Subdola, ma estremamente efficace, è la guerra scatenata dai cyber criminali che sono sempre più organizzati per raggiungere i propri obiettivi di business. L’economia che gira intorno al mondo degli attacchi informatici è infatti sempre più importante e si calcola che tale business, appunto, ha un Roi che si avvicina al 700 per cento

[section_title title=Con il 2012 abbiamo perso un anno]Con il 2012 abbiamo perso un anno

VARIAZIONI NELLA DISTRIBUZIONE DEGLI ATTACCANTI (VALORI PERCENTUALI)

Nel Rapporto Clusit 2013 si sottolinea che, in riferimento a un campione di oltre 1.600 incidenti rilevanti avvenuti negli ultimi 24 mesi, è emerso il fatto che la frequenza degli incidenti informatici è aumentata nel complesso del 250 per cento in un solo anno.
Secondo gli uomini di Clusit, le ripercussioni dei crimini informatici possono arrivare a costare quasi un punto di Pil.
In particolare, il cybercrime è diventato la causa del 54 per cento degli attacchi (era il 36 per cento nel 2012) con una crescita anno su anno del numero di attacchi di oltre il 370 per cento.
Inoltre, nel 2012, la classificazione degli attacchi in base alle tecniche utilizzate dagli attaccanti, spicca il notevole incremento della categoria Ddos, mentre si confermano sempre molto utilizzate le tecniche di Sql Injection, lo sfruttamento di vulnerabilità note e l’utilizzo di malware.

INVESTIMENTI SICUREZZA ICT NEL 2012 E STIMA 2013

L’Italia, nello specifico, conferma la tendenza mondiale che vede un calo degli eventi riconducibili a natura hacktivistica e un incremento degli attacchi motivati da cybercrime, i cui obiettivi ricadono principalmente sul settore governativo, immediatamente seguito da associazioni politiche e industria.
Rispetto al 2011 si è notato un sostanziale incremento degli attacchi non solo contro i servizi online, ma anche contro Istituzioni scolastiche e finanziarie, mentre le altre categorie rimangono sostanzialmente invariate.

Purtroppo, in generale, si è constatato che le epidemie internazionali colpiscono in modo particolare il nostro Paese.

 

PROPENSIONE INVESTIMENTI PER DIMENSIONE AZIENDE

E questo diventa sempre più vero con il dilagare dello stile di vita mobile, considerando che in Italia ormai i navigatori Web sono quasi metà popolazione, di questi oltre 85 per cento attivi su social network e proprio rispetto a questi ultimi si prova una fiducia quasi totale (e invece si narra che un quinto degli account di Facebook siano controllati da hacker, ma soprattutto lo spam sta andando sempre più su tutti i social).Tutto questo determina situazioni molto gravi; per esempio, è stato rilevato che a parità di minaccia il 44 per cento dei pc italiani è compromesso contro il 20 per cento di quelli danesi.

In pratica, l’impressione è che in Italia i dodici mesi del 2012 siano stati perduti, ossia, rispetto al dilagare delle attività criminali non si sono posti adeguati ostacoli.