Boole Server sfida i giganti della Silicon Valley

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Il software vendor italiano apre un ufficio a San Francisco, a due passi dal distretto indutriale culla mondiale dell’Ict. La strategia di espansione della società quindi prosegue. L’obiettivo è quello di stringere importanti partnership per sancire definitivamente il suo profilo internazionale

Per Boole Server comincia l’avventura americana. La società italiana specializzata nella protezione dei dati digitali e nella sicurezza informatica datacentrica sfida infatti i giganti della Silicon Valley aprendo un nuovo ufficio a San Francisco, a due passi dalla valle dell’oro; primo step di una strategia che la vede anche interessata alla costa est, con un occhio di riguardo, neanche a dirlo, alla grande mela.
Lo sbarco negli USA avviene passando direttamente dall’ingresso principale: Boole Server sfida i giganti americani a casa loro, nel distretto industriale con il più alto tasso di innovazione tecnologica a livello internazionale e culla mondiale dell’Ict.

Boole Server,  Paolo ArdemagniSoftware vendor internazionale con cinque uffici e una rete commerciale che comprende circa 50 partner in oltre 20 Paesi in Europa, Nord Africa, Medio Oriente, Asia e Sud America, l’obiettivo primario di Boole Server è quello di sbarcare oltreoceano per stringere delle importanti partnership (si parla di colossi come Google e Facebook) che possano rafforzare e sancire definitivamente il profilo internazionale dell’azienda.
“Un po’ come se un americano venisse a Napoli ad aprire una pizzeria – afferma Paolo Ardemagni, amministratore delegato di Boole Server – e per sfidare i concorrenti si trovasse necessariamente nella posizione di dover stringere degli accordi con i venditori di basilico, mozzarella, pomodoro e così via. Collaboriamo già con grandi realtà come Microsoft, SafeNet, Accenture, Amazon Web Services e Titus, ma vogliamo fare di più”.

La sfida è importante, ma Boole Server è convinta di avere a disposizione le giuste frecce da scoccare col proprio arco.
“I competitors di fatto si occupano dell’infrastruttura di rete ma non della rilevanza di quello che c’è all’interno del documento stesso, che invece è la cosa più importante, soprattutto ora dove il trionfo dei Big Data ha fatto travalicare i confini dell’infrastruttura fisica per sbarcare nel Cloud – prosegue Ardemagni -. Le minacce inoltre vengono molto spesso non dall’esterno, ma dall’interno del castello, quindi un adeguata soluzione di sicurezza non può prescindere dalla protezione del singolo dato”.

Boole Server è proprio una soluzione di protezione datacentrica e per la prevenzione del furto e della perdita di dati condivisi e riservati scelta da molte aziende sia italiane che internazionali, soprattutto dove sia necessaria una protezione rilevante della proprietà intellettuale: da Armani a Ferrero, da Barilla a ENI, dai SAI Fondiaria a Euronics, la soluzione è pensata per proteggere trasversalmente i dati di aziende facenti parte dei più svariati settori.
La soluzione è stata pensata e studiata per impedire l’utilizzo indebito dei file riservati da parte di collaboratori, fornitori e utenti non autorizzati.

“I punti di forza di Boole Server – spiega ancora Ardemagni – si riassumono proprio nel fatto che la nostra è una soluzione cross industry, caratterizzata da una grande trasversalità, che è estremamente semplice da usare, ha una cifratura militare e si contraddistingue per la sua granularità, oltre che per il fatto che è progettata per essere fruibile da qualsiasi tipo di device”.

Con Boole Server i file archiviati e trasferiti sono protetti da qualunque tentativo di furto o intercettazione non autorizzata: solo gli utenti abilitati possono accedere, utilizzare, visualizzare o modificare i file che sono stati loro condivisi.
Con il suo ingresso nel mercato statunitense il guanto di sfida ai giganti della Silicon Valley è lanciato. Solo il tempo saprà dire se questa realtà italiana riuscirà ad entrare nell’olimpo dei grandi.