imprese.
Nell’utilizzo delle risorse Cloud da parte dei clienti si registra una crescita esponenziale di risorse computazionali (CPU, RAM, Disco, Banda) nei primi 6 mesi di adozione. Lo stesso trend si ripete nella loro curva di crescita e sviluppo. Questo dato dimostra come “Cloud porti Cloud”, con un grado di soddisfazione evidentemente così elevato da spingere le aziende a incrementare l’utilizzo di risorse disponibili sulla “nuvola”.
L’approccio all’utilizzo di risorse Cloud oggi resta in grande misura ancora standard (73% dei clienti), come piattaforme e sistemi operativi, mentre solo il 27% richiede soluzioni personalizzate. Per quanto riguarda le componenti sulla sicurezza e consistenza del dato, il 75% dei clienti adotta soluzioni per il back-up dei dati, mentre solo la metà ha la stessa preoccupazione in ambito security network. Allo stesso modo, l’adozione di sistemi di continuità nel Disaster Recovery è significativamente più alta nel caso di infrastrutture private. Queste tendenze sottolineano una forte attenzione per la gestione dei dati “in casa”, mentre concede totale fiducia in maniera aprioristica al provider.

Tutto ciò, se da una parte dimostra un atteggiamento ottimista verso la tecnologia, può essere sintomo di scarsa informazione sui diritti-doveri del provider nei confronti dei clienti in caso di perdita dei dati. Le norme in materia da conoscere sono numerose e il rischio è quello di perdersi in un dedalo infinito di leggi e leggine, nessuna delle quali, oltretutto, risolutiva.