La rivoluzione smart sta coinvolgendo lentamente anche le nostre case e le nostre auto. La penetrazione delle tecnologie e delle relative competenze è sì un processo graduale ma inevitabile e sarà presto visibile, soprattutto nelle grandi città, che a loro volta si convertiranno in smart city. Per comprendere al meglio la portata di questa rivoluzione […]

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La rivoluzione smart sta coinvolgendo lentamente anche le nostre case e le
nostre auto. La penetrazione delle tecnologie e delle relative competenze è
sì un processo graduale ma inevitabile e sarà presto visibile, soprattutto
nelle grandi città, che a loro volta si convertiranno in smart city. Per
comprendere al meglio la portata di questa rivoluzione conviene chiarire che
con smart home si intende un’abitazione i cui alcuni elementi sono connessi
a una rete interna, a sua volta connessa a Internet, e possono essere
controllati tramite dispositivi digitali e da remoto; con auto connessa si
intende un veicolo dotato di un sistema digitale interno e connesso ad una
rete.

Secondo uno studio condotto dall’Osservatorio Smart & Connected Car della
School of Management del Politecnico di Milano, nel 2019 il mercato delle
soluzioni per l’auto ‘smart’ e connessa ha raggiunto un valore di 1,2
miliardi di euro in Italia. Il 61% dei consumatori intervistati possiede già
almeno una funzionalità smart per l’auto, come soluzioni per il parcheggio
assistito, assistenti vocali e sistemi di assistenza alla guida. Sempre il
Politecnico di Milano, attraverso il report sulla Smart Home
dell’Osservatorio Internet of Things, ci informa che il settore delle case
connesse ha conosciuto lo scorso anno una crescita del 40% in valore,
superando il mezzo miliardo di euro, con in testa dispositivi di sicurezza,
sistemi intelligenti di climatizzazioni, smart home speaker ed
elettrodomestici. Inoltre, entro il 2021, quasi la metà della popolazione in
Italia si doterà di almeno un device connesso alla smart home.

Case e auto connesse offrono molti benefit, come la comodità delle funzioni
da remoto per le abitazioni, supporto alla guida o ancora sistemi sicurezza
avanzati per la casa e i veicoli. Anche l’impatto ambientale risulta ridotto
grazie all’automatizzazione e alla personalizzazione dei servizi di casa
così come il risparmio di energia dovuto alla smart mobility.

Alcuni nodi di questa trasformazione rimangono ancora da sciogliere, a
partire dai costi ma anche per le perplessità che riguardano i rischi di
sicurezza, dato l’aumento del numero di dispositivi costantemente connessi.
Le reti ed i sistemi informatici su cui si basa l’Internet of Things
ovviamente sono vulnerabili ma questo non significa però che siano facili da
violare.

Pur se sono state scoperte delle vulnerabilità, ad esempio l’attacco tramite i chip degli elettrodomestici smart per lanciare attacchi DDoS, questo tipo di minacce è a oggi più teorico che concreto, almeno nel presente e nel futuro più
prossimo.

Ciò che invece desta preoccupazione, sia come utenti che come organizzazioni, è la sicurezza dei dati personali.

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Tutti i dispositivi di smart home e auto connesse raccolgono dati sull’utente e sull’utilizzo, che vengono poi aggregati e analizzati da algoritmi di intelligenza artificiale e tecnologie di machine learning per ottimizzare il funzionamento degli stessi dispositivi. Questo è, in buona sostanza, il circolo virtuoso del big data applicato a reti di dispositivi IoT. Tale processo però può convertirsi in un enorme problema di rispetto della privacy. Essendo un settore in costante sviluppo, la sicurezza dei dati personali è materia di legiferazione continua, in particolare in relazione all’utilizzo e all’elaborazione da parte del produttore, al
controllo dell’utente e alla protezione degli stessi dati.

Ciò che qui ci interessa approfondire è cosa può fare un utente per utilizzare in modo responsabile e sicuro i dispositivi smart della propria casa o auto?

Il vero punto debole dell’Internet of Things è l’accesso a dispositivi, rete e app, per cui l’utente finale deve adottare alcune precauzioni per impedire ai cybercriminali di sfruttare le – al momento ancora relativamente poche – vulnerabilità esistenti.

Ecco dunque le linee guida di Panda Security per la sicurezza di smart car e
smart home:

* Password sicure, lunghe e complicate, memorizzate e gestite da un password
manager.
* Autenticazione a più fattori, utilizzando sistemi di identificazione
biometrica
* Creare sottoreti per la connessione di casa e monitorare l’accesso
al Wi-Fi di casa e auto.
* Installare un antivirus potente.
* Separare i dispositivi per l’intrattenimento da quelli che contengono dati personali o importanti, ad esempio di lavoro.
* Far controllare casa e auto da professionisti specializzati in robotizzazione e automazione.
* Prima di acquistare e installare nuovi dispositivi smart nell’auto o in casa, fare ricerche su Internet e verificarne la sicurezza.
* Fare uso del buon senso e prestare molta attenzione, soprattutto all’inizio, quando non si padroneggia ancora il funzionamento dei dispositivi.

Tutte queste pratiche rappresentano la prima grande linea di difesa esterna che, come utenti finali di smart car e case intelligenti, dobbiamo erigere contro i possibili attacchi dei cybercriminali.

Nel complesso, i vantaggi di auto connesse e smart home superano di gran lunga i relativi rischi informatici. Le funzionalità a servizio della sicurezza fisica del conducente salveranno presto molte vite e gli strumenti di ottimizzazione basati su AI ridurranno sempre più l’impatto ambientale della mobilità; dovremo solo imparare a utilizzarli in modo sicuro e
consapevole, così come qualsiasi altra tecnologia digitale.

Buona navigazione e buona trasformazione digitale, sia a casa che in auto!