Con l’entrata in vigore di DORA e NIS2 che stanno ridisegnando il panorama normativo europeo, la sovranità dei dati non è più un’astrazione giuridica, ma sta diventando una responsabilità pratica e operativa per i Managed Service Provider (MSP). I clienti non chiedono più solo dove sono archiviati i propri dati, ma vogliono sapere chi li controlla, quanto rapidamente possono essere recuperati e se tale ripristino sarà in grado di superare i controlli normativi.
Si tratta di domande che ricadono direttamente sui service provider che gestiscono applicazioni SaaS, backup e ambienti di dati critici. La sovranità non è più una semplice spunta di conformità, ma sta diventando un elemento fondamentale del servizio che gli MSP sono tenuti a fornire.
Dalla gestione dell’infrastruttura alla custodia dei dati
Per molte aziende, gli MSP sono ormai al centro della strategia di data protection. Gestiscono gli ambienti SaaS, supervisionano i backup e garantiscono la continuità operativa in caso di interruzioni. Questo modifica significativamente il loro ruolo, non più solo gestori di infrastrutture, ma veri e propri custodi del controllo dei dati. La sfida consiste nel fatto che la sovranità viene ancora spesso presentata come una semplice questione di giurisdizione, quando in realtà è operativa e dipende dalla possibilità di accedere ai dati, controllarli e ripristinarli in caso di guasto ai sistemi o di perdita di accesso.
Da disponibilità e capacità a resilienza
Storicamente, l’offerta degli MSP si è basata su disponibilità, prestazioni ed efficienza dei costi. Il valore era definito da uptime e capacità di archiviazione, mentre il backup veniva spesso considerato una funzione secondaria.
Questo modello sta cambiando, con normative e aspettative dei clienti che stanno spingendo verso una resilienza dimostrabile. Non basta più affermare che i dati sono protetti, gli MSP devono dimostrare che possono essere ripristinati, entro tempi definiti e in condizioni reali e le informazioni operative confermano questo cambiamento.
Il recente Keepit Annual Data Report 2026 ha mostrato che:
· Il 90% delle azioni di ripristino riguarda la recovery di singoli file, a dimostrazione di quanto spesso si verifichino perdite di dati nel mondo reale.
· La maggior parte delle attività di ripristino avviene durante l’orario di lavoro, evidenziando come sia un’esigenza operativa quotidiana e non un evento raro.
La resilienza non è un concetto teorico, ma viene messa alla prova ogni giorno in modo contenuto, ma critico, e dai MSP ci si aspetta sempre più che supportino questa realtà.
Il rischio di dipendenza nascosto nel SaaS
L’adozione diffusa del SaaS ha reso il ripristino più complesso. La maggior parte delle aziende si affida a molteplici piattaforme SaaS per gestire parti critiche del proprio business, spesso presumendo che forniscano una protezione completa dei dati.
In realtà, la responsabilità è condivisa.
I provider SaaS garantiscono la disponibilità del servizio, ma la protezione dei dati a lungo termine e la loro recoverability spettano spesso all’utente. Per i MSP, questo introduce un rischio di dipendenza non sempre visibile ai clienti. Se l’accesso a una piattaforma SaaS viene interrotto – a causa di un cyberattacco, di una configurazione errata o di un blackout – il ripristino potrebbe essere limitato dalla piattaforma stessa. Si crea così un gap di sovranità: la differenza tra avere i dati archiviati in qualche luogo e averne un controllo effettivo nel momento del bisogno.
Un divario di maturità e un’opportunità per guidare la preparazione
La frequenza dei ripristini varia in base alle dimensioni dell’azienda – il 28% delle PMI effettua ripristini regolarmente, contro il 91% delle medie imprese e il 95% delle grandi aziende. Questo è spesso il risultato naturale delle risorse disponibili: le aziende più grandi hanno una capacità IT dedicata, mentre le PMI tendono a gestire i ripristini solo in caso di necessità. Persino i principali eventi di blackout non hanno condotto a un aumento misurabile dei test di ripristino, dimostrando che la sola consapevolezza non genera una prontezza sistematica.
È proprio qui che MSP e vendor possono fare la differenza, offrendo controlli di ripristino leggeri e guidati che aumentino rapidamente la fiducia e facciano crescere la maturità tecnologica nel tempo, il tutto supportato da un’assistenza guidata al ripristino, che aiuti gli admin a compiere i passi giusti quando necessario.
Progettare servizi orientati alla sovranità
Colmare il divario di sovranità richiede di ripensare la progettazione dei servizi. La sovranità non può essere affrontata solo attraverso le policy, deve essere integrata nel modo in cui i servizi vengono creati ed erogati.
Questo significa:
· Garantire che i dati possano essere ripristinati indipendentemente dall’ambiente SaaS primario.
· Ridurre la dipendenza da un singolo fornitore o piattaforma.
· Testare regolarmente i processi di ripristino.
· Offrire ai clienti una chiara visibilità sulle capacità di recovery.
Significa anche rispondere a domande sempre più dettagliate: cosa accade se si perde l’accesso a una piattaforma SaaS? Con quale rapidità si possono ripristinare i dati? Quali sono le dipendenze nella catena di recovery?
Questi scenari non sono più teorici, ma stanno diventando parte di una due diligence standard, in particolare nei settori regolamentati.
Dalla fornitura di servizi alla garanzia di sicurezza
Con l’evoluzione delle aspettative, si evolve anche il ruolo degli MSP, che sta andando oltre la semplice gestione delle infrastrutture per offrire una reale garanzia di sicurezza. I clienti non acquistano più solo servizi, ma la certezza che i loro dati possano essere recuperati, le attività continuare e gli obblighi normativi rispettati. Le conversazioni che un tempo si concentravano su velocità, capacità e costi, ora vertono su resilienza, controllo e responsabilità. Per gli MSP, questo cambiamento rappresenta un’opportunità evidente e quelli in grado di definire e fornire una strategia di sovranità credibile si differenzieranno in un mercato in cui le sole prestazioni non sono più sufficienti. La capacità di dimostrare controllo, resilienza e recovery sta diventando un vantaggio competitivo chiave.
La sovranità ridefinita
La sovranità dei dati si sta evolvendo. Non è più definita dal luogo in cui risiedono i dati, ma dalla capacità delle aziende, tramite i loro service provider, di controllarli e ripristinarli davvero quando è necessario. Per gli MSP si tratta di un punto di svolta: e chi saprà andare oltre i concetti di uptime e capacità – progettando invece soluzioni orientate a resilienza, indipendenza e recoverability – sarà nella posizione migliore per soddisfare le richieste normative e le aspettative in crescita dei clienti.
