Cura e prevenzione a costo zero? Il caso della Casa di Cura Villa Tiberia

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Grazie al monitoraggio remoto sono tanti i vantaggi ottenuti da medici e pazienti. E il servizio, per i pazienti, è completamente gratuito






Le continue innovazioni nel campo della medicina garantiscono oggi una migliore qualità della vita, ma non sempre la società e le strutture sanitarie sono pronte a recepire le novità che la ricerca fornisce.

Un esempio brillante di chi invece ha saputo sfruttare le novità tecnologiche al servizio di medici e pazienti arriva dalla Divisione Cardiologia CardioMessengerSmartdella casa di cura Villa Tiberia, che ha rinnovato il centro monitoraggio remoto di dispositivi impiantabili cardiaci (come il pacemaker o il defibrillatore), in grado di memorizzare una quantità sempre maggiore di informazioni diagnostiche relative a: funzionamento del dispositivo; incidenza di aritmie; misure fisiologiche sullo stato del paziente e indicatori della funzione cardiovascolare.
Il controllo dei pazienti con dispositivi impiantabili costituisce un carico di lavoro ed economico pesantissimo per le strutture sanitarie, difficilmente sostenibile a breve-medio termine. Il monitoraggio remoto dei dispositivi impiantabili, messo a punto dalle maggiori aziende produttrici rende più rapido, efficace e a “costo zero” il follow-up di tali pazienti, incidendo quindi sulla riduzione del numero dei ricoveri e di conseguenza sui costi economici di gestione.

Grazie al supporto non oneroso di aziende specializzate in ricerca e sviluppo, come BIOTRONIK – che ha recentemente introdotto nel campo un dispositivo mobile delle dimensioni di uno smartphone, utilizzabile senza problemi in casa o in viaggio – è possibile accedere ad un ampio spettro di dati utili per la valutazione clinica. “Con il monitoraggio remoto – spiega il Dr. Andrea Spampinato, Cardiologo Interventista Database globaleAritmologo e Direttore del Reparto di Cardiologia di Villa Tiberia – siamo in grado di consultare un database globale di risultati per verificare come un problema riscontrato in un paziente sia stato già effettivamente risolto in un’altra parte del mondo. Questa è una soluzione assolutamente innovativa che permette a noi medici una repentina valutazione più efficace e più sicura. Il controllo remoto consente infatti una continua raccolta di informazioni relative allo stato clinico del paziente, senza che sia fisicamente presente in ambulatorio, oltre che allo stato di funzionamento del dispositivo stesso -. Nella maggior parte dei pazienti con pacemaker, ad esempio, i controlli ambulatoriali vengono eseguiti generalmente quattro volte l’anno, senza considerare situazioni di emergenza. Nella nostra divisione vengono effettuati i controlli a titolo gratuito, garantendo un risparmio del 100% al Sistema Sanitario Nazionale. Grazie all’innovazione tecnologica siamo in grado di identificare precocemente un problema di stato di salute in generale, oltre che di natura cardiaca, come ad esempio un’eccessiva ritenzione dei liquidi, senza la presenza del paziente in ambulatorio. È possibile così modificare la terapia a distanza e valutare tempestivamente i cambiamenti e, in caso di persistenza del problema, programmare una visita di controllo ed eventualmente un ricovero. Questo tipo di monitoraggio remoto permette un miglioramento della qualità della vita non solo del paziente interessato, spesso oltre i 75 anni, ma anche dei familiari costretti a passare ore in attesa del controllo nelle strutture sanitarie”.

“Tutto questo avviene nella nostra struttura senza alcun contributo da parte della sanità pubblica che, per questioni burocratiche e di competenze, non sempre riesce ad attuare le innovazioni che provengono dalla ricerca – conclude il Dr. Spampinato –. Spesso si pensa infatti solo alla spesa immediata e non si considera la salute della popolazione come il vero parametro sul quale ci si dovrebbe confrontare. Grazie alla collaborazione tra la nostra divisione e le aziende produttrici delle maggiori soluzioni tecnologiche in questo campo riusciamo veramente a mettere il paziente è al primo posto”. Il miglior riconoscimento? La salute e la gratitudine del paziente stesso.