Ortopedia e robotica: l’innovazione parte da Torino

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Unica applicazione nel 2016 della protesi bionica che si muove come un vero arto realizzata a un uomo astigiano dall’officina ortopedica Maria Adelaide






Venerdì 25 novembre, alle ore 16:00, presso l’aula 1 del Politecnico l’Officina Ortopedica Maria Adelaide terrà una lezione per presentare agli studenti di Ingegneria I-Limb Quantum, la prima protesi bionica che si muove come una vera e propria mano. Sarà presente all’incontro anche Carlo Maschio, l’uomo che ha ricevuto la protesi e che darà dimostrazione pratica del funzionamento e degli skills del dispositivo.

Gli inizi

Carlo Maschio è un uomo di Rocca d’Arazzo (At) che lavora in un’azienda leader nella produzione di conduttori elettrici con il ruolo di Planner del sito produttivo. Qualche tempo fa, gradualmente, inizia a manifestarsi un dolore al braccio: “Davanti alla macchinetta del caffè, un mio collega mi afferrò il polso per impedirmi di pagare. Un gesto semplice che però mi fece saltare per il dolore. Preoccupato, feci qualche visita di controllo ma i medici non capivano cosa avessi. Qualche tempo dopo mi ferii a quello stesso braccio in modo molto superficiale ma la ferita, invece di rimarginarsi, cresceva in dimensioni e dolore.”

La diagnosi

A seguito di numerose visite ebbe la diagnosi: tumore maligno – sarcoma epithelioide – su tutta la regione ulnare. Dopo un primo ciclo di chemioterapia, persa totalmente la sensibilità a due dita e, parzialmente, a un terzo dito, l’arto dovette essere amputato poiché la massa tumorale aveva ormai toccato tendini, nervi e tessuti molli. L’azienda per cui lavorava, appresa l’entità della malattia e della successiva amputazione, decise di aiutare Carlo nella ricerca delle aziende fornitrici di protesi, per potergli assicurare un apparecchio adeguato alle sue esigenze. L’operazione non fu semplice poiché lo stesso staff medico appariva poco aggiornato sugli ultimissimi sviluppi in campo protesico. Guardando la televisione, l’uomo vide per caso una protesi robotica molto più innovativa delle altre visionate che sembrava muoversi in modo davvero simile a un braccio naturale.

Una protesi bionica

Si trattava della I-Limb, protesi di ultima generazione sviluppata da un’azienda inglese – la Touch Bionics – per i militari reduci dall’Afghanistan. Contattata l’azienda, gli fu proposto di provarla presso l’Officina Ortopedica Maria Adelaide, l’unica azienda accreditata in Italia per l’applicazione. La struttura della protesi di avambraccio, costruita interamente dall’Officina, è stata realizzata in alcune parti con una stampante 3D e funzionerà con il comando mioelettrico (il motorino viene attivato solo attraverso la contrazione muscolare). Unendo l’avambraccio con la tecnologia della mano I-Limb, inoltre, Carlo potrà comandare non solo apertura e chiusura della mano, ma più di 20 prese, modificandole o impostandole attraverso un’app gratuita sulla smartphone. “Mi sembrò un sogno pensare di eseguire di nuovo gesti quotidiani. Dopo le protesi testate fino ad allora, il potenziale di questa mi parve subito molto superiore. Nella prima sessione di test mi resi conto che sarei tornato ad afferrare oggetti dalle forme più disparate o a compiere semplici gesti ormai impensabili, come stringere una mano o aprire una porta.” “È l’unica protesi di questo tipo che abbiamo impiantano nel 2016, in Italia non ne sono state vendute altre con questa tipologia e questo grado di tecnologia.” spiega Roberto Ariagno, responsabile Marketing dell’Officina Maria Adelaide.

Una nuova vita

Dopo mesi di attesa e di risparmi Carlo è stato in grado di acquistare I-Limb, il cui costo adesso si aggira intorno ai 40.000 euro (il modello preso, Quantum, è il top della gamma) anche grazie agli aiuti che l’azienda per cui lavora ha deciso di proporgli, agevolandolo burocraticamente nell’anticipazione del TFR e concedendogli un premio una tantum in busta paga. La ditta ha deciso inoltre di proporgli una promozione che, grazie all’elevata funzionalità della protesi che gli fa condurre una vita al massimo delle condizioni possibili, ha permesso a Carlo di tornare a svolgere lo stesso lavoro di prima.