Panda Security: vince il cambiamento

Forte di un processo di trasformazione ancora in atto il vendor fa il punto della situazione e annuncia importanti rivoluzioni anche per il canale

Dal 2015 Panda Security si è impegnata in un forte percorso di trasformazione focalizzandosi progressivamente su prodotti per l’ambito corporate. Un percorso che gli sta dando ragione visti i risultati annunciati da Gianluca Busco Arrè, Country Manager per l’Italia e la Svizzera.

“Panda Security sta crescendo molto: ad oggi siamo in Italia al +45% rispetto allo scorso anno solo per la parte corporate e il 70% delle revenue a livello worldwide arriva proprio dalla parte corporate, con una crescita che si vede anche a livello di ingrandimento di team con l’inserimento di una persona che segue verticalmente solo la distribuzione e del canale business e una nuova figura di key account per il centro sud. Ad oggi siamo 16 persone ma cresceremo ancora sulle nostre tre sedi di Milano, Roma e in Svizzera”.

Una crescita, quella di Panda Security, imputabile ad una serie di peculiarità che lo rendono un vendor con una proposizione per certi versi unica in ambito sicurezza, basata anche su un confronto effettivo e reale con le esigenze di partner e clienti.

Primo punto di forza la scelta, già nel 2007, di spostare il portafogli in cloud, portando Panda ad avere un background ricco e unico, accompagnato al modo di costruire la propria tecnologia, ideandola come completamente modulare e con aggiornamenti rilasciati in real time.

Dal 2015 Panda ha lavorato molto anche sulla brand perception per spostare la percezione del marchio presso partner e clienti da un vendor consumer, box mover, ad una figura incentrata sul mercato corporate, che ora annovera clienti e partnership importanti con realtà come Telefonica e Deloitte solo per citarne alcune.

“Sulla parte tecnologica – prosegue Busco Arrè – ci ha premiato molto la scelta di presentare un prodotto legato al GDPR, Panda Data Control, integrato nella piattaforma Panda Adaptive Defense per proteggere le informazioni personali non strutturate utilizzate sugli endpoint.

Data Control, poi, si è rinnovato anche introducendo una parte tutta dedicata alla data analytics: abbiamo reso cloud la tecnologia SIEM allargandola non solo alla security ma anche a tutta la parte di analytics, una cosa che nessuno dei competitor fa. Offriamo quindi due tecnologie di solito scollegate in maniera semplice e nativa.

Un altro tema che stiamo portando avanti è la verticalizzazione su alcuni team di ricerca, come quello dedicato al threat hunting, che includiamo anche nei prodotti più standard. Il threat hunting si differenzia dalla threat detection perché si basa su una ricerca proattiva dell’incidente basandosi sulla osservazione di eventuali comportamenti anomali”.

Per stare al passo con una realtà così dinamica Panda sta investendo anche molto sul canale, che il prossimo anno vedrà una vera e propria rivoluzione.

“Ultimamente il canale è segmentato tra system integrator, VAR, Service Provider, MSP (Managed Service Provider) ecc. Gartner afferma invece che il numero di questi attori andrà a ridursi perché molti convergeranno verso il modello di MDRS (Managed Detection and Response Services), fornitori di tecnologia a valore aggiunto molto avanzato. Come l’analisi forense, che rilasceremo ad un numero di partner avanzati operando una distinzione sempre più netta tra partner gestiti e partner per lo small business, a minore valore”.

Panda Security si dedicherà quindi alla costruzione della parte a valore del canale con piani e iniziative commerciali dedicate.