Ricoh, dal prodotto al servizio, aprendosi a nuovi mercati

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Gli Internazionali di Tennis, di cui la società è sponsor, sono stati l’occasione per fare il punto della situazione in casa Ricoh: puntare non solo sulla gestione documentale, ma anche sui servizi di comunicazione; passare dal vendere un prodotto al servizio completo e apertura verso il mondo B2C sono le ultime novità

Ricoh è sempre più attenta alle nuove strategie di business e si presenta con nuovi ambiziosi obiettivi ed una strategia rinnovata.
L’occasione per anticipare tutte le novità sono stati gli Internazionali di Tennis, il prestigioso torneo che fa parte del circuito ATP, che si sta svolgendo in questi giorni al Foro Italico, a Roma, di cui Ricoh Europe è Platinum Sponsor. Il connubio tra business e sport nasce dal fatto che la società crede fortemente che per vincere, in entrambi gli ambiti, siano necessari impegno, competenze e un forte lavoro di squadra, valori che da sempre contraddistinguono Ricoh, che in Italia è presente con 1.100 collaboratori, con un fatturato di 326 milioni di euro (marzo 2013) e un market share del 30%.
Luca Tomelleri_Communication Manager_Ricoh ItaliaUna delle più grandi novità che l’azienda sta portando avanti è il tentativo di spostarsi dalla vendita del mero prodotto alla vendita di un servizio vero e proprio, così che il cliente sia avvantaggiato perchè non esistono costi fissi, ma costi proporzionali.
“Si passa dai prodotti ai servizi It, Mps, Outsourcing, fino al BPO (Business Process Outsourcing) – spiega Luca Tommelleri, Communication Manager di Ricoh Italia -. Ci spostiamo verso questi ambiti non dimenticando che siamo i primi produttori al mondo e quindi continuando a puntare sul nostro hardware”.
“Il nostro intento è quello di cominciare a farci conoscere non solo e sempre per la gestione documentale, settore nel quale siamo leader – prosegue Tomelleri -, ma anche per altre tipologie di prodotto”.

E, in effetti, l’offerta Ricoh è ricca. Oltre alla gamma relativa ai prodotti di stampa, che comprende ben 80 modelli, la società mette a disposizione tutta una serie di strumenti di comunicazione che comprendono, ad esempio, videoproiettori, e tra questi il primo proiettore verticale della storia, che si posiziona a pochi centimetri dalla parete, alle spalle di chi sta presentando; sistemi di videoconferenza, che consentono a 20 location di comunicare tra di loro all’insegna della sicurezza e della riservatezza (servizi che i sistemi free non offrono) e lavagne interattive. A questo proposito Ricoh sta portando avanti un progetto denominato “Room in a box” per la gestione delle sale clienti, dove il cliente non paga l’hardware ma compra il servizio che include quell’hardware.
Per quanto riguarda i modelli di business Ricoh punta sul Pay Per Page Green, i Managed Document Services, il Document Process Outsourcing e gli It Services.
Interessante l’interpretazione che la società dà di outsourcing, che prevede sempre la presenza di personale Ricoh presso l’azienda cliente. Ricoh non fornisce solo la tecnologia ed il software, ma anche il personale per realizzare il processo. Relativamente ai servizi It, invece, si tratta di servizi all-inclusive per progetti personalizzati che sono appunto l’espressione della volontà dell’azienda di vendere non meramente l’hardware, che comunque resta una parte fondamentale dell’offerta, ma di erogare un servizio completo.

Un’altra novità assoluta e sorprendente è invece quella che Ricoh sta facendo i primi passi per affacciarsi anche sul mercato del retail.
“Siamo storicamente un brand B2B – conclude Tomelleri -. Non dico che diventeremo B2C ma ci sono politiche internazionali che stanno cominciando a guardare al Business to Consumer, chiaramente di profilo professionale e di elevata levatura. Il maggior focus ovviamente è sul printing e stiamo già facendo in Italia in questo anno fiscale un’ampia sperimentazione. Contiamo al più presto di concretizzare la nostra presenza e di essere presenti e visibili anche in questo senso”.