Il passaggio al lavoro remoto ha cambiato radicalmente il modo in cui operano i Managed Service Provider (MSP). Gli endpoint oggi si trovano ovunque: negli uffici, nelle case, negli aeroporti e in molti altri contesti; e ognuno richiede protezione, visibilità e gestione affidabile. Parallelamente, gli hacker hanno accelerato il ricorso ad automazione e intelligenza artificiale, aumentando la pressione sul team tecnico, che deve già gestire carichi di lavoro in crescita. I modelli di servizio manuali tradizionali non sono, quindi, più sufficienti.
L’iperproduttività rappresenta una soluzione. Invece di aggiungere nuovi strumenti o aumentare il team di supporto, gli MSP possono riprogettare le proprie operazioni puntando su automazione, workflow standardizzati e piattaforme unificate. Questi concetti sono indicati nella nostra ultima infografica, “I tre pilastri dell’iperproduttività degli MSP”, che definisce un approccio moderno e scalabile alla gestione dei servizi.
1. Persone: mettere i tecnici nelle condizioni di guidare l’automazione
L’iperproduttività parte dal team interno. Con la crescente complessità degli ambienti IT, i tecnici devono passare dall’esecuzione manuale delle attività alla supervisione dei processi automatizzati. Oggi l’automazione può gestire, infatti, molte operazioni di routine, tra cui l’ampliamento di dettagli agli alert, la loro classificazione e le attività di remediation più comuni. I tecnici intervengono per validare le eccezioni, perfezionare le regole di detection e definire i playbook che garantiscono risultati coerenti nei diversi ambienti.
Questa evoluzione richiede nuove competenze, tra cui:
· comprendere e ottimizzare i workflow basati sull’AI
· progettare runbook e procedure di remediation standardizzate
· applicare conoscenze di sicurezza più approfondite per migliorare le risposte automatiche
Questa evoluzione consente ai tecnici di gestire un numero maggiore di endpoint, migliorando allo stesso tempo le performance degli SLA e riducendo i tempi di risposta. La formazione e l’aggiornamento delle competenze sono però fondamentali per scalare le operazioni in modo efficiente.
2. Processi: passare da un approccio reattivo a uno proattivo
Anche i processi devono evolvere per supportare l’automazione e ridurre la dipendenza dal lavoro manuale. Molti MSP si basano ancora su una gestione reattiva degli incidenti e su workflow poco uniformi, fattori che rallentano la risoluzione dei problemi e aumentano la complessità operativa.
Per raggiungere l’iperproduttività è necessario adottare processi standardizzati e proattivi. Tra i miglioramenti fondamentali evidenziati nell’infografica vi è la creazione di playbook ripetibili per attività come il patching, la risposta agli incidenti, la verifica dei backup e la remediation.
Tra le azioni pratiche per trasformare le operazioni:
· rilevamento e triage automatizzati per ridurre il caos operativo
· remediation autonoma per i problemi più comuni
· escalation con intervento umano solo quando l’automazione non riesce a risolvere l’incidente
· monitoraggio continuo di indicatori come MTTR (tempo medio di risposta), volume dei ticket ed endpoint gestiti da ogni tecnico
Con queste buone pratiche gli MSP possono passare dalla gestione delle emergenze a un modello di servizio proattivo, ottenendo un contenimento più rapido degli incidenti, risultati più prevedibili e un costo per endpoint più basso.
3. Piattaforma: unificare gli strumenti per massimizzare l’impatto
Il terzo pilastro dell’iperproduttività è costituito dalla piattaforma tecnologica. Strumenti non integrati tra loro rallentano il lavoro dei tecnici, aumentano i costi operativi e riducono la visibilità sull’infrastruttura. Molti MSP utilizzano ancora console separate per il Remote monitoring and management (RMM); l’Endpoint detection and response (EDR); l’Extended detection and response (XDR); il backup; la Data loss prevention (DLP); e la gestione delle vulnerabilità.
L’infografica sottolinea l’importanza di una piattaforma unificata, in grado di centralizzare la visibilità e abilitare automazioni trasversali tra gli strumenti, supportando attività come patching, remediation e gestione dei backup. Il nostro nuovo e-Book rivela che il consolidamento delle piattaforme consente anche di ridurre i costi di licenza, semplifica la formazione e migliora la coerenza operativa, permettendo ai tecnici di gestire molti più endpoint e strumenti di patching, remediation e backup. Una piattaforma unificata offre:
· visibilità centralizzata su tutti gli endpoint
· telemetria integrata per decisioni più informate · workflow orchestrati tra RMM, EDR/XDR, backup e DLP
· implementazioni scalabili per PMI, grandi aziende e ambienti regolamentati
Quando gli strumenti operano come un unico sistema, l’automazione diventa più efficace, i tecnici risolvono i problemi più rapidamente e l’affidabilità del servizio aumenta.
Integrare i tre pilastri
Persone, processi e piattaforme lavorano insieme per generare iperproduttività. Quando gli MSP aggiornano le competenze dei tecnici, modernizzano i workflow e unificano gli strumenti, ottengono vantaggi concreti:
· maggiore efficienza operativa
· maggiore scalabilità senza aumentare il personale
· migliori prestazioni degli SLA e tempi di risposta più rapidi
· costi per endpoint più bassi e margini più elevati Acronis Protected Workspace integra questi tre pilastri dell’iperproduttività, offrendo agli MSP un controllo completo. Si tratta di un approccio che consente ai provider di servizi di proteggere più endpoint, supportare più clienti e garantire risultati affidabili e di alta qualità.
