MAXfocus, ecco la nuova versione di MAX Backup

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Studiata per migliorare la continuità operativa degli MSP, garantisce il recupero dei dati in meno di cinque minuti e effettua il backup con una velocità superiore dell’80%

MAXfocus, la piattaforma per i Managed Service Provider (MSP) e fornitori di supporto It di Logic Now, continua a rinnovarsi. Questa volta è il turno di MAX Backup, il servizio di cloud ibrido di livello enterprise studiato per proteggere e recuperare i dati aziendali d’importanza critica, che permette ai MSP di aggiornare la proposta per i propri clienti da un semplice “Backup as a Service” a un più completo “Disaster Recovery as a Service”. La protezione offerta da MAX Backup è una protezione costantemente aggiornata che effettua i backup con l’80% di velocità in più e riduce il tempo di ripristino rendendo disponibili immagini di standby in meno di cinque minuti dopo il guasto.

Tra le innovative funzionalità di MAX Backup v15.0 troviamo Immagine Standby, grazie alla quale vengono coniugati tutti i vantaggi di un backup granulare e a livello di file con un immagine VM recuperabile in maniera completa e rapida, assicurando la continuità operativa e la pianificazione del disaster recovery.

Il Backup Accelerator serve invece per ridurre il tempo di backup attraverso il monitoraggio continuo dei cambiamenti eseguiti nei file, una funzione preziosissima se si pensa che i database di grandi dimensioni, così come applicazioni e file da decine e centinaia di gigabyte possono risultare difficili da salvare in modo efficiente e la maggior parte del tempo impiegato per il loro backup è utilizzato semplicemente proprio per determinare le modifiche avvenute nei file e quali di questi hanno bisogno di protezione. Quello che fa la nuova versione di MAX Backup è la garanzia di salvataggi giornalieri continui di file e database di grande portata, rendendoli più veloci dell’80%.

Infine l’aggiornamento introduce due nuovi Cloud Recovery Targets per le funzioni di Virtual Disaster Recovery e Ripristini Continui. Questo permetterà ai fornitori di servizi It di spostarsi dal semplice Backup a un più completo servizio di Disaster Recovery, senza la necessità di un’infrastruttura propria, attraverso l’uso di un modello bring-your-public-cloud (BYPC). Grazie al supporto di Amazon Web Service (AWS) EC2 e Microsoft Azure possono inoltre specificare nuovi obiettivi remoti di recupero del cloud, o uno degli obiettivi di recupero locali già esistenti (VMware vSphere, local VMDK o Microsoft Hyper-V).