Sistri rinviato al 2017

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Ancora una proroga per il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti






Risale al 2009 il varo del Sistri – Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Una soluzione, totalmente elettronica, in grado di “seguire” i rifiuti speciali in qualsiasi fase della filiera, prevenendo l’occultamento e lo smaltimento illegali.
Una svolta radicale, la cui attuazione venne però ostacolata, dal punto di vista tecnico, dalla complessità implicita del sistema e dall’elevato numero di soggetti coinvolti: 360mila aziende.
Al momento di entrare a regime emersero così le complessità del sistema, aggravate dalla lentezza della piattaforma informatica predisposta dal Ministero e da una serie di problemi. Alcuni dei quali, secondo la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, addirittura provocati volontariamente. Al punto che, nel marzo del 2014, la Guardia di finanza ha eseguito quattro arresti nell’ambito dell’inchiesta sulle procedure di affidamento, progettazione e realizzazione del Sistri.

Denunce e polemiche si sono susseguite a lungo, portando le aziende associate ad Assosoftware a ricorrere persino al Tar.

L’ultimo capitolo della vicenda è stato scritto, per ora, dal Decreto Milleproroghe (D.L. 20 dicembre 2015, n. 210), che ha definito una nuova proroga, stavolta sino al 2017, per la piena operatività del Sistema. La doppia gestione, che vedeva la coesistenza di vecchi moduli cartacei e del nuovo sistema informatizzato, avrebbe dovuto cessare quest’anno, ma è stato concesso un ulteriore anno per il completo adeguamento. La ragione della proroga consiste nel fatto che la procedura di affidamento della gestione del Sistema a un nuovo concessionario non è ancora stata completata.

Il “periodo transitorio”, quindi, rimane in vigore per l’intero 2016, obbligando i soggetti coinvolti a rispettare sia gli obblighi di tracciamento informatici sia quelli cartacei di tenuta dei formulari di identificazione dei rifiuti per il trasporto, dei registri di carico/scarico e del Mud. Cambia, però, il Modello Unico di Dichiarazione ambientale riferito ai rifiuti prodotti e gestiti nel 2015. Infatti, benché i dati da registrare siano sostanzialmente i medesimi, le singole voci sono state riorganizzate.

Benché gli oneri a carico di chi debba gestire i rifiuti siano aumentati, le sanzioni previste per il Sistri entreranno in vigore solo dal prossimo anno. Mentre saranno sanzionate, come avvenuto già nel 2015, solo la mancata iscrizione o il mancato versamento del contributo annuale.