Xerox: con Maven la lotta ad Ebola ha un alleato in più

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La società ha rilasciato un nuovo aggiornamento software per il tracciamento del virus, disponibile e accessibile su cloud

La lotta all’ebola si fa sempre più tecnologica: Xerox ha infatti rilasciato un nuovo aggiornamento software per il tracciamento del virus disponibile ora su cloud.
La società ha annunciato l’installazione sicura nel cloud di ogni azienda dell’aggiornamento del software proprietario di gestione del monitoraggio delle malattie e delle epidemie Maven Outbreak Management Software. Ogni agenzia e organizzazione rivolta alla salute pubblica potrà così accedere in maniera più semplice ed immediata al software per sconfiggere quella che ha tutto l’aspetto di essere la più grande piaga dei nostri tempi.

Ma come funziona Maven? Il software è configurato per fornire il tracciamento dei contatti di Ebola e di altre malattie trasmissibili ed in mancanza di un vaccino, tale tracciamento permette di identificare chi è a potenziale rischio contagio, configurandosi perciò come uno degli strumenti di maggior valore a nostra disposizione per contenere e prevenire la diffusione di Ebola.
Uno dei plus della soluzione è la sua tutela della privacy, un tasto molto delicato per un sistema che gestisce importanti informazioni sulla sanità pubblica: Maven è una piattaforma sicura secondo la HIPAA, legge statunitense sulla responsabilità, portabilità e sicurezza nelle applicazioni mediche. Un altro fattore molto importante è che ogni dato è disponibile e accessibile da ognigiurisdizione o professionista della sanità pubblica, locale e statale, in grado anche di integrare i report elettronici.

Il software Maven permette in concreto di monitorare e gestire i casi individuati di malattia in tempo reale ed etichettarli come casi confermati, casi sospetti o persone a rischio elettronicamente o attraverso il suo portale web, un processo che fa sì che i professionisti della sanità pubblica possano reagire al meglio alle necessità emergenti.

Maven è già stato utilizzato dalle agenzie di salute pubblica in 12 giurisdizioni americane e da due stati in Australia.