Consorzio Ecolamp riciclo lampadine

Ecolamp, consorzio specializzato nel recupero dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, in occasione della Giornata Mondiale del Riciclo del 18 marzo, fornisce alcuni consigli pratici per diventare veri eroi del riciclo. Il tema di quest’anno, infatti, è proprio #RecyclingHeroes, un’esortazione a riconoscere le persone, i luoghi e le attività che considerano il riciclo una risorsa fondamentale per il futuro del nostro pianeta, contribuendo allo sviluppo di un’economia di tipo circolare. Ecolamp ha scelto per il 2021 di dedicare questa giornata a chiunque voglia di diventare un supereroe del riciclo di sorgenti luminose, che siano lampadine o tubi al neon.

COSA SI INTENDE CON SORGENTI LUMINOSE?

Le sorgenti luminose appartengono alla categoria R5 dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE). Per il loro funzionamento, infatti, dipendono da corrente elettrica o campi elettromagnetici. In questo raggruppamento rientrano le lampade e i tubi a Led, le lampade a vapori di sodio e quelle a scarica ad alta intensità, le lampade fluorescenti compatte e i tubi fluorescenti. Si tratta di prodotti spesso composti prevalentemente da vetro e perciò piuttosto fragili. Sono oggetti mediamente leggeri, tanto da rappresentare, in peso, meno dell’1% della raccolta totale di RAEE in Italia, pur trattandosi di oltre 16milioni di pezzi, raccolti e riciclati ogni anno dai consorzi come Ecolamp.

LE LAMPADINE SONO TUTTE UGUALI?

Le lampade possono differire tra loro per dimensione, colore, luminosità e soprattutto per tecnologia. Anche nelle nostre case possiamo trovarne certamente più di un tipo. Tra queste, ce ne sono alcune ormai fuori commercio, sostituite sul mercato da modelli più ecocompatibili. Si tratta delle lampade a incandescenza e quelle ad alogeni, che, come sottolina EcoLamp, non sono considerate dei RAEE e vanno buttate con i rifiuti indifferenziati.

COME SMALTIRE CORRETTAMENTE LE SORGENTI LUMINOSE?

Per prima cosa, bisogna separare le lampadine dagli apparecchi di illuminazione, poiché si tratta di due tipologie di RAEE differenti. Inoltre, ad eccezione di incandescenti e ad alogeni, è fondamentale ricordare che le sorgenti luminose non vanno mai mescolate con altri rifiuti! Non vanno mai buttate, ad esempio, nei contenitori della raccolta del vetro, pur essendo spesso costituite prevalentemente di questo materiale. È altrettanto importante non gettare altri rifiuti nei contenitori dedicati alle lampade. Niente batterie, termometri a mercurio o altri prodotti, che andrebbero solo a danneggiare la raccolta differenziata e quindi il riciclo di questi rifiuti speciali.

DOVE SI TROVANO I CONTENITORI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLE LAMPADINE?

Una volta separate dagli altri rifiuti EcoLamp inviata a buttare le lampade esauste nelle isole ecologiche comunali o consegnarle gratuitamente nei negozi che vendono prodotti elettrici o elettronici. Nei punti vendita è sempre possibile conferire la lampadina non più funzionante acquistandone una nuova (uno contro uno). Nelle grandi superfici di vendita è previsto anche il conferimento senza alcun obbligo di acquisto (uno contro zero) purché la lampada da buttare sia inferiore ai 25cm di lunghezza.

QUALI SONO I RISULTATI DI UN CORRETTO SMALTIMENTO?

D’accordo con quanto sostiene EcoLamp, i rifiuti posso diventare risorse importanti: dal corretto trattamento delle sorgenti luminose, ad esempio, si può recuperare oltre il 96% tra materie prime – utilizzabili in nuove produzioni – ed energia. Negli impianti di riciclo, inoltre, le componenti inquinanti, non recuperabili, vengono separate e smaltite in sicurezza a ulteriore beneficio dell’ambiente.

POSSIAMO DIVENTARE ANCHE NOI #RECYCLINGHEROES?

Ognuno di noi può fornire il proprio contributo grazie a una corretta raccolta differenziata delle sorgenti luminose giunte a fine vita. La raccolta differenziata dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), infatti, si inserisce a pieno titolo in un modello di economia responsabile, sostenibile e circolare, pensata per auto-rigenerarsi e per portare con sé un nuovo modo di pensare e di vivere, necessario per garantire il futuro del nostro pianeta.