Internet of Things, l’eterno interrogativo sulla sicurezza

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Con l’Internet of Things la vita sarà più semplice, ma anche più esposta al rischio di attacchi informatici. Servono migliori sistemi di sicurezza

Nei prossimi anni assisteremo ad un vero e proprio boom dell’Internet of Things. La maggior parte degli oggetti quotidiani sarà infatti in grado di comunicare autonomamente tra loro e con noi. Lo stesso Eric Schmidt, presidente esecutivo di Google, con l’affermazione provocatoria “Internet scomparirà” intendeva dire che il web si evolverà sempre più in ottica IoT. In futuro, quasi non avvertiremo più il bisogno di connetterci alla rete, poiché saremo già dentro alla rete, perennemente interconnessi con tutto ciò che ci circonda.

Internet of Things, l’origine del fenomeno

Il termine Internet of Things è stato usato per la prima volta da Kevin Ashton al MIT in riferimento al fenomeno in base al quale Internet entra nel mondo, negli oggetti che usiamo e nei luoghi che frequentiamo. Re dell’IoT è senza alcun dubbio lo smartphone: oltre ad essere uno dei primi device di piccole dimensioni a connettersi ad Internet, rappresenta oggi il mezzo principale con cui gli apparecchi intelligenti possono comunicare con noi tramite le varie applicazioni IoT.

IoT: entro il 2022 un business da 14.400 mld di dollari

Secondo una ricerca elaborata da Cisco, entro il 2022 l’Internet of Things darà vita ad un business da 14.400 miliardi di dollari per il settore privato.  General Electric, inoltre, prevede un diffuso aumento della produttività proprio indotto dall’IoT, con un possibile incremento del Pil europeo di circa 2,2 migliaia di miliardi di euro per il 2030.

Ma…l’Internet of Things è sicuro?

Ad oggi il termine Internet of Things si accompagna quasi sempre  quello di Internet Security. Negli ultimi anni il numero degli attacchi informatici è drasticamente aumentato. Se poi si pensa che entro il 2025 il numero di device connessi alla rete sfiorerà i 50 miliardi, bè, è normale che ci sia un po’ di preoccupazione.

Ogni dispositivo connesso ad Internet è potenzialmente un bersaglio per attacchi hacker. Non solo pc e smartphone, quindi, ma anche i frigoriferi intelligenti. È proprio quello che è successo ad uno degli ultimi hackathon di DEFCON ai frigoriferi intelligenti di Samsung: una volta attaccato l’elettrodomestico, un hacker è riuscito a penetrare nell’account gmail del proprietario, il quale lo aveva sincronizzato all’apperecchio per poter vedere il proprio calendar anche sullo schermo del frigorifero.

Ma il bersaglio che spaventa di più in termini di security dell’Internet of Things è il segmento delle driverless cars. Se davvero nei prossimi anni faranno la loro comparsa sul mercato le prime automobili che si guidano senza bisogno de conducente, immaginate il rischio che si correrebbe se queste venissero attaccate e pilotate da un hacker.

Per non parlare di treni, aerei e via dicendo: se da un lato le tecnologie IoT guardano al futuro e si moltiplicano, dall’altro occorre che l’evoluzione dei sistemi di sicurezza sia all’altezza della nuova portata del fenomeno.