Un’indagine promossa da CA Technologies evidenzia che le tecnologie cloud di Identity and Access Management (IAM) potrebbero convertire le aziende italiane più scettiche in accese sostenitrici della “nuvola”

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La “nuvola” è la nuova frontiera, ma la cautela nei suoi confronti è ancora tanta. La buona notizia però, emersa dall’indagine paneuropea “The Adoption of Cloud-Based Services – Increasing confidence through effective security” condotta dalla società di ricerca Quocirca per conto di CA Technologies su figure aziendali manageriali in ambito business e It, è che le soluzioni di Identity and Access Management (IAM) basate su cloud infonderebbero nelle organizzazioni italiane diffidenti rispetto al cloud computing la fiducia necessaria ad adottare i servizi cloud e diventarne convinte sostenitrici.

Attualmente nel nostro Paese il 28% delle aziende, ancora arroccate su posizioni di scetticismo, evita i servizi cloud-based, li blocca tout court o al massimo li valuta caso per caso e individua la principale barriera all’adozione del cloud nella sicurezza dei dati. A questo si aggiunge l’aggravante che il 90% delle società italiane prevenute verso il cloud non ritiene di avere le competenze o le risorse (80%) necessarie per operare i servizi cloud in totale sicurezza.
Un modello IAMaaS (“IAM as-a-service”) on-demand potrebbe servire ad abbattere tali barriere in quanto contribuirebbe a eliminare le perplessità sulla sicurezza delle aziende “cloud-scettiche” e ad abbattere i costi di gestione. Circa il 73% delle aziende italiane inclini all’adozione del cloud computing reputa che molti servizi di security, compreso il Single Sign On (SSO) e la gestione federativa delle identità e degli accessi, andrebbero erogati tramite un modello IAMaaS o ibrido.
“Lo IAMaaS on-demand in particolare – spiega Antonio Rizzi, Senior Director Practice Services Security Solutions di CA Technologies – potrebbe aiutare le realtà italiane a guadagnare efficienza, incrementare la produttività della forza lavoro e migliorare la customer satisfaction; allo stesso tempo ne proteggerebbe le risorse digitali (siano esse on-premise o su cloud), riducendo i rischi, abbattendo i costi amministrativi e migliorando l’agilità dell’IT grazie alla flessibilità di deployment in ambienti on-premise e cloud”.

“La conclusione di questa ricerca è che cloud genera cloud – afferma Bob Tarzey, Analyst e Director di Quocirca -. Le aziende che hanno una percezione negativa dei servizi cloud non sono di per sé contrarie a questo modello, ma sono piuttosto frenate da preoccupazioni relative alla mancanza degli skill e delle risorse necessarie per mettere in sicurezza tali servizi. Una piattaforma IAMaaS basata su cloud potrebbe consentire a questi soggetti una gestione rapida ed efficiente delle identità, offrendo l’accesso sia a servizi SaaS che ad applicazioni on-premise. Con un po’ d’aiuto e incoraggiamento, le aziende oggi sfavorevoli al cloud potrebbero essere le prime ad adottarlo domani”.
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