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    E-COMMERCE: in Italia cala il numero di aziende online (87.000, -4,4%), ma chi resta è più solido e profittevole

    By Redazione Top Trade04/05/20268 Mins Read
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    Le micro realtà e‑commerce crescono più delle grandi aziende e il Sud guida la diffusione dei canali digitali sul territorio nazionale

    Foto di Olena da Pixabay

    In Italia l’e-commerce si conferma un comparto vitale ma sempre più selettivo: nel 2026 sono entrate nel panorama digitale 21.717 nuove aziende (di cui quasi 12.000 Società di Capitale le nuove società di capitale), ma nello stesso periodo 23.211 realtà attive nel 2025 non sono più presenti. L’analisi fotografa un totale di 87.000 aziende italiane attive nell’e-commerce, registrando un calo del 4,4% rispetto al 2025, secondo i dati dell’Osservatorio sui siti e-commerce italiani realizzato da Netcomm, il Consorzio del Commercio Digitale in Italia, in collaborazione con Cribis – società del Gruppo CRIF che fornisce informazioni, soluzioni e consulenza alle imprese. Di queste, oltre il 90% sono micro e piccole imprese. I settori più inclini alla digitalizzazione, ovvero con la maggiore incidenza di e-commerce rispetto al totale delle aziende del proprio comparto, sono la Cosmetica (35,3%), l’Industria dei Giocattoli (33,5%) e l’Editoria (24,7%).

    Netcomm Forum 2026-e-commerce
    Roberto Liscia – Presidente di Netcomm

    Queste alcune delle evidenze che verranno presentate nel corso della XXI edizione di Netcomm Forum, l’evento di riferimento dell’e-commerce e Digital Retail, intitolato “Value Commerce – The New Era of Digital & Omnichannel Experience”, e realizzato con il supporto tecnico di TIG – The Innovation Group, che si terrà il 6 e 7 maggio 2026 presso l’Allianz MiCo di Milano.

    “I dati dell’Osservatorio Netcomm in collaborazione con Cribis evidenziano un passaggio chiave: l’e-commerce italiano entra in una fase di maturità selettiva, in cui non conta più solo la crescita del numero di operatori, ma la sostenibilità dei modelli di business”, commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. “Il saldo negativo di circa 4.000 società di capitale e la contrazione nei numeri registrata rispetto al 2025 mostrano chiaramente che il mercato sta evolvendo verso modelli di business più complessi e paradigmi differenti. Oggi non basta essere online: è necessario sviluppare competenze, efficienza operativa e capacità di investimento per competere in un contesto sempre più complesso, dove il valore si costruisce nel tempo attraverso relazione, fiducia e integrazione tra canali.”

    Marco Preti, Amministratore Delegato di Cribis: “I dati dell’Osservatorio evidenziano la straordinaria vitalità delle micro e piccole imprese italiane che, in uno scenario in costante evoluzione, rappresentano il 90% del totale di aziende che sono oggi dotate di un e-commerce. A livello settoriale, è il manifatturiero a mostrare i trend di crescita più interessanti e, nello specifico, i comparti dell’arredamento, della cosmetica e dei giocattoli. Ma i dati mostrano anche un mercato sempre più competitivo e polarizzato, con un calo nel numero complessivo di quelle che hanno un canale di vendita online rispetto allo scorso anno. Per restare sul mercato, e cogliere le opportunità offerte dagli spazi virtuali, è dunque necessario rafforzare ulteriormente gli investimenti in persone e tecnologie ed ottimizzare l’attività di tutta la rete di vendita. Sia quella digitale che, dove presente, quella fisica”.

    Il mercato nel 2026: consolidamento e nuovi equilibri dimensionali

    Il forte turnover del mercato – 21.717 nuovi ingressi a fronte di 23.211 uscite – è un segnale di evoluzione. Le Società di Capitale con e-commerce sono 47.000, pari al 54% del totale, ma generano il 96,1% del fatturato complessivo: un dato che evidenzia come il mercato si stia progressivamente concentrando attorno a operatori più strutturati e capaci di sostenere modelli di business digitali nel lungo periodo.

    Sul piano dimensionale, il riassestamento è significativo: le micro imprese crescono del 37,7%, mentre le grandi registrano un calo del 14,3%. L’e-commerce italiano si conferma così un ecosistema capillare e frammentato, con il 68,4% del tessuto composto da micro imprese e il 23% da piccole.

    A livello settoriale, il mercato mostra dinamiche opposte. Crescono i comparti dell’Arredamento (+6,5%), della Cosmetica (+5,9%) e dei Giocattoli (+4,5%), mentre registrano cali marcati il Turismo (-29,7%), il Ticketing (-21,2%) e l’Editoria (-11,9%). Fashion e Food & Beverage restano i settori più rappresentati in valore assoluto, rispettivamente con 5.728 e 4.712 Società di Capitale attive nell’e-commerce.

    In un confronto europeo, in Italia il numero di aziende con e-commerce e la percentuale sul totale aziende (1,3%, che sale a 2,6% per le società di capitali) è simile alla Germania – che conta 89.000 aziende con e-commerce – ma inferiori ai paesi best player (2,1% in Svizzera).

