7 realtà food-tech italiane promotrici del progetto “Ristorante del Futuro”, destinato a tutti gli operatori del settore Horeca (Hotellerie – Restaurant – Cafè), hanno raccontato la propria esperienza per sottolineare come gli strumenti digitali rappresentano un’ancora di salvezza per realizzare un modello di ristorazione innovativo.

Tra lockdown, restrizioni, normative e nuove abitudini dei consumatori, nell’ultimo anno proprio il settore dell’Horeca ha dovuto affrontare sfide sempre più complesse per superare le difficoltà del momento e adattarsi alla “nuova normalità” fatta di aperture contingentate, take-away e delivery.

In questo contesto serve un modello di ristorazione innovativo che semplifichi e ottimizzi – soprattutto in una fase così complessa come quella della ripartenza – il lavoro di chef e ristoratori, per gestire più facilmente delivery e take away, aggiornare i propri menù anche a distanza, entrare in contatto rapidamente con produttori e agricoltori, ottimizzare tutti i processi.

Nel ristorante del futuro si lavora meglio

Come sottolineato dai promotori dell’innovativo progetto: «Ristorante del Futuro è non solo un’occasione per approfondire i vari aspetti della ristorazione che verrà, ma anche e soprattutto un punto di partenza per far emergere l’esperienza di giovani realtà food-tech che stanno rivoluzionando il mondo dell’Horeca semplificando la vita dei ristoratori e migliorando l’esperienza dei consumatori».

Deliveristo: digitalizzare e snellire la filiera agroalimentare

Digitalizzare il settore dell’Horeca e la filiera agroalimentare, per semplificare tutti i passaggi, dalla scelta di nuovi prodotti al confronto dei prezzi: questa la formula promossa dalla startup Deliveristo, marketplace digitale B2B che mette in contatto diretto ristoratori e chef con i fornitori.

L’obiettivo principale di Deliveristo è quello di snellire i rapporti lungo l’intera filiera agroalimentare grazie alla messa a disposizione di un mercato in grado potenzialmente di ospitare tutti i fornitori esistenti garantendo un unico punto di fatturazione, gestione del pagamento e della logistica, oltre che un servizio di assistenza e consulenza sempre operativo.

Per Ivan Aimo, CEO di Deliveristo: «Nell’ultimo anno il mondo della ristorazione ha compreso quanto fosse ormai fondamentale utilizzare soluzioni digitali che rendessero tutti i processi più rapidi, efficaci e smart. Per questo è importante che si crei sempre più una sinergia tra le startup e aziende italiane del foodtech, una cordata che abbracci ogni aspetto della vita del ristoratore: dagli ordini alle consegne, ai pagamenti, alla gestione del personale».

EatsReady: i buoni pasto diventano digitali

Prima azienda in Italia a emettere buoni pasto digitali, EatsReady offre una soluzione a 360° di welfare sviluppata e pensata per aziende innovative, dinamiche e attente al benessere del proprio team. L’emissione dei buoni pasto avviene grazie a una piattaforma che abilita pagamenti smart e servizi di mobile ordering per connettere aziende, dipendenti e operatori del settore della ristorazione e della GDO.

La soluzione pensata da EatsReady assicura ad aziende e dipendenti un’esperienza nuova, semplice e intuitiva per offrire welfare benefit ai propri collaboratori, sostituendo l’utilizzo dell’app alle carte elettroniche o buoni pasto cartacei. In più, attraverso la creazione di valore per gli esercizi convenzionati, riduce le commissioni e rende l’accettazione dei buoni pasto un processo rapido e privo di complicazioni a livello operativo.

Per Nicola Faedi, CEO di EatsReady: «Con EatsReady oggi più che mai vogliamo essere di supporto al settore della ristorazione per fornirgli la possibilità di ripartire nella maniera più rapida e sostenibile possibile. Grazie alla nostra rete di aziende clienti e i servizi offerti, sarà possibile gestire pagamenti e ordini in maniera semplice e conveniente, sfruttando tutti i vantaggi dell’infrastruttura digitale».

Hotbox: il futuro delle consegne a domicilio

Nata nel 2016 a Maranello, Hotbox è l’azienda che ha creato l’omonimo forno professionale ventilato per le consegne a domicilio, alimentato a batteria con un cervello elettronico in grado di controllare la temperatura fino a 85°C ed eliminare l’umidità in eccesso, mantenendo intatta la fragranza e il calore del cibo durante il trasporto. Uno strumento tecnologico altamente innovativo, utile a migliorare la qualità del food delivery poiché consente a ristoranti, pizzerie e gastronomie di preservare la qualità dei piatti e della loro cucina durante le consegne, evitando che vengano serviti freddi e gommosi.

Come ricordato da Anthony Byron Prada, Co-Founder e Amministratore di Hotbox: «Abbiamo ideato la tecnologia di HOTBOX proponendoci di migliorare la conservazione del cibo durante il trasporto per le consegne a domicilio, garantendone qualità ottimale, temperatura corretta e giusto grado di umidità. Inoltre, il nostro Hotbox è alimentato a batteria e può essere installato su auto e mezzi cargo elettrici, nel pieno rispetto della nostra filosofia green e della sostenibilità ambientale. Lavoriamo affinché i ristoratori possano consegnare ai clienti non solo il cibo, ma un’esperienza gastronomica indimenticabile. Perché l’amore per il buon cibo è universale».

