Il Cloud Computing e la resilienza

Cosa ci insegna questa situazione e su cosa dobbiamo investire? Ne abbiamo parlato con Carlos Alberto Loscalzo, vicepresidente della divisione Secure Power di Schneider Electric

 

“In queste settimane abbiamo due priorità: la sicurezza delle nostre persone e la continuità di servizio ai nostri clienti”. Carlos Alberto Loscalzo, vicepresidente di Schneider Electric non ha mai avuto dubbi su come agire, sia internamente che esternamente: “Abbiamo adottato tutti gli accorgimenti necessari per erogare con continuità i nostri servizi, ma senza mai esporre le persone a nessun rischio ulteriore. Del resto, mai come in queste settimane, il mondo ha compreso l’importanza delle infrastrutture IT, che sono vitali per gli ospedali, ma anche per la produzione, lo SmartWorking e la teledidattica”.

 

Proprio parlando di infrastrutture IT, il primo pensiero va al Cloud. Esploso negli ultimi anni, ma che ha mostrato anche i propri limiti…

Il Cloud Computing è una risorsa straordinaria. Ma è una soluzione, non La soluzione. In una fase in cui si è registrata un’enorme richiesta di banda e di prestazioni, infatti, l’infrastruttura è entrata in sofferenza. Conoscendo questi possibili limiti, da anni proponiamo la creazione di infrastrutture di Edge Computing, in grado di portare l’elaborazione di alcuni dati essenziali nelle immediate vicinanze delle apparecchiature che li producono. Bilanciando i carichi di lavoro in locale con quelli in Cloud, è possibile disporre sempre delle risorse necessarie, ma con la flessibilità di un’infrastrutture diffusa. Del resto, ancor prima dell’emergenza attuale, alcune realtà avevano esigenze di elaborazione non compatibili con la latenza delle reti.

 

Raccontare adesso questa situazione potrebbe apparire un po’ pleonastico. In termini concreti, come avete reagito?

Data Center, Cloud ed Edge Computing, continuità operativa… sono termini che fanno parte del nostro quotidiano, sia in situazioni ordinarie che di fronte alle emergenze. Essendo un’azienda internazionale, siamo già stati chiamati a supportare i Paesi a fronte di calamità naturali e abbiamo maturato l’esperienza necessaria per fronteggiare le situazioni più svariate. Infatti i nostri tempi di consegna sono rimasti immutati e, pur operando spesso in SmartWorking, tecnici ed esperti di Schneider Electric continuano a garantire il supporto necessario a tutti i clienti. Durante marzo abbiamo visto una riduzione del 25% nel numero di chiamate al nostro Customer Call Center relativi a supporto clienti. Ma, allo stesso tempo, con un grado di soddisfazione cliente del 68% in linea con l’anno precedente.

Non possiamo infatti dimenticare che, oggi, tutto passa dai Data Center. E noi abbiamo soluzioni e competenze per far funzionare al meglio queste infrastrutture vitali, indipendentemente dal fatto che si tratti di uffici, aziende manifatturiere, Utility o ospedali. Il tutto completato da soluzioni preconfezionate per supportare il lavoro da remoto. Questo chiaramente ci fa capire che le azioni implementati sono alla altezza delle aspettative dei nostri clienti e business partners e ci incoraggiano nel continuare la strada e le priorità aziendale definite.

 

A fronte di Telco che segnalano aumenti di traffico che raggiungono il 50%, come accennava lei, l’Edge Computing sembra essere la risposta. Ma cosa può fare chi non ci aveva pensato prima?

Inutile guardarsi indietro. Oggi è necessario concentrarsi sul presente e sul futuro. Perché quando torneremo alla normalità, molto dovrà cambiare e le infrastrutture IT diverranno ancora più essenziali. Per questo, il nostro staff tecnico continua a supportare i clienti nella progettazione e nella realizzazione, in sicurezza, dei Data Center e delle soluzioni di Edge Computing. In particolare abbiamo dei moduli preconfezionati, in diverse taglie, che possiamo rendere operativi in poche settimane, consentendo alle aziende di entrare rapidamente a regime. Il tutto senza essere influenzati dai problemi della rete di telecomunicazione o dai servizi di distribuzione elettrica.