    Un mercato sempre più competitivo e polarizzato

    La riduzione del numero di imprese è sintomatica di uno spostamento del mercato verso paradigmi più sostenibili e competitivi. Le aziende attive mostrano infatti una solidità finanziaria superiore: nel 2024, il 77,7% delle Società di Capitale con e-commerce ha registrato un utile di esercizio, contro il 74,2% della media delle Società di Capitale. L’analisi evidenzia inoltre una rischiosità commerciale inferiore: solo il 17,2% delle Società di Capitale con e-commerce presenta una rischiosità elevata, a fronte del 30,1% registrato mediamente dalle Società di Capitale italiane che non vendono online.

    Dall’Osservatorio emerge inoltre una progressiva crescita della Digital Attitude tra le imprese italiane: nel 2026, il 24,5% delle aziende registra un livello medio-alto di maturità digitale, in aumento rispetto al 22,7% del 20251.

    Il dato più eclatante emerge però dal confronto tra modelli di business: il 63,9% delle Società di Capitale con e-commerce raggiunge un livello di Digital Attitude elevato, contro appena il 7,0% delle Società di Capitale che non operano online: un divario che conferma come la presenza nel commercio digitale sia ormai un indicatore strutturale di innovazione e solidità aziendale.

    Anche sul fronte dell’innovazione, il livello si attesta su standard medio-alti, con un picco nel settore dell’Elettronica, dove il 47,8% delle imprese mostra una spiccata propensione tecnologica. Tuttavia, la sfida resta aperta sul fronte dell’internazionalizzazione: il 55% del campione totale presenta ancora un livello di proiezione estera basso o Medio-Basso2. In questo scenario, l’Elettronica si conferma ancora una volta il comparto più dinamico e orientato ai mercati globali, vantando un tasso di internazionalizzazione alto nel 55,3% dei casi.

    Identikit delle Società di Capitale

    In Italia, il 2,6% del totale delle società di capitali ha implementato un canale e-commerce, con una distribuzione geografica che vede in testa il Sud (31,5%), seguito dal Nord-Ovest (25,8%) e dal Centro (23,2%). A livello provinciale, i principali hub del commercio digitale si confermano Milano (9,4%), Roma (9,3%) e Napoli (6,7%). Sotto il profilo dimensionale, il tessuto è composto prevalentemente da Micro imprese (68,4%) e Piccole (23%). L’anzianità aziendale si attesta tra i 6 e i 25 anni: rispetto al 2025 si osserva un innalzamento dell’età media, segnale di una consolidata maturità del comparto e di una stabilizzazione delle imprese che operano nel digitale.

    Social media: Instagram sorpassa la soglia del 73% Sul fronte della comunicazione, i social media sono ormai un elemento imprescindibile: l’83,4% delle aziende con e-commerce è presente su almeno una piattaforma, in crescita rispetto all’82,7% dell’anno precedente. Sebbene Facebook resti tra i più utilizzati (pur perdendo circa 2 punti percentuali), si registra il boom di Instagram, che passa dal 69,6% al 73,8%. L’Osservatorio evidenzia infine una forte specializzazione strategica: YouTube è il canale privilegiato per l’Elettronica, Pinterest domina nell’Arredamento e X si conferma il punto di riferimento per l’Editoria.

    Metodi di pagamento e multicanalità

    L’analisi delle Società di Capitale con e-commerce rivela un mercato ancora fortemente focalizzato sull’ambito nazionale: il 76,6% delle aziende offre infatti un sito in un’unica lingua, mentre solo il 16% prevede la possibilità di scelta tra due lingue.

    Emerge dai dati una progressiva diversificazione degli strumenti di pagamento, segnale di una crescente attenzione verso la customer experience. La maggioranza delle imprese (79,1%) offre oggi più di un metodo di pagamento, mentre solo il 20,8% del campione rimane ancorato a un’unica opzione. PayPal si conferma lo strumento più diffuso sia per le aziende con metodo unico sia per quelle con opzioni multiple, seguito da Carta di Credito e Bonifico Bancario.

    Un dato di rilievo riguarda l’ascesa delle soluzioni Buy Now Pay Later: nelle configurazioni con oltre 4 metodi di pagamento si segnala la forte crescita di Klarna. Analizzando la dimensione aziendale, PayPal domina tra le Micro e Piccole imprese, mentre le Grandi aziende puntano maggiormente su Carta di credito/debito e Pagamento alla consegna. Klarna trova la sua maggiore diffusione proprio tra le Micro imprese, a conferma di una forte spinta all’innovazione anche nei piccoli operatori.

    Le imprese individuali e società di persone

    Su un totale di 87.000 realtà che hanno integrato il commercio elettronico nel proprio modello di business in Italia, ad oggi sono circa 40.000 le imprese individuali e società di persone. Anche in questo caso risentono di differenze regionali: a prevalere è il sud e le isole con il 31,2% di aziende con un e-commerce, a seguire il nord ovest con 26,3% trainato dalla Lombardia e il nord est con 21,8%. Le tre province più popolose di aziende con e-commerce sono Milano (5,3%), Roma (5,1%) e Napoli (4,8%). Sotto il profilo della longevità aziendale, la fascia d’età più rappresentata è quella compresa tra gli 11 e i 25 anni di attività. Ciò indica una crescente maturità del settore e una stabilizzazione delle imprese che, nate in contesti tradizionali, hanno saputo consolidare la propria presenza nel digitale nel lungo periodo. Per quanto riguarda le categorie merceologiche, il mercato è dominato dal Fashion, seguito dal Food & Beverage, che si confermano i comparti trainanti per la piccola impresa italiana online.

     

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