Compensi per copia privata: Aires lancia l’allarme

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L’Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati esprire preoccupazione per il provvidemento emanato dal Ministro Franceschini in materia di compenso per copia privata. Creerebbe effetti penalizzanti per le imprese e i consumatori italiani a vantaggio di chi opera dall’estero

Forti le preoccupazioni di Aires-Confcommercio, l’Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati, organismo che riunisce le aziende e i gruppi distributivi specializzati di elettrodomestici ed elettronica di consumo, per il provvedimento emanato dal Ministro Franceschini in materia di compenso per copia privata.

“In un momento in cui il mercato prosegue il ciclo negativo imboccato ormai da alcuni anni, con un secondo trimestre 2014 nel quale abbiamo registrato dati negativi dopo qualche timido tentativo di ripresa nei primi mesi dell’anno, non ci voleva questo ulteriore appesantimento – esordisce Davide Rossi, direttore generale di Aires -. Esprimiamo forte preoccupazione per un provvedimento che non tiene conto degli effetti negativi e distorsivi che si creeranno in un mercato già provato dalla congiuntura economica sfavorevole”.

Secondo l’Associazione, infatti, la norma potrebbe avere effetti pesanti sul mercato, penalizzando ingiustamente chi sceglie di fare impresa in Italia e, paradossalmente, favorendo gli operatori che realizzano profitto grazie al nostro Paese ma operano all’estero. Con la nuova normativa, infatti, i consumatori potrebbero venire invogliati a fare acquisti dall’estero, appoggiandosi a piattaforme di e-commerce con sede in Paesi dove l’equo compenso non c’è, come la Gran Bretagna, gli Stati Uniti o l’Estremo Oriente, creando di fatto un danno all’intera filiera italiana con ripercussioni anche occupazionali da non sottovalutare.
Il rischio evidente è che a farne le spese sia soprattutto il mondo della distribuzione, schiacciato tra gli interessi dei produttori e un mercato totalmente asimmetrico dal punto di vista normativo a svantaggio delle imprese italiane.

E’ proprio in questo contesto che Aires esprime il suo stupore per il comunicato nel quale la Siae, la Società Italiana degli Autori e degli Editori, si riserva la facoltà di improvvisarsi rivenditore di telefonia nell’interesse dei consumatori italiani.
“Il provvedimento, così come concepito, avvantaggia gli operatori esteri che non versano il contributo della Siae e penalizza non solo gli imprenditori italiani, e ovviamente anche le imprese estere che hanno deciso di investire in Italia, ma anche i consumatori – conclude Alessandro Butali, presidente Aires -. E’ completamente illogico, in tempi di crisi, ostacolare il commercio e gli acquisti generati nel territorio nazionale e ritengo si possa coniare il termine di “protezionismo al contrario” per descrivere questo effetto perverso”.