L’Enterprise 2.0 ha la “sindrome di Peter Pan”

Secondo un’indagine condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano, se gli investimenti in Ict previsti per il prossimo triennio mostrano, nel 35 per cento dei casi, una contrazione dei budget, gli investimenti previsti per social network & community, unified communication & collaboration ed enterprise content management sono in decisa controtendenza.

L’Osservatorio Enterprise 2.0, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, ha reso noti i risultati di una ricerca che, giunta alla terza edizione, ha voluto quest’anno porre l’Enterprise 2.0 “alla prova dei fatti”, coinvolgendo oltre 160 Cio e HR manager di imprese e Pubbliche Amministrazioni per cogliere dalle loro esperienze il livello di maturità delle iniziative in atto e il loro impatto sull’organizzazione e i sistemi informativi. L’analisi mette in luce come, a fronte di una crescita degli investimenti, il livello di maturità delle iniziative sia molto eterogeneo, con alcuni casi di successo, ma percentuali ancora significative di organizzazioni in cui le applicazioni sono spesso sperimentali o confinate in pochi processi. La reale maturità e le prospettive di sviluppo dell’Enterprise 2.0, tuttavia, possono essere comprese solo guardando al cambiamento introdotto su tre dimensioni: gli strumenti, l’organizzazione e il sistema informativo. «La crisi non ha fermato il fenomeno dell’Enterprise 2.0, ma al contrario ne ha accelerato la diffusione – ha commentato Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio Enterprise 2.0 -. Oggi però, il fenomeno Enterprise 2.0 sembra ancora affetto da una sorta di “sindrome di Peter Pan”: in molte aziende, infatti, è come se le iniziative si “rifiutassero di crescere”, superando la fase sperimentale per integrarsi al cuore dei processi di business». A conferma di ciò, l’indagine condotta sugli investimenti Ict previsti per i prossimi tre anni dai Cio di organizzazioni di medie e grandi dimensioni operanti in Italia mostra una contrazione dei budget nel 35 per cento dei casi. In decisa controtendenza, continuano a distinguersi tre ambiti applicativi con tassi di crescita degli investimenti previsti nei prossimi tre anni decisamente positivi: social network & community (con il 42 per cento di aziende del campione che prevede aumenti di budget rilevanti), unified communication & collaboration (con il 32 per cento) ed enterprise content management (con il 31 per cento). La diffusione delle iniziative è, comunque, un chiaro indicatore e, dopo le interessanti premesse del 2009, anche nel 2010 oltre il 90 per cento delle imprese del campione ha in corso iniziative UC&C ed Ecm e, più della metà (57 per cento), ha iniziative di SN&C. L’analisi puntuale dei budget 2010 mostra, tuttavia, un livello medio di spesa nei singoli ambiti ancora modesto rispetto al totale della spesa Ict: si passa infatti da un budget di circa 110.000 euro per le iniziative di SN&C, ai 225.000 e 265.000 euro per gli investimenti in UC&C e in Ecm.

Silvia Viganò