Ghelfi Ondulati scommette sul digitale e sceglie HP

335

L’azienda nella produzione di cartone ondulato investe nel sistema HP PageWide Web Press T400 Simplex






Ghelfi Ondulati, di Buglio in Monte (SO), attiva nel settore del cartone ondulato, ha scelto la tecnologia digitale di HP per adottare un nuovo approccio nella produzione di imballaggi in cartone ondulato, volto a valorizzare i plus forniti dal dato variabile.

Fondata nel 1952 da Giuseppe Ghelfi, Ghelfi Ondulati è specializzata nella produzione di imballaggi in cartone ondulato per il settore agroalimentare. La capacità visionaria del management e la peculiare collocazione geografica – nel cuore della Valtellina, in una zona di non facile accesso – hanno contribuito a forgiare lo spirito dell’azienda, che punta da sempre sull’aggiornamento continuo dei processi produttivi e sull’investimento nel parco macchine per offrire prodotti di qualità superiore. Un approccio che ha consentito all’azienda di crescere, ampliare progressivamente l’attività e differenziarsi, per arrivare ad affermarsi tra i player di primo piano nei mercati di riferimento, in particolare nel comparto ortofrutticolo italiano.

Con l’ingresso della terza generazione ad affiancare la seconda alla guida dell’azienda, e a fronte dei cambiamenti in atto nell’industria dell’imballaggio, Ghelfi Ondulati sta mettendo in campo nuovi progetti per cavalcare il futuro. L’adozione del digitale è la grande sfida del presente e il sistema HP PageWide Web Press T400 Simplex lo strumento scelto per affrontare e vincere tale sfida.

“La volontà di fare le cose diversamente e la determinazione a indirizzare – e non solo seguire – il mercato sono una costante nella storia di Ghelfi Ondulati e derivano, in parte, dalla location dell’azienda, al di fuori delle rotte principali del business. Siamo riusciti a trasformare questo apparente fattore di svantaggio in un’opportunità, e in questa frase si riassume anche la filosofia dell’azienda”, spiega Fabio Esposito, direttore generale di Ghelfi Ondulati. “La scelta di scommettere sul digitale si inserisce esattamente in tale contesto. Abbiamo osservato da vicino l’evoluzione di questa tecnologia e siamo convinti della sua portata rivoluzionaria: il digitale trasformerà il mercato del cartone ondulato e i suoi prodotti – portando valore e rendendoli più interattivi, anche grazie a un utilizzo mirato dei dati. Noi vogliamo essere tra i primi ad abbracciare e promuovere tale cambiamento”.

Installato presso lo stabilimento di Ghelfi Ondulati nel gennaio 2016, il sistema di stampa HP PageWide Web Press T400 Simplex è destinato alla stampa del cartone ondulato. La nuova soluzione di HP offre alta produttività – fino a 183 metri lineari al minuto – e assicura una qualità di stampa elevata e brillantezza delle tinte, grazie al nuovo HP Priming Agent per la stampa full color con inchiostri HP A50 pigmentati base acqua.

“I primi risultati ottenuti sono notevoli: la stampa ci sorprende per qualità e ripetibilità”, afferma Luca Simoncini, responsabile progetto digitale. E aggiunge: “In questa fase iniziale dobbiamo sincronizzarci con la nostra produzione e con l’attuale mercato di riferimento. I vantaggi immediati sono già evidenti e riguardano l’ampia flessibilità nella gestione delle tirature e del dato variabile, oltre alla semplificazione del ciclo di produzione, laddove non è più necessario preparare gli impianti ed i mock up. Si apriranno così le porte alla personalizzazione di massa anche nel nostro settore, che sposterà il terreno di confronto dal costo al valore della confezione, ovvero la sua capacità di stabilire una conversazione mirata con il singolo interlocutore. Uno degli obiettivi di breve termine è quello di differenziare i mercati di riferimento, aprendoci in particolare, a una collaborazione più stretta con i brand owner dell’agroalimentare italiano ai quali andremo a proporre prodotti innovativi. Tuttavia, è nel lungo termine che individuiamo le maggiori opportunità”. 

Uno degli aspetti importanti di questo percorso, ha riguardato la scelta delle tecnologie, e non solo: “Non cercavamo semplicemente una macchina, al contrario eravamo alla ricerca di un modo di pensare”, spiega Silvia Ghelfi. “Di HP ci sono piaciute ‘nel grande’ la dimensione umana e la disponibilità nel condividere”.