Backup: come scegliere la soluzione per la propria azienda?

Nuovi workload, nuove strategie cloud, cambiamenti normativi, avvisi di sicurezza. Qualunque sia il motivo per cui sia necessaria una rivalutazione, e qualunque sia la scelta finale, ci si deve porre le domande giuste. Ecco quali secondo Commvault

Di cosa bisogna essere sicuri quando si valuta una soluzione di backup? Secondo Gartner, “entro il 2022, il 40% delle aziende sostituirà le proprie applicazioni di backup implementate a inizio del 2018”.

Ecco quindi quattro punti da tenere in considerazione in relazion e al backup:

1. Automazione

Un giorno è fatto di ventiquattro ore, ma spesso il mondo informatico è tanto complesso che ne necessiterebbe di più. È quindi essenziale avere una soluzione in grado di gestire parte di questa naturale complessità operativa per semplificarla e snellirla. In questo caso, l’automazione è la chiave.

2. Flessibilità

È la soluzione che si adatta all’organizzazione o viceversa? È fondamentale fare attenzione ai prodotti che impongono un percorso preciso da seguire, perché potrebbe non essere quello adeguato all’azienda. Bisogna assicurarsi che ogni decisione relativa a configurazioni, policy, archiviazione e comportamenti, possa essere poi modificata. Il cambiamento è un elemento importante nell’ambiente di business e dei dati tanto quanto la complessità, ed è imperativo essere in grado di affrontarlo.

3. Modello di costo

L’azienda deve assicurare che il modello si adatti alle esigenze, e quindi ai consumi. Sono numerose le proposte che permettono di accedere a servizi e soluzioni in base a necessità e risorse. Bisogna quindi analizzare attentamente le differenti offerte e scegliere la più adeguata all’azienda e le sue capacità di investimento.

4. Scalabilità

Non si tratta solo di aumentare le dimensioni. Le organizzazioni hanno bisogno di una soluzione in grado di adattarsi ai requisiti di flusso e ai picchi di dati. Questo aspetto è particolarmente importante quando si considerano i dati e i workload nel cloud, perciò è necessaria una certa elasticità per aggiungere e rimuovere le risorse in base alle necessità. Inoltre, scalabilità significa anche essere in grado di estendere le caratteristiche/funzioni tenendo conto delle nuove tecnologie e delle esigenze aziendali. Quindi poter aggiungere funzionalità facilmente aggiunte senza dover ripartire da zero.

“Questi quattro criteri possono sembrare difficili da conciliare, ma quando si tratta di dati, le aziende devono davvero assicurarsi che tutte le parti coinvolte siano soddisfatte del percorso intrapreso,” sottolinea Edwin Passarella, Manager, Sales Engineering di Commvault.