Device e memorie: cosa ci riserva il futuro?

Se lo è chiesto Kingston Technology che, con #10yearschallenge, indaga l’evoluzione decennale dei dispositivi elettronici e delle soluzioni storage

A pochi giorni dall’inizio del 2020, Kingston Technology ha deciso di tirare le somme sull’evoluzione conosciuta nell’ultimo decennio dai dispositivi tecnologici e, di conseguenza, dalle soluzioni di memoria. In un mondo dove la tecnologia avanza velocemente, e non dà segni di rallentamento, le nostre abitudini quotidiane si sono infatti evolute enormemente e, con esse, è cresciuto a dismisura il nostro bisogno di memoria storage.

Nel 2010 il 4G muoveva i suoi primi passi in America. Nel 2011 il 4K compariva per la prima volta nelle sale cinematografiche. Nel 2012 YouTube contava 60 ore di video caricate ogni minuto. Oggi, a fine 2019, il 5G sta issando la sua bandiera in un numero crescente di Paesi, con una previsione di copertura del 65% del territorio mondiale entro il 2024. L’8K è ufficialmente entrato nelle case dei cittadini grazie alle Smart TV di ultima generazione. E si calcola che più di 500 ore di contenuti video vengano caricati su YouTube ogni 60 secondi!

È facile immaginare come l’incremento massiccio di utilizzo di memoria ne consegua a corollario. La risoluzione video sempre più simile a quella dell’occhio umano e il quantitativo sbalorditivo di contenuti visivi prodotti, condivisi, salvati e trasmessi ogni secondo di ogni giorno, dimostrano di per sé l’aumento incredibile del bisogno di storage.

Alle porte del 2020, le schede di memoria interne ed esterne, non si trovano più solo negli smartphone, nei TV, nei computer, nelle console gaming e macchine fotografiche, oggetti dove eravamo abituati a collocarli. L’impiego dei dispositivi di storage, infatti, ha invaso nel corso del tempo aree e settori tra i più disparati. Basti pensare, per esempio, al boom degli smartwatch, agli elettrodomestici futuristici delle nuova Smart Home (tra cui frigoriferi e lavatrici sono solo alcuni dei protagonisti), alle lampadine intelligenti ed, ancora, alle cuffie Bluetooth con archivio indipendente, alle planetarie da cucina in grado di immagazzinare centinaia di ricettari al loro interno, ai navigatori con mappe in continuo aggiornamento, fino ad arrivare ai primi tentativi di occhiali smart per la visione in VR & AR ed ai recentissimi assistenti vocali.

Aumenta anche l’utilizzo di microchip non solo nel mondo animale, legate ad operazioni di tracciamento e riconoscimento di cani e gatti domestici o della salvaguardia delle specie a rischio, come nel caso di Kingston che ha fornito delle schede apposite per monitorare alcune colonie di delfini, ma anche degli esseri umani, che iniziano a sperimentare i primi tentativi di chip sottocutanei per svariati utilizzi e funzionalità, dalla carta di credito fino alla chiave di casa elettronica.

Come riferito in una nota ufficiale da Stefania Prando, Business Development Manager di Kingston Technology: «Nell’ultimo decennio il quantitativo, le modalità e i luoghi di utilizzo della memoria si sono moltiplicati drasticamente. E la tendenza è solo proiettata in avanti. Con l’avvento del 5G, il miraggio già avvistato del 6G, le crescenti interconnessioni e una vertiginosa evoluzione tecnologica, la prospettiva d’impiego dei dispositivi di storage si presenta potenzialmente illimitata. Per questo Kingston Technology si impegna ogni giorno a sviluppare il suo ecosistema di unità di memoria e soluzioni integrate affinché sia sempre al passo coi tempi e con le necessità del momento».