Infinity Storage acquisita da Cloudian

La storia di un successo italiano che porterà ai clienti una gestione semplificata dello storage

“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”. Se la prima a esprimere in maniera così compiuta questo concetto fu Eleonor Roosvelt, sono tante le donne che hanno fatto di questa frase un mantra ponendo al centro della loro vita il sogno e consacrandosi ad esso. E se è vero che per realizzare un sogno i sacrifici vanno fatti, e che spesso il destino prende strade inimmaginibili, è anche vero che alle volte accade: i sogni diventano realtà.

E’ quello che è successo a Caterina Falchi, che nel 1998 ha fondato vicino a Milano la sua Infinity Storage. Una pioniera, che facendosi muovere dalla passione e mettendo prima di tutto le esigenze del cliente, è riuscita dove molti altri hanno fallito. Perché la sua società è stata notata, ed ora acquisita, dalla statunitense Cloudian, società specializzata in object storage con base nella Silicon Valley, a San Mateo, ma dall’animo fortemente internazionale e dal forte DNA asiatico.

Ma andiamo per ordine.

Cloudian: la società

Cloudian nasce nel 2011 e conta attualmente circa 130 dipendenti a livello worldwide, sparsi nei suoi uffici di San Mateo, Tokio, Beijing,  Milano e prossimamente Amsterdam, dove a breve aprirà l’headquarter europeo della società. L’organizzazione si occupa, come già accennato, dello sviluppo di soluzioni per l’archiviazione di file ed oggetti ed è specializzata nei sistemi object storage basati sulle API S3. La sua clientela è trasversale e la sua offerta è impiegata per backup e archiviazione in diversi settori, come ad esempio media e intrattenimento, bioinformatica, engineering, cloud ibrido, IoT, intelligenza artificiale e machine learning. Tra i suoi partner strategici troviamo grandi nomi come Lenovo, Hpe, Cisco, Amazon Web Services, Cisco e QTC oltre che una rete globale di rivenditori su cui si sta investendo molto.

Fiore all’occhiello della sua proposta è HyperStore, soluzione per lo storage di file e oggetti lanciata nel 2011 e basata sullo standard API S3, che fornisce scalabilità e capacità illimitata.

HyperStore, giunto alla release numero 7, permette agli utenti di archiviare, proteggere e cercare dati, indipendentemente da dove Caterina Falchi_Cloudianrisiedano, da una singola schermata di gestione e può essere implementato nei data center sia come appliance sia come server standard, offrendo un unico sistema storage a scalabilità illimitata. Disponibile anche come applicazione nel cloud pubblico, la soluzione offre un’unica vista dei dati nel cloud e on-premise.

Infinity Storage: dalla partnership all’acquisizione

Nasce invece proprio dalla collaborazione con l’ormai ex Infinity Storage il nuovo HyperFile NAS Controller, lanciato a dicembre 2017 e frutto di due anni di sviluppo, un controller NAS che rende disponibili file services di livello enterprise su Cloudian HyperStore. Cloudian HyperFile comprende tutte le funzionalità NAS essenziali per le applicazioni enterprise, incluso il supporto di SMB(CIFS)/NFS, snapshot, WORM, failover non distruttivo, scalabilità orizzontale, conformità POSIX e integrazione con Active Directory.

L’acquisizione di Infinity Storage da parte di Cloudian, annunciata in questi giorni, rappresenta quindi il coronamento di una partnership già esistente. Un’acquisizione che va in controtendenza perché per una volta una società americana ha deciso di investire in una società italiana, guidata per di più da una donna. Caterina Falchi, che sarà VP File Technology di Cloudian in Italia, è stata tra gli inventori di un file system dedicato a storage WORM e grazie alle competenze maturate in ambito kernel dei sistemi storage per dati legali e di lunga durata, ha posto al centro della sua proposta la possibilità di offrire all’utente un accesso trasparente a tutte le applicazioni.

“Per oltre dieci anni, il software Infinity Storage ha aiutato i grandi clienti a semplificare la gestione dei file con funzioni di classe enterprise volte a offrire un front-end trasparente verso le applicazioni utente per l’archiviazione di dati su tutti i tipi di storage di nuova generazione – spiega Falchi -. Collaborando con Cloudian per il lancio di HyperFile ci siamo immediatamente resi conto che le culture e le tecnologie delle nostre aziende combaciano perfettamente. Siamo sinceramente entusiasti di entrare a far parte del team Cloudian”.

Uno sguardo al futuro

Ma l’acquisizione rappresenta solo il primo tassello di un piano di sviluppo più a lungo termine. Tra i primi frutti dell’operazione ci sarà loMichael Tso_Ceo Cloudian spostamento del nuovo braccio italiano di Cloudian in una nuova sede, nella zona di via Novara a Milano, per meglio venire incontro ai bisogni dei dipendenti. Un team che ora conta 6 persone ma che a breve vedrà l’inserimento di ulteriori tre figure, con la richiesta da parte del management statunitense di inserire una nuova persona ogni tre/quattro mesi a riprova delle forti prospettive di crescita.

Entusiasta anche il CEO e co-founder di Cloudian, Micheal Tso: “L’acquisizione accelera ulteriormente l’impegno di Cloudian nel ridurre i carichi di lavoro IT mediante file system facilmente scalabili e dotati di sistemi di autoprotezione che, secondo gli analisti, sono di estrema importanza per la gestione storage di nuova generazione. Infinity non solo ci offre una profonda esperienza tecnologica, ma è perfettamente complementare a noi in termini di cultura aziendale e di attenzione assoluta nei confronti del cliente, del team e dell’eccellenza tecnologica”.

E i vantaggi di questa operazione per le imprese sono molteplici: grazie alla combinazione di HyperStore e HyperFile le organizzazioni possono infatti ora avvalersi di nuove opzioni per gestire localmente una quantità enorme di dati non strutturati (che cresce in media del 50% ogni anno).

Primo partner in Europa a credere in Cloudian è stato BCloud, per cui Roberto Castelli, CEO della società, ha sottolineato come siano già 30 i clienti nel nostro Paese, con una base di 10PB installati.