Hp in pressing sul cloud

Secondo la società il passaggio sulla nuvola è un must per le aziende che vogliono essere competitive

L’informatica è e sarà sempre più una risorsa strategica per le aziende. HP intende essere un partner stabile e affidabile e soprattutto supportare le aziende in questa fase di transizione, che viene sempre più identificata nel cloud computing. Invero lo spazio che la società intende occupare è grande.

Non altrimenti si spiega la discesa in campo nel networking con l’acquisizione di 3Com, di fatto andando all’attacco di Cisco, e di Palm, per cercare in qualche misura di contrapporsi allo strapotere di Apple. E le acquisizioni non sono ancora finite. La conferma viene dallo stesso Mario Derba, il country manager per il Software e le Soluzioni di HP Italia. Che non si è però sbilanciato su chi e dove. Ha però lasciato sottendere due aree di possibile investimento: la business intelligence e quella del cloud computing, con acquisizioni di nicchia dopo i 7 di dollari miliardi spesi negli ultimi anni. “Noi vogliamo continuare a crescere, ga argomentato – per via organica e inorganica. Non ci mancano i mezzi e abbiamo visione”. In questo momento il pressing è sul cloud.

Dallo stato attuale si deve passare a una stato virtuale, che va ottimizzato, prima di passare a una cloud privata per aprirsi infine a una cloud pubblica. La crescita delle aziende e la riduzione dei costi devono andare oggi di pari passo. Il passaggio al cloud, concepito in quest’ottica, non è più un capriccio ma un must per le aziende che vogliono essere competitive.

Questi i messaggi rilanciati agli utenti italiani da Washington dove si è svolto l’HP Software Universe. Il cloud – ha sottolineato Stefan Danisovsky, Emea Strategic HP Software & Solution – è una cosa dannatamente seria se si vogliono coglierne i benefici”. L’automazione dei processi IT e la integrazione funzionale sono due requisiti importanti per fare risultato. Con gli interventi sui processi di demand il tempo di roll out di nuovi servizi scende del 30% e il TCO si abbassa di ben il 40%. Nel settore dello storage il provisioning può scendere da 8 ore a 15 minuti.

Gian Carlo Lanzetti