Migrare verso il cloud: perché un approccio fai da te potrebbe non funzionare

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Il ruolo dei servizi professionali nel viaggio verso la ‘nuvola’






A cura di Vincenzo Costantino, EMEA South Technical Services Director di CommVault

Anche se il cloud storage può offrire numerosi vantaggi, tra cui flessibilità e scalabilità, la migrazione verso il cloud può essere accidentata. I trend indicano una spinta molto forte verso gli ambienti hybrid cloud e non si tratta più di se, ma di quando le aziende sposteranno i propri dati. Ma, come quando si rinnova la casa, è necessaria una pianificazione attenta per garantire una transizione tranquilla e il successo del progetto.

Vi sono molte motivazioni per passare al cloud: dall’uso di workspace di nuova generazione (BYOD, VDI, tool di collaborazione) fino a servizi SaaS, IaaS e PaaS. Ma quando si tratta di trasformazione cloud, (consolidamento del data center, virtualizzazione e automazione), vi sono alcune considerazioni chiave che le aziende devono mettere in conto prima di fare il salto. Le opzioni disponibili sono molteplici.

La prima è quella di adottare un approccio ‘roll out su tutti i workload’ che prevede lo spostamento di piattaforma di applicazioni e legacy IT, tutto in una volta. Un altro è il ‘cap and grow’ che mantiene app e dati su piattaforma legacy, mentre se ne sviluppano di nuovi nel cloud. In entrambi i casi si tratta di un impegno notevole e, indipendentemente dall’approccio scelto, le aziende dovrebbe valutare attentamente prima di adottare un approccio fai da te.

Per accertarsi del buon esito della migrazione dovrebbero valutare i vantaggi offerti da servizi professionali specializzati.

Spesso, quando si decide di passare a implementazioni cloud/SaaS, l’obiettivo è quello di sfruttare le economie di scala. Tuttavia, quello che spesso non viene preso in considerazione è che spostare un’applicazione, o i dati che contiene, non necessariamente sposta anche i processi di business sui quali l’applicazione o i dati si basano o con i quali si integrano. Allo stesso modo, se si sposta un’applicazione senza tenere conto dell’infrastruttura nel suo complesso, i dispositivi, le connessioni e tutto ciò a cui sono collegati smetteranno di funzionare. Quindi, anche se cloud e SaaS offrono notevoli vantaggi, bisogna considerare molte altre cose prima di fare un investimento.

Affinché un servizio sia economicamente conveniente, molti MSP, reseller e service provider che offrono servizi cloud-based tendono a focalizzarsi sull’acquisizione di un numero sufficiente di clienti, offrendo inizialmente un numero minimo di servizi per raggiugere velocemente il punto di pareggio. Purtroppo questa tendenza sta creando non poche difficoltà ai clienti che spesso non riescono a vedere il valore dell’investimento e si rivolgono altrove. Il canale potrebbe così sacrificare rapporti di lungo termine con crescite di fatturato a breve.

Alcune aziende si affidano alle capacità di risorse interne invece di cercare degli specialisti, anche il canale sta cercando di formare il proprio personale per fornire questi servizi, invece di trarre vantaggio dal valore che vendor e partner specializzati potrebbero offrire.

I servizi professionali offrono infatti valore agendo da broker per i propri clienti nel loro viaggio verso il cloud. Possono assistere non solo con il loro personale, ma anche con quello di partner specializzati per il disegno dell’architettura cloud e quella di rete, e la messa a punto di servizi di application, data e business process discovery.