Spartiacque Lenovo Neptune nel mare dei data center

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Lenovo ha annunciato un nuovo approccio olistico al raffreddamento a liquido dei data center

Impegnata ad affrontare le grandi sfide dell’umanità attraverso l’innovazione tecnologica, Lenovo ha annciato “Neptune”, l’approccio olistico dell’azienda al raffreddamento a liquido dei data center.

Rese note in occasione dell’International Supercomputing Conference che si conclude oggi a Francoforte, le tecnologie Neptune migliorano l’efficienza dei data center fino al +50%, senza compromettere le prestazioni e senza ridurne la densità e rappresentano l’impegno inarrestabile di Lenovo nel creare sistemi potenti ed efficienti in vista della prossima tecnologia di supercomputing Exascale.

Neptune: il tridente delle prestazioni
Nella mitologia romana, inoltre, Nettuno usava il suo tridente per domare i mari. In questo caso, il Lenovo con Neptune ha sviluppato un “tridente” di tecnologie di raffreddamento a liquidi: il raffreddamento ad acqua non refrigerata DTN (Direct-to-Node), lo scambiatore di calore “rear door” (porta posteriore) RDHX e le soluzioni ibride TTM (Thermal Transfer Module), che combinano il raffreddamento ad aria con quello ad acqua.

Queste soluzioni hardware avanzate sono sostenute dal software EAR (Energy Aware Runtime) di Lenovo che ottimizza i sistemi per efficienza energetica e prestazioni a partire dai singoli componenti fino allo chassis. I sistemi Lenovo con tecnologie Neptune hanno prestazioni superiori pur utilizzando l’energia elettrica in maniera più efficiente, riducendo così anche i costi operativi. Neptune non si può definire come hardware o software, ma piuttosto un approccio all’uso del raffreddamento ad aria o a liquido per estrarre calore dai sistemi, liberandone il potenziale di prestazioni.

Utilizzo oggi e domani
Per capire in che modo Neptune aiuta i clienti è necessario utilizzare nuove metriche di riferimento. L’efficienza di utilizzo energetico (PUE – Power Usage Efficiency) è una misura fondamentale di quanta energia è utilizzata nel data center per altre funzioni che non siano il calcolo (energia totale dell’installazione/energia IT totale), e il valore ideale è 1,0. Tipicamente, un sistema raffreddato ad aria ha una PUE tra 1,5 e 2,0 e una soluzione RDHX avrà una PUE di 1,2 – 1,4. Una soluzione DTN come quella di ThinkSystem SD650 ha una PUE inferiore a 1,1. L’obiettivo di Lenovo con le tecnologie Neptune è di fare in modo che presto la PUE diventi un parametro altrettanto importante dei gigahertz o dei teraflops, nella scelta di una piattaforma di server.

Le tecnologie Neptune rappresentano anche un approccio alla riduzione dei costi. Analogamente, le infrastrutture data center che non erano state progettate per sostenere il crescente carico termico dei sistemi raffreddati ad aria possono guardare a Neptune per trovare una soluzione. Infine, i sistemi con processori che consumano 200W e più, stanno portando i responsabili delle installazioni di cluster HPC a prendere in considerazione il raffreddamento a liquido gestito con l’approccio Neptune per gestire la massima potenza di calcolo possibile.

Da dio del mare, Nettuno sarebbe orgoglioso del fatto che il suo omonimo tecnologico consente di ridurre l’impatto ambientale: dare priorità alla sostenibilità non è infatti un’azione isolata ma un impegno a lungo termine, e l’installazione delle tecnologie Neptune è per Lenovo un importante passo verso la riduzione dei consumi energetici nei Data Center.