Rivoluzione HoloLens per il Sistema Sanitario Nazionale

Microsoft e Fondazione SIRM hanno annunciato un nuovo progetto pilota in collaborazione con PWC, Teorema Engineering e FifthIngenium

Interessata a intende testare le potenzialità d’uso di HoloLens nella Radiologia Interventistica, la Fondazione SIRM, Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica, ha commissionato a Microsoft, PwC, Teorema e FifthIngenium un ambizioso progetto.

Con l’obiettivo di trasformare i file DICOM risultanti dalle TAC in un modello 3D fruibile tramite HoloLens e piattaforme mobile, la Fondazione SIRM intende, infatti, dare vita a un “acceleratore” dei processi di trasformazione digitale, sia in ambito formativo che nell’ambito dell’operatività clinica/chirurgica.

Da qui la richiesta ai partner tecnologici di trasformare le immagini in 3D e renderle fruibili in ambito formativo con simulazione di procedure interventistiche di base e complesse, sfruttando le caratteristiche della Mixed Reality, per poi rendere le immagini radiologiche utilizzabili nella attività della sala operatoria e in ambito diagnostico-terapeutico.

L’intento, nemmeno a dirlo: consentire una più intuitiva e completa valutazione del quadro clinico con una più precisa pianificazione delle procedure interventistiche da adottare.

Approccio per fasi
La soluzione proposta dal Team di Progetto propone, dunque, lo sviluppo di una prima versione che consenta – a partire dalle immagini DICOM – la ricostruzione dell’ologramma in 3D dell’aorta utilizzabile in sala operatoria e su device multiconnessi.

L’applicazione HoloLens rende possibile una esperienza condivisa tra più utenti in cui il modello 3D può essere manipolato, con l’utilizzo delle mani e attraverso comandi vocali, e visualizzato nella sua interezza e/o tramite diversi piani di taglio. Lo sviluppo prevede inoltre l’implementazione di una infrastruttura cloud basata su Microsoft Azure per la conversione dei file, il caricamento di informazioni sanitarie addizionali e la modellizzazione delle immagini 3D su piattaforma mobile.

Nella seconda fase prevista, si parla, invece, di estensione per la ricostruzione dell’intero corpo umano (comprensivo di organi e vasi) e integrazione della Mixed Reality con diversi scenari evolutivi sia per offrire in fase di training una casistica molto più ampia rispetto agli approcci tradizionali partendo dall’utilizzo di dati reali provenienti da immagini DICOM, sia una piattaforma web in grado di rendere le informazioni condivisibili anche da remoto.

Una volta abilitati scenari di collaborazione e condivisione di competenze ed esperienze ovunque l’esperto si trovi, diventa anche possibile condividere ologrammi 3D su Mixed Reality per migliorare l’efficacia e ridurre i tempi di formazione degli specializzandi, offrendo una prospettiva completamente nuova e una esperienza condivisa unica.

Infine, l costante disponibilità per il radiologo interventista dei dati del paziente in 3D e in tempo reale aiuta a ridurre il rischio clinico e migliora gli esiti della cura.