Oltre il backup: è tempo dell’Always-On Business

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Veeam Software dichiara il 30 marzo il World Availability Day: il rispristino dei dati non è più sufficiente, le aziende hanno bisogno di data center ad alta disponibilità

Il backup? Non è più sufficiente: la nuova sfida per le imprese è l’Always-On Business. Questa è l’opinione di Veeam Software, che ha deciso di proclamare per il 30 marzo il World Availability Day.

Si tratta di un’iniziativa che vuole richiamare l’attenzione sull’esigenza per le aziende di disporre di data center ad alta disponibilità che rendano possibile la Business Continuity. Il dipartimento IT di un’impresa, ad esempio, deve garantire a clienti, partner e dipendenti l’accesso ad applicazioni e dati 24 ore al giorno 7 giorni su 7, così come essere in grado di ripristinare un’applicazione entro massimo 15 minuti dal suo arresto.

Tuttavia, stando ai dati raccolti in una recente ricerca di Veeam, pare che questa esigenza sia largamente disattesa: l’82% dei CIO, infatti, riconosce di non essere in grado di appagare tali aspettative. Questo spiega inoltre perché circa l’81% delle aziende dichiara di focalizzare gran parte delle proprie risorse nell’ammodernamento del data center al fine di conseguire la massima disponibilità del proprio business.

Ma l’Always-On Business è davvero così fondamentale? La risposta è sì, se si considera che in media servono 2.9 ore per recuperare un’applicazione mission critical e 8.5 ore per applicazioni di altro tipo. Nessun dipendente o cliente accetterà di restare senza accesso ad applicazioni anche solo per poche ore. É una buona cosa che esistano i sistemi di backup, ma se bisogna recuperare il nastro nelle profondità di un magazzino dall’altra parte della città prima di avviare un ripristino, il problema è tutt’altro che risolto. Soprattutto se il backup stesso non effettuerà il ripristino. I CIO affermano che solitamente in caso di disastro almeno un tentativo di backup su 6 fallisce. Ciò non sorprende più di tanto, dal momento che soltanto il 5% dei backup viene controllato ogni trimestre per verificare eventuali anomalie. Oltre al disappunto di dipendenti, partner e clienti, il vero problema è che questa situazione è troppo dispendiosa: il downtime e la perdita dei dati costano ad un’azienda in media 10 milioni di dollari all’anno.

Un’alternativa è possibile: oggi la combinazione di innovazioni quali le storage snapshots, la virtualizzazione e altre tecnologie hanno reso praticabile e conveniente per tutte le organizzazioni aziendali eseguire un backup ogni 15 minuti e recuperare qualsiasi dato nello stesso lasso di tempo. Insomma, l’era del backup così come lo abbiamo conosciuto finora si avvia al tramonto, per lasciare spazio ad una nuova fase, quella del data center Always-On.