Chi arriva tardi rischia di essere estromesso

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Non adottare tempestivamente le nuove tecnologie digitali espone al rischio di non essere competitivi. Ma per compiere scelte corrette occorre scegliere partner affidabili

A cura di Vera Coleridge

Una recente indagine, condotta dall’Università di Brescia, dimostra il ritardo delle aziende italiane nell’implementazione delle tecnologie digitali. Un ritardo che, come spiega Angelo Aloia, Managing Director di SSD su Crosstime, potrebbe limitare la competitività delle aziende nazionali sui mercati interni e internazionali.

Quali sono, secondo lei, le ragioni di questo limitato impiego?
Fatta eccezione per i casi di eccellenza, che comunque esistono, in generale le aziende italiane, in particolare le PMI, soffrono di un ritardo culturale ma anche di infrastrutture insufficienti, che rallentano ulteriormente l’adozione delle tecnologie digitali. Per esempio, parlando recentemente con un’azienda del cuneese ho avuto come risposta che nella loro zona pensare di adottare applicazioni in cloud e orientate all’accesso in mobilità è ancora rischioso per via della mancanza di banda larga e di connessioni cellulari affidabili.

A parte i casi limite, però, le aziende italiane devono cambiare atteggiamento?
Le previsioni di tutti gli analisti riguardo alle nuove opportunità di business, che possono essere colte tramite le tecnologie digitali, sono importanti. Precludersi, o anche arrivare in ritardo su questa strada è estremamente pericoloso. Secondo Gartner, parlando solo della sensoristica e delle applicazioni legate al cosiddetto IoT, si prevede un volume complessivo di fatturato di 30 miliardi di dollari entro il 2020.

Quanto costa, a un’azienda, la mancanza di un adeguato supporto informativo?
Molte aziende hanno sistemi informativi costruiti nel tempo “a macchia di leopardo”, col risultato di avere le informazioni aziendali disperse fra molti sistemi eterogenei non facilmente integrabili fra loro. Ciò significa dati di sintesi relativi al business difficili da recuperare, tempi lunghi, utilizzo di tanti fogli excel non sempre allineati fra loro, e in definitiva, scarsa affidabilità dei dati e decisioni manageriali meno efficaci.

Cosa offre in più CrossTime?
CrossTime si propone come soluzione per la  gestione delle attività lavorative (professionali o industriali) in grado di agire come punto di raccolta centrale per tutti i dati relativi ai costi delle risorse e alla pianificazione e avanzamento delle attività, sia da un punto di vista tecnico che economico. Ciò significa dati disponibili in tempo reale, maggiore facilità di collaborazione fra le diverse funzioni aziendali e, in ultima analisi, maggiore qualità dei processi decisionali.

Qual è il settore che, a suo avviso, ha le maggiori potenzialità?
Abbiamo riscontrato esigenze analoghe a quelle appena citate anche presso grandi imprese, anche se più a livello di singola divisione o business unit. Tuttavia sicuramente pensiamo che la Piccola e Media impresa sia il settore che maggiormente potrebbe beneficiare di una soluzione come CrossTime, anche grazie alla relativa velocità di realizzazione e facilità di impiego che la caratterizza.

I responsabili delle aziende, soprattutto quando piccole, temono che l’impiego di questi supporti possa limitare la rapidità di reazione e la fantasia che, sinora, hanno reso vincenti le realtà nazionali sul mercato internazionale. Perché ciò non è vero?
In effetti è vero esattamente il contrario. Quanto alla rapidità di reazione questa può essere tanto maggiore quanto più i dati a disposizione per prendere decisioni sono affidabili e disponibili al momento giusto. La fantasia e creatività rimarrà sempre un fattore distintivo del “Made in Italy”, ma deve sempre più poggiare su basi informative solide.

A chi spetta il compito di “evangelizzare” il mercato? Ai Vendor o ai distributori?
Chiaramente spetta ad entrambi, ognuno per il suo ruolo. I Vendor devono proporre soluzioni innovative, ed in questo senso SSD è impegnata da diversi anni nello scouting di tecnologie innovative e nello sviluppo di applicazioni pratiche per il loro impiego. I distributori hanno invece il compito fondamentale di declinare queste soluzioni all’interno delle esigenze specifiche delle singole realtà aziendali.

Proprio alla luce di questa risposta, come selezionate il vostro canale di vendita e quale importanza riveste nella vostra strategia?
La creazione del Canale riveste un ruolo centrale nella nostra strategia di mercato per la diffusione del prodotto CrossTime. Vogliamo selezionare aziende partner che abbiano una forte conoscenza del territorio e delle esigenze di business dei loro clienti con le quali collaborare al fine di realizzare soluzioni vincenti per tutti e tre gli interlocutori: SSD, il  partner e il cliente finale.

Quali strumenti utilizzerete per penetrare nel mercato?
Come accennato, lo strumento principale è la creazione di un canale di rivendita distribuito su tutto il territorio nazionale. I vantaggi che a nostro parere un rivenditore può avere nel  lavorare con SSD alla diffusione di CrossTime sono la possibilità mettere a portafoglio una soluzione per l’ottimizzazione di processi critici dei propri clienti, con un approccio molto specifico e poco presidiato dai principali produttori di software. Ma anche avere la possibilità di completare ed arricchire la soluzione con i propri servizi di personalizzazione e di integrazione con gli altri sistemi informativi del cliente. Per partire con lo sviluppo della rete di vendita abbiamo svolto a fine ottobre un primo webinar informativo indirizzato al settore dei rivenditori di prodotti e servizi ICT. A questo seguiranno diverse altre iniziative nel corso dei primi mesi del 2015.