RAEE: come riconoscere i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche?

Dal consorzio Ecolamp dieci buoni consigli per riciclarli

Presenti in tutte le case sotto forma di lampade a Led, tubi al neon, piccoli e grandi elettrodomestici, adattatori e cavi, sorgenti luminose a risparmio energetico e apparecchi di illuminazione, una volta esauriti o non più funzionanti questi prodotti diventano RAEE, ovvero Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, e devono essere opportunamente raccolti e smaltiti secondo regole ben precise. A questi si aggiungono, inoltre, alcuni nuovi prodotti – come ad esempio multiprese, hoverboard, bici elettriche e chiavette USB – che dal 15 agosto di quest’anno sono soggetti a riciclo a seguito dell’introduzione dell’Open Scope, il cosiddetto campo aperto di applicazione. Oggi più che mai questi particolari rifiuti possono e devono essere trattati attraverso un’adeguata raccolta differenziata: un piccolo gesto attraverso il quale ciascuno di noi può contribuire in maniera concreta alla sostenibilità ambientale e allo sviluppo di un’economia circolare. Se smaltiti correttamente, infatti, permettono di recuperare e reimpiegare almeno il 90% dei materiali di cui sono composti. Ecco alcuni consigli del Consorzio Ecolamp su come riciclare i RAEE che troviamo nelle nostre abitazioni.

1) Che cosa sono i RAEE?

La sigla RAEE significa Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: si tratta in pratica di quei prodotti che per funzionare devono essere alimentati dalla corrente elettrica o da campi elettromagnetici e che, ad un certo punto, decidiamo di buttare via. Su questi prodotti, inoltre, è presente il simbolo del bidone barrato, che indica che possono essere riciclati e quindi inseriti nella raccolta differenziata.

2) I RAEE sono tutti uguali?

In base alle loro caratteristiche, i RAEE si dividono in diverse categorie a cui corrispondono, nei centri di raccolta, contenitori specifici. Quando decidiamo di buttarli, dobbiamo fare attenzione a suddividerli nei giusti contenitori così da consentirne il riciclo più corretto ed efficace.

3) Quali sono i principali RAEE che troviamo a casa?

Possiamo trovarli in ogni stanza della casa, perché per la maggior parte sono oggetti di uso quotidiano, come lampadine, radio, monitor, telefonini, console di gioco, phon, spazzolini elettrici, frullatori, frigoriferi, condizionatori, ciabatte multiple, bici elettriche e chiavette USB. E più in generale tutti quegli apparecchi che per funzionare dipendono da corrente elettrica o batterie.

4) Nessuno escluso?

In realtà ci sono alcune esclusioni, ma, a parte le lampadine a incandescenza, nulla di rilevante per la raccolta differenziata all’interno delle nostre case. Si parla infatti di apparecchiature di uso militare, apparecchiature destinate ad essere inviate nello spazio, dispositivi medici che possono essere infetti o altre apparecchiature di grandi dimensioni o ad uso prevalentemente professionale.

5) Che cosa dobbiamo fare quando decidiamo di buttare i RAEE?

Prima di tutto, dobbiamo tenerli da parte e non confonderli con gli altri rifiuti domestici. Una volta raccolti, possiamo portarli nelle isole ecologiche comunali, dove si trovano speciali contenitori che permettono di avviare i rifiuti a corretto riciclo. I RAEE possono essere anche consegnati in tutti i negozi che vendono articoli elettrici ed elettronici – quindi non solo i punti vendita specializzati ma anche, ad esempio, i supermercati – con due modalità: acquistando un nuovo prodotto equivalente per ogni rifiuto consegnato (1contro1), oppure portando il rifiuto nei grandi punti vendita della distribuzione senza alcun obbligo di acquisto (1contro0). Questa seconda modalità vale, però, solo per i RAEE di lunghezza inferiore ai 25 cm, come ad esempio lampadine, rasoi elettrici e telefonini.

6) E che cosa non bisogna fare?

Non dobbiamo gettare i rifiuti elettrici ed elettronici nel sacco nero insieme ai rifiuti indifferenziati. Dobbiamo anche fare attenzione a non mescolarli con altri rifiuti, come la plastica o il vetro, e non dobbiamo dimenticarli in cantina. È molto importante portarli nei centri di raccolta perché significa contribuire a rimettere in circolo materiali importanti che potrebbero essere riutilizzati.

7) Che cosa succede dopo aver smaltito correttamente i RAEE?

Una volta gettati, i consorzi come Ecolamp si occupano di gestire il trasporto dei RAEE con appositi mezzi dai centri di raccolta agli impianti di trattamento. Qui, speciali macchinari permettono di ricavare e separare i diversi materiali di cui questi rifiuti sono composti, trasformandoli in risorse.

8) Quali sono i vantaggi di un corretto smaltimento?

I rifiuti possono trasformarsi in importanti risorse e smaltirli correttamente aiuta a preservare l’ambiente. Molti degli apparecchi elettrici ed elettronici, infatti, contengono sostanze inquinanti – come il mercurio delle lampadine fluorescenti – che negli impianti di riciclo dei RAEE vengono separati e smaltiti in sicurezza. Non dobbiamo dimenticare inoltre che, dal corretto trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici, si possono recuperare materie prime da utilizzare in nuove produzioni, come ad esempio metallo, plastica, vetro, schede elettroniche o motori.

9) Da quando esiste la raccolta differenziata dei RAEE?

La raccolta differenziata e il riciclo della Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche sono stati introdotti dall’Unione Europea all’inizio del 2003, mentre in Italia il sistema di riciclo dei RAEE è stato introdotto con un provvedimento del 2005 e ha cominciato ad essere operativo nel 2008. 

10) Come sta andando in Italia la raccolta dei RAEE?

La raccolta differenziata dei RAEE in Italia è in continua crescita, anche se esistono ancora grandi differenze tra le diverse regioni italiane. Nel 2017 sono stati raccolti in totale 296mila tonnellate di RAEE, che equivalgono a circa 5 kg per abitante. Poco per volta, grazie all’impegno dei professionisti e dei singoli cittadini, il nostro Paese nei prossimi anni raggiungerà livelli sempre più alti e in linea con gli altri Stati Europei.