Smartphone e sanità: nasce l’app per gli esami della vista

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Si chiama Peek ed è già stata testata in Kenya. L’app abbatte i costi e permetterà di effettuare analisi tramite smartphone nei Paesi più poveri

Lo smartphone è sempre più parte integrante di ogni aspetto delle nostre vite. Concepire una giornata senza connessione, lontano da notifiche e aggiornamenti costanti, è diventato impossibile per una fetta crescente della popolazione globale. Disponiamo di device efficientissimi e ci serviamo di strumenti come quelli proposti dal comparatore di tariffe cellulari supermoney.eu per individuare i pacchetti più vantaggiosi ed efficienti. Internet modifica l’assetto sociale e quello relazionale, ma questa è solo una delle componenti che concorrono a creare quella che possiamo definire una rivoluzione digitale.

Visite oculistiche a basso budget grazie allo smartphone

Si chiama Peek, è la nuova eccezionale app sviluppata presso il London School of Hygiene and Tropical Medicine ed è stata realizzata anche grazie a fondi reperiti attraverso attività di crowdfunding su internet. si tratta di un’applicazione per smartphone che permette di effettuare esami della vista e che produce esiti assolutamente equiparabili a quelli eseguiti tramite le tecnologie più tradizionali.

La vera differenza però la fa il costo: i macchinari più raffinati per l’effettuazione di test oculistici, infatti, hanno un valore di mercato che si aggira sui 140 mila euro, una cifra fuori budget per tantissime realtà ospedaliere di tutto il mondo. Peek invece costa appena 420 euro e potrebbe rappresentare una tecnologia in grado di democratizzare l’accesso alle analisi specialistiche relative all’ambito oculistico.

Il primo test è stato un successo

Peek funziona grazie all’integrazione del flash presente sui normali smartphone oggi sul mercato e la videocamera, attraverso cui esaminare l’occhio. Per utilizzare l’app, infatti, non occorre alcuno strumento particolare e i risultati sono eccellenti. A testimoniarlo sono i primi test già effettuati dall’equipe a capo del progetto.

I test sono stati effettuati in Kenya su un campione di 233 persone e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Jama Ophtalmology. In particolare, la tecnologia medica per smartphone permette di individuare la presenza di cataratte. Si tratta di un tipo di esame particolarmente raffinato e che ha richiesto, fino ad oggi, il dispiegamento di tecnologie onerose e non sostenibili in molte realtà come appunto quella keniota.

Possibili implicazioni

Gli stessi autori della ricerca hanno ricordato come, in tutto il mondo, esistono oltre 285 milioni di individui affetti da patologie oculari. Tra di esse, almeno l’80% può essere curato o prevenuto, a patto che siano presenti le necessarie tecnologie. Proprio lì sta la questione, poiché i macchinari hanno prezzi altissimi e in molti Paesi in via di sviluppo non sono accessibili. Peek è l’innovazione che dimostra come le tecnologie smartphone possano fare la differenza e quanto ancora si possa realizzare. In fondo, siamo solo all’alba della nuova era digitale.