Cloud: l’ondata di adozione non si ferma

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Il 53% delle aziende si attendono maggiori ricavi nei prossimi due anni grazie alla “nuvola” e il 44% sta già usando o prevede di implementare soluzioni Private Cloud

L’adozione del cloud non si arresta: secondo gli ultimi dati resi noti da Cisco sarebbe infatti in arrivo una “seconda ondata”. Le aziende non considerano infatti più la “nuvola” solo come uno strumento di efficienza e riduzione dei costi, bensì una piattaforma per alimentare innovazione, crescita e disruption. Il 53% delle aziende interpellate nello studio si attende maggiori ricavi grazie al cloud nei prossimi due anni. La sfida, tuttavia, appare come complessa perché solo l’1% di loro ha una vera e propria strategia di adozione del cloud ottimizzata e il 32% non ha alcuna strategia al riguardo.

Lo studio sponsorizzato da Cisco è l’InfoBrief “Don’t Get Left Behind: The Business Benefits of Achieving Greater Cloud Adoption” realizzato da IDC sulla base di ricerche di mercato primarie condotte coinvolgendo in 17 paesi del mondo 3.400 decisori IT di aziende che stanno utilizzando con successo cloud privato, pubblico e ibrido.

“Quando incontriamo clienti interessati ad approcciare la seconda ondata del cloud, vediamo che sono molto più indirizzati su cloud privato e ibrido – principalmente perché si rendono conto che questo tipo di soluzioni danno la sicurezza, le performance, il costo, il controllo e la protezione dei dati di cui hanno bisogno – commenta Nick Earle, Senior Vice President, Global Cloud and Managed Services Sales -. Questo dato, che ci ha spinto a sviluppare un’offerta di infrastrutture per il cloud privato, ibrido e soluzioni as-a-service, si riflette nel nuovo studio IDC: il 44% delle aziende sta già usando o prevedono di adottare il private cloud, e il 64% di chi già utilizza il cloud sta valutando le opportunità dell’hybrid cloud”.

Nella sua ricerca, IDC identifica cinque livelli di maturità rispetto all’adozione del cloud: si può avere un’adozione ad hoc, opportunistica, ripetibile, gestita o ottimizzata. Le aziende che passano dal livello di maturità più basso, l’adozione ad hoc, al livello più alto dell’adozione ottimizzata ottengono risultati molto significativi: i ricavi crescono del 10,4%, i costi It si riducono del 77%, il tempo di provisioning per servizi e applicazioni It si riduce del 99%, i reparti It migliorano del 72% la loro capacità di rispettare gli SLA e raddoppiano la loro capacità di investire in nuovi progetti volti all’innovazione.

Lo studio ha anche quantificato i vantaggi economici per le aziende più mature in termini di adozione del cloud. Le imprese analizzate stanno ottenendo in media 1,6 milioni di dollari in più di ricavi per ogni applicazione realizzata su cloud privato o pubblico; inoltre, per ogni applicazione che è realizzata in cloud, riducono i costi di 1,2 milioni di dollari.

I maggiori ricavi provengono in larga parte dalla vendita di nuovi prodotti e servizi, dall’acquisizione di nuovi clienti o dall’ingresso in nuovi mercati.

La riduzione dei costi operativi associata all’adozione del cloud si genera dall’ impatto positivo della possibilità di agire in un ambiente più scalabile, affidabile e performante che permette maggiore agilità, più produttività dei dipendenti, riduzione dei rischi, risparmi su costi di infrastruttura, vantaggi legati all’adozione di tecnologie open source.

Lo studio ha infine valutato la percentuale di aziende che hanno un livello di adozione del cloud “maturo” nei vari paesi presi in considerazione: USA e regione America Latina sono le aree in cui si ha la maggiore percentuale di imprese che hanno strategie cloud di livello ripetibile, gestito o ottimizzato – rispettivamente con il 34% e il 29%. In Europa, il paese che ha la maggiore maturità cloud è il Regno Unito (27%) seguito dalla Germania (21%). Fanalino di coda della classifica il Giappone, con solo il 9%.

Rispetto ai mercati, il settore manifatturiero ha la più alta percentuale di aziende posizionate in uno dei tre livelli di adozione più elevati (33%), seguito dall’It (30%), dal settore finanziario (29%) e dal settore sanitario (28%). I livelli di adozione inferiori si registrano nel settore pubblico e educativo e nei servizi professionali (22%) e nel commercio all’ingrosso o dettaglio (20%).