Panda Security: sicurezza garantita

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Le tecnologie incluse in tutta la gamma di prodotti offrono protezione dal Trojan Cryptolocker

Panda Security offre protezione dal Trojan Cryptolocker con le sue soluzioni proattive.
Le tecnologie incluse in tutta la gamma di prodotti permettono infatti di alzare il livello di sicurezza ed evitare la richiesta di riscatti da parte dei cyber criminali.
In tutti i prodotti della gamma corporate, nel servizio Panda Cloud Office Protection Advanced, scalabile per tutti gli utenti di classe da home a enterprise, il Filtro Web della Endpoint Protection può essere impostato per impedire l’accesso a pagine Internet appartenenti a categorie pericolose, di modo che se l’utente dovesse accedere al link contenuto nell’email fraudolenta sarà protetto dal sistema di blocco automatico.

Sempre in ambito aziendale, le protezioni perimetrali fornite dalle appliance GateDefender eSeries implementano analogamente un Filtro Web che blocca la navigazione, coadiuvabile anche da un Filtro del Contenuto che impedisce la ricezione di qualsiasi allegato indesiderato. La corretta impostazione delle varie opzioni permette quindi di garantire al proprio sistema informatico, sia esso un singolo computer o una rete aziendale, il livello di sicurezza desiderato.

“Non bisogna comunque dimenticare che la prima regola per la sicurezza è la prudenza. Si consiglia di non aprire allegati né di seguire le istruzioni contenute in email non attese, nonostante il mittente sembri affidabile e di effettuare sempre un backup dei dati – spiega Antonio Falzoni, Product Marketing Manager di Panda Security Italia -. È fondamentale ricordare che enti come banche, Poste Italiane e società di spedizioni non chiederanno mai via email la conferma di dati identificativi, a maggior ragione il nostro suggerimento è di diffidare delle email provenienti da mittenti con cui non avete rapporti. Qualora invece fossero noti, chiedete una conferma, in quanto anche il computer del vostro contatto potrebbe essere stato infettato e trasmettere autonomamente email per propagare il malware”.