 

Ha accennato alla rete elettrica. Sono prevedibili problematiche anche in termini di alimentazione?

La rete elettrica nazionale non ha problemi, anche per il fermo di numerose realtà produttive. Di contro non possiamo dimenticare il fatto che, proprio in conseguenza della situazione, alcune realtà si trovano a fronteggiare richieste di energia molto superiori e non prevedibili. Basti pensare, come esempio, agli ospedali travolti da un’improvvisa crescita dei pazienti e degli apparati collegati. Tutto questa genera perturbazioni sull’alimentazione elettrica, con possibili rischi per le apparecchiature informatiche. Da qui la necessità di dotarsi di UPS, che garantiscono continuità di servizio e qualità di alimentazione. Infatti, in queste settimane, abbiamo registrato una crescita di richieste, che stiamo fronteggiando anche grazie alle nostre scorte a magazzino.

 

Oltre ai magazzini ed al supporto diretto, in questa fase che ruolo rivestono i partner?

Da sempre, per noi i partner sono una risorsa fondamentale. E, in questa fase, lo sono ancora di più, poiché rappresentano il primo punto di contatto dei clienti finali. Grazie alle competenze sviluppate, sono in grado di rispondere direttamente alle richieste dei clienti o di interloquire con i nostri specialisti. Oltre alla vicinanza fisica, inoltre, possono sfruttare al meglio gli strumenti di monitoraggio da remoto, sui quali abbiamo investito negli anni e che, oggi, sono ancora più importanti, perché consentono di ridurre tutti gli spostamenti non indispensabili.

 

Ecostruxure, quindi, si rivela una scelta vincente…

Assolutamente si, perché, attraverso la piattaforma EcoStruxure è possibile monitorare l’intera infrastruttura IT di un cliente. In questo modo il partner è in grado di identificare, in tempo reale, qualunque problema, ancor prima che venga percepito dagli utilizzatori. Ciò significa che i nostri specialisti operano, in modo proattivo, direttamente dalla propria sede e intervengono da remoto in tutti i casi in cui ciò sia possibile. Al contrario, quando serve un intervento diretto, possiamo identificare l’esperto più vicino, che raggiungerà l’apparecchiatura in allarme con i necessari componenti da sostituire, minimizzando anche i tempi presso la sede del cliente.

 

In questo momento, che consiglio si sente di dare ai vostri clienti?

Per il momento invito tutti a rispettare le norme di sicurezza, come stiamo facendo noi di Schneider Electric, perché la salute è fondamentale. Ma è altrettanto importante valutare coscientemente il livello di sicurezza delle infrastrutture informatiche, che si dimostrano fondamentali per il nostro lavoro e la nostra salute. Allo stesso tempo, non dimenticate di monitorare lo stato dei vostri sistemi di distribuzione elettrica, perché in queste settimane alcuni servizi essenziali risultano essere sotto pressione. In ogni caso sappiate che noi di Schneider Electric, insieme ai nostri partner certificati, siamo pronti ad aiutarvi con la nostra rete di assistenza e di fornitura specializzata.

 

Un’ultima domanda: cosa ci sta insegnando questa situazione?

L’elemento più eclatante è il fatto che lo SmartWorking sia passato, in pochi giorni, dal 10 al 90%. Ci rimarrà la consapevolezza che esiste anche un modo diverso per essere a servizio dei propri clienti, sfruttando al meglio le opportunità fornite dall’impiego del digitale da remoto. Ma, allo stesso tempo, cambierà la percezione della continuità e del rischio. Tante realtà stanno rivalutando i sistemi di disaster recovery, il backup, la continuità di servizio e il monitoraggio remoto… Ambiti sempre più importanti per la sopravvivenza di un’azienda, ma che possono essere molto fragili e che, anche per questa ragione, richiedono una realizzazione, un monitoraggio e un’assistenza affidata solo ad autentici professionisti del settore.