Da Minsait 8 driver per l’assistenza omnicanale ai pazienti

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Sono accessibilità, personalizzazione, fluidità e ubiquità, salute basata sul valore, servizi end-to-end, Smart Data, Intelligenza Artificiale e IoMT

Partendo dall’assunto che digitalizzare l’interazione e le operazioni migliora l’accesso alle informazioni da e verso i pazienti e ottimizza i costi della sanità, il rapporto “Salute verso l’esperienza omnicanale” presentato da Minsait, la business unit di trasformazione digitale di Indra, ha identificato otto vettori chiave che fungono da pilastro dell’esperienza omnicanale e che saranno le leve del cambiamento nel settore.

Parliamo di accessibilità, personalizzazione, fluidità e ubiquità, salute basata sul valore, servizi end-to-end, Smart Data, Intelligenza Artificiale e Internet of Medical Things (IoMT). La combinazione di essi consente di proporre scenari che rispondono alle sfide affrontate dalle organizzazioni sanitarie in un modello di relazione continua che tiene conto di tutti i punti di interazione con il cittadino.

Infografica Minsait HealthI modelli sanitari basati su un’esperienza di tipo omnichannel – ovvero l’integrazione di tutti i canali che il cittadino utilizza per relazionarsi con il sistema sanitario – costituiscono, infatti, la base delle nuove strategie utili a creare rapporti medico-paziente di lungo termine e offrire un’assistenza personalizzata, migliorando la salute dei cittadini e ottimizzando i costi del settore.

Accesso agile a servizi e prodotti per la salute
Il nuovo modello di esperienza omnichannel deve anche orientare i processi di integrazione dell’intero ecosistema sanitario (ospedali, centri sanitari, enti, cittadini e fonti esterne) per garantire accessibilità, efficienza e qualità dei servizi forniti.

Secondo lo studio, il nuovo modello facilita la creazione di un legame di tipo emotivo con il paziente, oltre a consentire una migliore comprensione delle loro preoccupazioni e necessità. In questo modo è possibile allineare la strategia alle aspettative dei cittadini, trasformando i risultati in valore, sia per loro che per l’organizzazione.

Non a caso, il nuovo modello dovrebbe in prima istanza ottimizzare la gestione della domanda, mentre la personalizzazione dell’offerta di prodotti e servizi va letta anche in chiave di prevenzione e promozione della salute.

La nuova esperienza omnicanale deve anche essere snella, fluida e onnipresente, eliminando barriere quali l’ubicazione, il tempo e i sistemi informativi. A sua volta, la “salute basata sul valore” ha come scopo promuovere modelli di condivisione dei rischi tra tutti gli attori puntando su tecnologie che facilitino la gestione efficiente dei dati e del rischio clinico, nonché l’educazione e sensibilizzazione della popolazione, promuovendo stili di vita sani in grado di ridurre l’impatto delle malattie prevenibili.

Infine, tra i pilastri principali della nuova esperienza emerge anche la copertura di tutti i punti di contatto tra il cittadino e il sistema sanitario, attraverso nuovi servizi e modelli di cura attivati attraverso l’uso intelligente dei dati per fornire un valore reale combinando le informazioni cliniche con quelle fornite da altre fonti esterne. Questo sia a livello analitico per migliorare i processi di cura e amministrativi (ad esempio, la stratificazione del rischio clinico in una data popolazione), sia a livello predittivo (ad esempio, per anticipare le epidemie o identificare i picchi di attività in un ospedale).

La grande sfida tecnologica consiste nell’evoluzione verso fonti di informazione interoperabili e aperte, alimentate da dati interni e forniti da stakeholders e pazienti, al fine di offrire servizi e soluzioni personalizzati.

In tutto questo l’Intelligenza Artificiale consente di trasferire sempre più servizi sanitari attraverso soluzioni automatiche per la valutazione dei pazienti, mentre il contributo dell’Internet of Medical Things (IoMT) sarà fondamentale per accelerare la digitalizzazione del settore offrendo un punto di contatto tra le persone e le organizzazioni sanitarie per trasferire informazioni in tempo reale sui pazienti e migliorare l’aderenza dei pazienti ai trattamenti anche in chiave di autogestione della malattia.