Nel panorama IT italiano, frammentato e dominato da grandi player internazionali, nasce Data Cube, un nuovo distributore a valore che punta a rimettere al centro il canale, i servizi e soprattutto il dato. A raccontarne la visione è Lorenzo Zanotto, CEO e Co-founder, professionista con oltre trent’anni di esperienza nella distribuzione IT, che ha deciso di dare vita a un progetto pensato su misura per il mercato italiano ed europeo.
«Con un focus su Cybersecurity, Data Protection, Data Storage, Cloud e Servizi Gestiti, vogliamo introdurre un modello di distribuzione di nuova generazione, pensato per accompagnare il canale oltre la semplice fornitura di soluzioni tecnologiche. E per farlo puntiamo sul dato: l’asset centrale dell’era digitale. Non un semplice elemento tecnico, ma il vero patrimonio delle aziende» ha spiegato Zanotto evidenziando come non conti solo dove i dati risiedono o chi li utilizza, ma la certezza di sapere in ogni momento dove si trovano, chi li gestisce e come poterli ripristinare rapidamente in caso di incidente.
Il tutto in un contesto in cui attacchi informatici, errori umani e interruzioni operative sono all’ordine del giorno, la capacità di controllare e recuperare il dato diventa un requisito fondamentale, soprattutto per le piccole e medie imprese, spesso prive di strutture dedicate ma non per questo meno esposte ai rischi.
Un distributore pensato per il canale
Secondo Data Cube, oggi in Italia non manca l’offerta tecnologica, ma manca un vero supporto al canale. I grandi distributori sono focalizzati sui volumi e sulle logiche imposte dai vendor multinazionali; il risultato è che system integrator e rivenditori restano spesso soli, senza strumenti, competenze e velocità di risposta adeguate.
Data Cube nasce per occupare proprio questo spazio e come partner strategico di system integrator, MSP e operatori IT: l’obiettivo non è competere sul prezzo, ma sui servizi, sulla consulenza e sulla capacità di costruire soluzioni coerenti.
«Non possiamo fare la guerra alle multinazionali», chiarisce Zanotto, «ma possiamo rispondere a ciò che davvero serve al mercato italiano».
Ecosistema, non catalogo

Con cCirca 9.000 vendor di sicurezza nel mondo, la domanda non è quale sia “il migliore”, ma quale sia quello giusto per uno specifico contesto. Data Cube non propone quindi un semplice catalogo di prodotti, ma lavora per creare ecosistemi tecnologici funzionanti, aiutando i partner a integrare soluzioni diverse e a portarle concretamente dai clienti finali.
La visione è chiara: non solo offrire prodotti, ma idee, soluzioni e competenze. Nasce così il concetto di Smart Innovator Circle: un circolo virtuoso di innovazione, competenza e relazione. Ogni tecnologia, servizio e interazione è progettata per generare valore concreto e sostenibile. Il tutto supportato da una struttura tecnica solida con 30 anni di esperienza, un team di specialisti verticali ed un modello consulenziale.
In questo scenario, il distributore diventa così un abilitatore, un garante, un punto di equilibrio.
«L’offerta proposta da Data Cube è arricchita da servizi di consulenza, formazione, assistenza pre e post-vendita supportata da una piattaforma operativa integrata che include ERP, CRM, area partner ed e-commerce. Un’impostazione pensata per partner che cercano continuità, affidabilità e valore nel tempo, non una semplice transazione commerciale» ha spiegato Zanotto.
Valorizzare le eccellenze italiane
Un altro elemento distintivo di Data Cube è la forte attenzione alle soluzioni italiane ed europee. Dalla cybersecurity all’intelligenza artificiale, dal cloud al SOC, Data Cube ha scelto di lavorare con vendor che sviluppano tecnologia di alto livello, spesso già adottata da grandi organizzazioni, ma ancora poco valorizzata sul mercato nazionale.
Non si tratta di nazionalismo tecnologico, ma di una scelta profondamente pragmatica: valorizzare competenze presenti sul territorio, data center italiani, supporto diretto, maggiore controllo e una più efficace capacità di adattamento alle esigenze locali.
Il team di Data Cube, già strutturato e con esperienza anche trentennale, seleziona vendor – emergenti e affermati – in base alla loro reale capacità di rispondere alle esigenze del mercato, evitando logiche generaliste. Tra questi figurano Axence, Inncloud, MediaMiner, Moxoff, Orizon, Secure Quest, SGBox, SYLink Technologies e Syneto.
«Nel prossimo futuro è prevista l’integrazione di nuovi vendor, senza però sovrapporre le tecnologie proposte, ma con l’obiettivo di arricchire l’offerta attraverso competenze complementari e ambiti oggi non coperti. Il tutto favorendo la creazione di reali sinergie secondo il concetto di smart innovator circle», ha spiegato Zanotto.
Una scommessa sul futuro del canale
La scommessa di Data Cube è quindi ambiziosa: dimostrare che in Italia è possibile costruire un modello di distribuzione basato su collaborazione, competenza e fiducia, invece che su pura pressione commerciale.
«Vogliamo aiutare il canale a fare di più, meglio, e più velocemente» conclude Zanotto. «Se crescono i partner, cresce tutto l’ecosistema».
Una visione che, se mantenuta nel tempo, potrebbe rappresentare un segnale importante per l’evoluzione dell’IT italiano.
