Black Friday: l’Italia resta indietro

793

Il fenomeno comincia a prendere piede anche in Europa ma il nostro Paese non è ancora ai livelli di Francia e Spagna

In Europa non si celebra il Ringraziamento, e nemmeno è festivo il giorno successivo, ma i retailer sono riusciti a creare dal nulla una nuova stagione di saldi, cogliendo l’opportunità regalata da questa festività con la promessa di offrire un nuovo tipo di customer experience.

Grazie ad un’analisi accurata dei dati contenuti all’interno della piattaforma, Splio, software house internazionale specializzata nella Customer Experience, è in grado di fornirci una panoramica di quello che è successo in Italia, rispetto a Francia, Spagna, e Polonia intorno al fenomeno del Black Friday.

Infatti, nonostante l’assenza di radici culturali, il Black Friday è stato “europeizzato” e l’interesse continua a crescere in tutto il vecchio continente. Su un panel di 300 retailer, clienti Splio, nel 2014 solo il 17% di loro aveva incluso il Black Friday nel proprio calendario stagionale, nel 2015 il 30% e nel 2016 il 50%. I cinque settori più coinvolti sono abbigliamento fast fashion (34%), servizi e turismo (10%), cosmetica e benessere (l’8%).

I retailer europei hanno dato nuova vita al Black Friday e lo hanno trasformato in un weekend o persino in un’intera settimana di vendite online e offline. Nelle campagne di marketing, i riferimenti al Black Friday eclissano il Cyber Monday (88% contro 12%). Inoltre, il 31% dei retailer che operano online utilizza il Black Friday come tattica di vendita, e questo dimostra la digitalizzazione di un evento che in origine era destinato ai negozi fisici.

Le campagne di marketing, chiaramente, puntano a generare traffico sia online sia in store, con la promessa di offrire ai clienti una nuova esperienza – diversa da quella del più lungo periodo di saldi, in arrivo a inizio 2018. Le campagne sono partite a pieno ritmo dal 20 novembre, una settimana prima del Black Friday, e hanno registrato un buon tasso d’apertura, attorno al 27%, che dimostra l’interesse dei consumatori nei confronti di questo evento.

Il desktop la fa ancora da padrone ma, dal 2014, il mobile è in crescita strepitosa in Italia (193%), seguita dalla Francia (57%). Notiamo inoltre una crescita significativa di comunicazione via SMS – il 300% dal 2014 su questo canale, solitamente utilizzato per accrescere la loyalty e la proximity dei clienti.

Il Black Friday è stato vissuto in tutta Europa allo stesso modo?

Secondo i dati di Splio, decisamente no: se guidano il gruppo Francia e Spagna, dove gli esercenti hanno impostato con entusiasmo la comunicazione sul Black Friday, l’Italia è restata indietro, deludendo i pronostici! Il Bel Paese si è appunto rivelato al di sotto delle aspettative, con una divergenza tra le comunicazioni fatte e l’effettiva scarsità di vendite, anche a causa di alcuni scioperi. In Polonia, invece, si sta ancora famigliarizzando con il concetto.

Con la sua rapida crescita da one-day event a settimana di celebrazione, il Black Friday rappresenta una corsia preferenziale verso la transizione all’omnicommerce. Progettare campagne online e offline rappresenta infatti per i commercianti un’opportunità di business concreta, per accrescere il traffico sia online che in-store. In futuro potrebbe diventare una realtà consolidata, attraverso l’offerta di esperienze di shopping personalizzate per accrescere ulteriormente le vendite.

In Italia bisogna ancora lavorare sull’idea che il mese di novembre possa essere il momento perfetto per mostrare la brand strategy e offrire nuove esperienze d’acquisto. Un approccio che alcuni brand hanno già adottato, con la risposta positiva dei consumatori. È una grande opportunità, che combina shopping experience e brand discovery: per avere successo bisogna infatti soddisfare la customer base con vendite esclusive, acquisire nuovi clienti attraverso Black Friday e Cyber Monday, per ridurre gli stock. Tutto questo, senza dimenticare il ruolo dei social media.

Tuttavia una cosa è certa, il Black Friday è un appuntamento che non scomparirà a breve, anzi sarà stimolo per nuovi sviluppi digital da parte dei brand.