ICT e ricerca biomedica nel Progetto Hornesis

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L’innovativo progetto punta a individuare nuove ipotesi di azione molecolare della metformina attraverso simulazioni software

Accademia Domani, startup tutta italiana che realizza progetti ICT e corsi di formazione di alta specializzazione, ha presentato il progetto di ricerca biomedica Hornesis. La ricerca riguarda la metformina, ovvero il principio attivo del Glucophage, il farmaco più diffuso per il trattamento del diabete di tipo 2. L’interesse per la metformina è dato dal fatto che nonostante il Glucophage venga prescritto da decenni in tutto il mondo, e siano ben conosciuti i suoi effetti sull’organismo, il suo meccanismo di azione a livello molecolare è ancora ignoto. 

Gli obiettivi della ricerca 

La ricerca punta a individuare nuove ipotesi di azione molecolare attraverso metodologie di molecular modelling e molecular docking, ovvero simulazioni software che modellano i farmaci e gli enzimi bersaglio come strutture geometriche tridimensionali e calcolano le loro interazioni dal punto di vista elettromagnetico e quantistico. Una volta individuati i meccanismi il passo successivo è verificarli sperimentalmente in laboratorio. Ad oggi la prima fase di simulazione software è stata completata ed ha suggerito un meccanismo d’azione innovativo. I molecular docking hanno infatti suggerito che la metformina non agisce da sola ma come complesso metallico rameico, dopo aver catturato del rame endogeno nella cellula. Sulla base di questo schema di azione è stato realizzato anche un virtual screening, ovvero una ricerca di molecole dalle funzionalità simili che potrebbero agire come farmaci alternativi.

Le potenzialità della ricerca 

La metformina non è soltanto un ottimo farmaco anti-iperglicemico, ma studi recenti hanno evidenziato effetti antitumorali per alcuni tipi di cancro e pro-longevità su determinati organismi modello. Comprenderne il meccanismo potrebbe aiutarci a progettare nuovi farmaci caratterizzati da maggiore efficacia e minori effetti collaterali.

I prossimi passi

Il prossimo passo è la verifica in laboratorio dei meccanismi ipotizzati, attraverso la cristallografia a raggi X e a una tecnica di ingegneria genetica chiamata site-directed mutagenesis. Sono in corso al momento contatti con Università italiane e straniere per una collaborazione in questo settore.