Dishcovery: l’avanguardia nella gestione del menu

Startup modenese con sede a Bologna, fondata da Marco Simonini e Giuliano Vita nel 2018, Dishcovery rappresenta l’avanguardia nella gestione dei menù proponendo un modello digitale, interattivo e multilingua per tutti i ristoranti italiani: l’obiettivo è quello di fornire un innovativo sistema gestionale su tutti i touch point digitali in tempo reale.

Permette inoltre di superare le barriere linguistiche tra ristoratore e cliente straniero attraverso una soluzione tecnologica che traduce i menù in formato digitale, senza tralasciare i dettagli sugli ingredienti che compongono ciascun piatto ma rendendolo, facilmente condivisibile via mail, instant messaging, sms, social.

Per Marco Simonini, CMO di Dishcovery: «Quest’anno di pandemia è stato durissimo per la ristorazione. I ristoratori hanno dovuto fronteggiare una crisi senza precedenti, reinventandosi per superare le difficoltà e abbracciare una nuova normalità. Dishcovery da sempre sostiene il settore attraverso iniziative a supporto dell’Horeca, e con il progetto “Ristorante del Futuro” vogliamo dimostrare come l’innovazione sia di fondamentale importanza per la ripresa e l’evoluzione di una industry così importante per l’economia italiana».

Scloby: addio ai vecchi registratori di cassa

A supportare il “ristorante del futuro” c’è anche Scloby, PMI innovativa nata nel 2013 presso l’I3P e ora parte del Gruppo Zucchetti. Partendo dall’esperienza con negozianti e liberi professionisti che spesso non possono accedere a soluzioni tecnologiche semplici ed evolute, Scloby ha infatti creato un punto cassa e una piattaforma cloud multipiattaforma che sostituisce i vecchi registratori di cassa con un semplice tablet, smartphone o computer per una gestione smart delle vendite nel locale ed online.

Ristoranti e negozi possono così gestire la propria attività in maniera efficace, integrando tutti i canali di vendita, e amministrare anche da remoto operazioni quotidiane come l’emissione degli scontrini, la fatturazione, la gestione del magazzino. Scloby consente inoltre ai suoi clienti di realizzare siti ecommerce per mettere online i propri prodotti e ricevere gli ordini direttamente in cassa. I clienti possono così consultare i prodotti e il menù agilmente e ordinare direttamente online, scegliendo sia il tipo di consegna (asporto o delivery) che la modalità di pagamento (alla consegna o in anticipo tramite il sito).

Secondo Francesco Medda, CEO di Scloby: «La vita del ristoratore non è semplice e soprattutto in un momento così delicato la parola d’ordine deve essere: semplificazione. Siamo fermamente convinti che la digitalizzazione dei processi e del punto cassa in particolare siano aspetti cruciali per la costruzione del ristorante del futuro, capace di affrontare periodi difficili e nuove sfide attraverso soluzioni smart e versatili».

Jojolly: la piattaforma per gestire il lavoro nella ristorazione

Per semplificare la gestione delle risorse umane nell’ambito della ristorazione con la garanzia della qualità del servizio, agevolando tutti gli aspetti burocratici, c’è Jojolly, il primo marketplace dedicato alle prestazioni occasionali nel mondo della ristorazione.

Questo strumento permette la comunicazione tra tutti i lavoratori (cuochi, bartender, baristi, camerieri, lavapiatti, hostess ecc.) e i ristoratori. L’algoritmo creato categorizza le attività commerciali in base a specifiche caratteristiche e i lavoratori in base alle loro esperienze, garantendo il perfetto match tra le due parti e assicurando una prestazione occasionale in piena regola.

JoJolly si basa su due portali differenti: il primo User Consumer per chi è alla ricerca di prestazioni occasionali, il secondo è invece il portale User Business, rivolto al settore Horeca per ricercare le figure di interesse in base alla loro caratteristiche ed esperienze. Scelto il profilo interessato, basterà procedere con il pagamento per sbloccare le informazioni complete e contattare il lavoratore per eventuali standard di servizio.

Come sottolineato da Maria Ferretti De Luca, CEO di Jojolly: «Ognuna delle startup che ha aderito al progetto Ristorante del Futuro ha sviluppato soluzioni innovative per semplificare molti aspetti della vita dei ristoratori. Abbiamo deciso di unire le forze proprio per proiettare i ristoratori in un futuro più semplice».

Laurenzi Consulting: scegliere gli strumenti più adatti per digitalizzarsi

Selezionare gli strumenti più adatti per la gestione dei fornitori in maniera digitalizzata, analizzare i dati post-vendita e semplificare la ricerca del personale: sono aspetti sempre più essenziali in questo momento storico. A sottolinearlo è Laurenzi Consulting, che da oltre 17 anni affianca gli operatori del settore della ristorazione con soluzioni di marketing e consulenza Food & Beverage.

Per Dario Laurenzi, Founder e CEO di Laurenzi Consulting: «La pandemia ci ha dato la possibilità di imparare a conoscere meglio le nostre aziende, con tutti i loro punti di forza e di debolezza. Sicuramente ci ha insegnato a dare spazio e conoscere nuovi strumenti digitali che semplificano i processi e accorciano le distanze tra chi vende e chi acquista».