Tecnologia Visual Panasonic al Moderna Museet di Stoccolma

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Per la mostra “Marina Abramović, The Cleaner”, Panasonic ha messo in scena apparecchiature al top in grado di ricreare grandi performance e documentarle

È firmato Panasonic e Informationsteknik Scandinavia l’allestimento tecnico messo in scena al Moderna Museet di Stoccolma in occasione della mostra “Marina Abramović, The Cleaner”. 120 in tutto le opere e performance dell’artista serba ospitate fino allo scorso maggio radunando in uno spazio di 10.000 mq la collezione di opere appartenenti alla celebre “nonna dell’arte performativa”.

L’allestimento a galleria ha permesso di riprodurre video, performance live, scenografie e fotografie dell’artista dagli anni ’70 ad oggi, oltre a opere create con l’artista tedesco Ulay, suo partner nell’arte e nella vita dal 1976 al 1988, e una serie inedita di lavori iniziali – dipinti, foto, composizioni acustiche e opere su carta – esposti in prima assoluta.

Marina Abramovic Moderna Museet 1Al fine di rappresentare fedelmente il materiale originale, il museo ha scelto la tecnologia Visual professionale di Panasonic composta da 8 display LCD TH-55LF8 da 55” e 33 proiettori laser ad alta luminosità, che raggiunge i 500 cd/m2, mentre i display professionali TH-55LF8 hanno garantito la riproduzione fedele e estremamente omogenea di immagini di grande formato.
Due proiettori PT-RZ770 a laser da 7.000 lumen e 29 PT-RZ570 da 5.200 lumen sospesi a soffitto e scelti nella tonalità cromatica più appropriata per armonizzarsi al meglio con la varietà di colori di ogni singola sala della mostra, hanno riprodotto immagini in movimento di grande suggestione.
Fra le opere, è stata oggetto della mostra la performance Balkan Baroque, riprodotta da tre proiettori PT-RZ570. In questa performance, che è valsa all’artista la vittoria alla Biennale di Venezia nel 1997, la stessa viene ripresa durante futili tentativi di ripulire da sangue e sporcizia un enorme cumulo di ossa di animali, il cui odore viene, tra l’altro, ricreato ad arte nel museo.

Come ha spiegato Victor Eklund, Responsabile di Progetto per Informationsteknik Scandinavia AB, system integrator della mostra: «Solo scegliendo tecnologie coerenti nell’intera galleria si poteva ottenere un risultato del genere. Ci siamo impegnati a fondo per posizionare i proiettori con discrezione, evitando che ostacolassero la fruizione di altre opere. In questo senso, abbiamo apprezzato caratteristiche quali lo shift dell’ottica e lo zoom”.

I proiettori Panasonic supportano infatti l’installazione a 360°, compresa la modalità verticale, mentre la regolazione geometrica incorporata consente la riproduzione anche su schermi di forme particolari. Il sistema di supporto multischermo ha permesso, inoltre, di unire le immagini perfettamente, grazie alle funzioni di Edge Blending e Color Matching.
Questa funzione si è rivelata ideale per riprodurre “The Artist is Present”, il capolavoro del 2010 acclamato dalla critica, che ha visto Marina Abramovic rimanere seduta per 736 ore e 30 minuti al MoMa di New York insieme ad altre 1.545 persone, tra cui personaggi famosi quali James Franco, Lou Reed e Bjork.

Marina Abramovic Moderna Museet 5Utilizzando sei proiettori PT-RZ570 e un singolo display LF8 da 55” è stato, infine, possibile riprodurre un video della performance mostrando a rotazione centinaia di volti delle persone, mentre grazie al software Multi Monitoring and Control, esclusivo di Panasonic, è stato possibile attivare e disattivare l’impianto AV di ogni sala della galleria da un unico pc collegato in rete.