Elaborare i numeri per costruire il successo: tre concetti chiave che i retailer devono ricordare

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I soli dati senza analisi non hanno alcun valore: le informazioni devono essere raccolte, analizzate e quindi archiviate in modo da poter essere utilizzate ancora in futuro






A cura Alexandra Firth, Director of Marketing at Retail Pro International

Gli analytic sono essenziali per i retailer che vogliono comprendere chi sono i loro clienti, cosa acquistano e quando sono pronti a spendere. Anche se oggi sono disponibili una grande varietà di strumenti di analisi, troppi retailer non ne sfruttano tutto il potenziale.

Utilizzare questi tool e analizzare i dati che essi producono può costiture davvero un grande beneficio. Secondo IBM, il 62% dei retailer che utilizzano big data e strumenti di analisi sono in grado di creare un vantaggio competitivo per il loro business.

Con i POS mobili, i digital wallet e la rapida trasformazione delle tecnologie utilizzate nel retail viene creata una immensa quantità di dati. Ma i soli dati senza analisi non hanno alcun valore: le informazioni devono essere raccolte, analizzate e quindi archiviate in modo da poter essere utilizzate ancora in futuro. Oggi è più facile che mai per i retailer disporre di una soluzione tecnologica capace di raccogliere, elaborare i dati e pianificare le attività per i mesi successivi.

Tutti queste informazioni possono aiutare i retailer a formulare più offerte personalizzate e altre forme di comunicazione. Inoltre, i dati possono essere raccolti da più punti vendita in tempo reale, perciò i report possono essere prodotti in minuti invece che in giorni o settimane.

Questo può garantire ai retailer di avere l’inventario giusto, nel momento giusto e per le categorie merceologiche giuste, nonché di massimizzare l’efficienza e la profittabilità, riducendo al contempo il grado di rischio. Qualsiasi cambiamento può essere effettuato per rispondere rapidamente a un problema, che si tratti di inventari o dei percorsi di acquisto dei clienti. I tempi in cui bisognava attendere i report di fine mese sono lontani.

In ogni caso, ci sono alcune cose importanti da ricordare per sfruttare al massimo le informazioni fruibili con i vostri fornitori, secondo una ricerca di Askuity:
– Se i dati sono gestiti e distribuiti da un singolo “power user” all’interno dell’azienda, i brand non avranno la possibilità di portare i propri insight nei meeting con i buyer. Al contrario, fornire accesso ai dati dei POS per tutti i membri del team permetterà di sviluppare una cultura di condivisione dell’informazione.
– Il 28% delle aziende affermano di non utilizzare attivamente i dati dei POS resi disponibili dai loro retailer. Si tratta di uno spreco di tempo e di competenze. Condividete le informazioni e sarete in grado di vendere un prodotto targhettizzato a prospect che saprete essere realmente interessati.
– il 77% dei brand ritiene che potrebbero fare meglio nell’utilizzo dei dati per migliorare il loro business. In ogni caso, anche le aziende che già svolgono un lavoro migliore della media non possono dormire sugli allori: i brand che si considerano leader nel proprio mercato hanno ancora più fiducia nell’utilizzo di dati, con un 80% di essi convinto che possano ulteriormente migliorare. Gli analytic del punto vendita stanno diventando una necessità per ogni brand che voglia creare e sostenere il proprio successo nel retail: per le aziende che decidono di utilizzarli al meglio essi costituiscono uno strumento di continuo miglioramento.

Nel mercato di oggi è essenziale che i retailer utilizzino i dati disponibili con l’obbiettivo di massimizzare la profittabilità e restare competitivi. La tecnologia può aiutare i retailer ad assicurare la disponibilità dei prodotti, mantenere aggiornati i negozi e aumentare le vendite. Tutto questo assicurerà una superiore customer experience, grazie a punti vendita creati in linea con i trend chiave del momento e con la miglior disponibilità di prodotto possibile.

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