Gli hacker non vanno in vacanza

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Dal team di Achab il decalogo per proteggersi dai Cryptovirus e i segreti per recuperare i dati

Gli hacker non vanno in vacanza, e così, anche in estate, il tema Cryptovirus è sempre ‘caldo’.

Il nemico

I Cryptovirus rappresentano l’ultima frontiera dei virus di tipo ransomware che criptano i dati presenti sul disco e chiedono un riscatto, un vero e proprio pagamento, per permettere agli utenti di riprendere possesso dei documenti.

Una volta che questi virus “rapiscono” i file aziendali o personali, essi non sono più leggibili. È come se il disco del computer diventasse un puzzle composto da due pezzi di cui uno è segreto, nascosto, nelle mani del creatore del virus. Il problema non è tanto un virus diffuso su migliaia di macchine piuttosto il fatto che ci sono migliaia di virus diversi, anche se accomunati da caratteristiche simili, diffusi su migliaia di macchine. Per riavere il disco con i dati, è necessario recuperare il pezzo segreto che possiede solo il “pirata” che ha infettato con il suo specifico virus. Questa è la ragione per cui è così difficile riavere i propri dati.

La soluzione?

Esiste una soluzione legale per recuperarli? Oltre a pagare il riscatto, si possono percorre anche strade perfettamente legali. Esistono infatti, delle soluzioni, in genere software, che tentano di recuperare delle vecchie copie dei dati risalenti a prima dell’infezione. La maggior parte di questi software sono gratuiti e nemmeno troppo difficili da utilizzare:

ShadowExplorer

Dropbox

– PhotoRec

La rete è ricca di siti che promettono di decrittare i dati, con servizi più o meno a pagamento. Alcuni di questi sistemi sono stati creati in collaborazione con le forze dell’ordine internazionali: durante qualche intervento sulle tracce degli hacker, qualche pirata informatico è stato scoperto e quindi si è venuti in possesso delle chiavi per decriptare alcuni file. Tuttavia, poiché le varianti di questi virus sono in numero elevato, non è detto che il servizio che risolve il problema funzioni per tutti.

Prevenire è meglio che curare

Data la grande difficoltà di gestire queste nuove minacce una volta che i virus colpiscono, il team di Achab, distributore italiano specializzato nello scouting e nell’introduzione in Italia di soluzioni IT a supporto delle PMI, ha elaborato un decalogo sulle buone pratiche da seguire per tenere sempre al sicuro i propri dispositivi.

Di seguito quindi le 10 regole d’oro da applicare per una buona prevenzione.

1. Avere un antivirus buono e tenerlo sempre aggiornato
2. Installare regolarmente le patch di sistema operativo
3. Aggiornare regolarmente le applicazioni
4. Utilizzare le versioni più recenti dei browser
5. Effettuare regolarmente un backup
6. Assicurarsi di avere un restore funzionante
7. Filtrare le email eliminando eseguibili e script dagli allegati
8. Utilizzare software di prevenzione
9. Togliere agli utenti i diritti di amministrazione sui computer
10. Fare formazione specifica per gli utenti