Zebra Technologies punta tutto sul 2D

Ugo Mastracchio, Sales Engineer Manager della filiale italiana società, ci parla delle nuove tendenze, soprattutto in ambito retail, e ci spiega come Zebra si prepara ad affrontarle con un’offerta ricca ed unica nel suo genere

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Mi pare quindi di capire che la richiesta da parte dei retailer vada sempre di più nella direzione del 2D. Quali sono i fattori che hanno abilitato questa crescita?

Con l’economia di scala legata alla produzione dei sensori CCD, che sono presenti in tutte le macchine fotografiche, il costo di questo tipo di sensore, che è il componente fondamentale nella struttura di costo di una imager principale, è sceso sensibilmente. Quindi la differenza di costo tra un lettore laser 1D e un 2D imager è diminuita sensibilmente. Questo ha fatto da driver alla transizione.

Mentre in passato, inoltre, un lettore 2D non consentiva le stesse performance di lettura su un codice standard monodimensionale, ora questo ostacolo è stato superato. Va anche detto che ora con i lettori 2D è possibile anche la lettura del codice di passaggio, al volo, cosa che prima non era possibile. Il CCD è quindi più efficiente ed è possibile utilizzare tempi di apertura molto più ridotti. Questi aspetti tecnologici hanno quindi abilitato aziende come le nostre a fornire tecnologie 2D a prezzi comparabili alla tecnologia 1D.

Si sta perciò andando nella direzione dove la tecnologia 2D andrà a soppiantare la tecnologia 1D. Entro che termine accadrà tutto questo?

Difficile dirlo. Sicuramente dal punto di vista della ricerca e sviluppo la nostra azienda ha ormai completamente virato verso il mondo 2D e dal punto di vista dei terminali portatili credo che ci sia già stato il sorpasso.

Noi ad esempio equipaggiamo corrieri espressi o postini italiani: utilizzano tutti lettori 2D perché non devono essere allineati al codice a barre quando viene letto, a differenza dei lettori tradizionali. Quindi aumentano la produttività e la velocità con cui un operatore può leggere il codice. I nostri investimenti stanno andando tutti in questa direzione. E stiamo parlando di un’azienda, Zebra, che deriva direttamente da Motorola e Symbol Technologies prima, che ha avuto una posizione molto importante sui brevetti 1D e quindi questa scelta è assolutamente significativa.

Quindi le previsioni sui margini di crescita di questa tecnologia sono più che ottimistiche…

Assolutamente sì. Continuiamo a vedere crescite a doppia cifra: negli ultimi anni si è assistito ad una grande espansione del mercato dei lettori 2D e continuiamo a prevede ulteriori tassi di crescita.

In che mercati verticali soprattutto si sta diffondendo l’utilizzo di queste tecnologie?

Nel retail, nel trasporto e nella logistica, nelle applicazioni di proof and delivery dei corrieri espressi, in ambito postale e manifatturiero. Poi il 2D è legato tipicamente al tracking lungo la supply chain.

Finora abbiamo parlato dei vantaggi che la tecnologia 2d offre. Che limiti ha invece?

Sicuramente ha un assorbimento di energia maggiore rispetto all’1D. Questo è un challenge per noi tra i più importanti perché una delle richieste dei clienti è che gli strumenti a batteria che prima avevano una durata di 8 ore continuino ad averla anche ora. Altri aspetti negativi non ci sono. Quelli che un tempo erano svantaggi – l’immunità al movimento e il costo – si sono ridotti in maniera molto significativa.

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