Side face of AI robot by network form.

Il 2020 è stato un anno senza precedenti, anche nell’ambito dell’imaging.
Il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo è cambiato radicalmente con conseguenze che si faranno sentire anche nei prossimi anni. Incertezza e imprevedibilità si sono radicate nelle nostre vite ma all’orizzonte c’è ora una nuova speranza.

Rivolgendo lo sguardo al futuro, Canon ha identificato cinque tendenze destinate a influenzare ciò che vedremo nel 2021 nel mondo dell’imaging.

Parlando di queste tendenze, Susie Donaldson, ITCG European Marketing Director per Canon EMEA ha affermato: «Guardando al 2021, vediamo una serie di tendenze che influenzeranno il mondo dell’imaging: dal modo in cui usiamo i media alla fiducia che riponiamo nelle fonti d’informazione, fino alla nostalgia per il passato. Canon ha un ruolo da svolgere nelle tecnologie che guidano queste tendenze e continuerà a sviluppare strumenti innovativi che consentiranno agli utenti di realizzare il proprio potenziale creativo connettendosi con il mondo che li circonda, che si tratti di una fotocamera mirrorless o di una stampante per la casa».

   Nostalgia nel presente

Le persone ricorrono al passato per trovare conforto nel presente: basta pensare al trend “Me at 20” diventato virale nei primi mesi di quest’anno e al ritorno delle “zine” (libri autopubblicati) quale espressione del forte desiderio di ritrovare l’estetica di tempi apparentemente più semplici. Nei due mesi successivi al lockdown, il numero di ricerche su Google contenenti i termini “’80” o “’90” è pressoché raddoppiato. La ricerca suggerisce che i trend come la nostalgia seguono uno schema trentennale, è quindi probabile che nel 2021 assisteremo alla transizione dalla nostalgia per gli anni ’80 a quella per gli anni ’90, che durerà per tutto il resto del decennio. In Canon, prevediamo che questo eserciterà un forte impatto sui trend imaging del prossimo anno, vista la crescente popolarità dell’estetica anni ’90.

Il potere della nostalgia caratterizzerà non solo le immagini scattate ma anche i prodotti acquistati, dato che i dispositivi foto e video continueranno a coniugare lo stile retrò con funzioni all’avanguardia, come per esempio le stampanti tascabili che consentono di creare foto destinate a durare nel tempo direttamente da smartphone. Allo stesso modo, gli algoritmi e i filtri utilizzati per elaborare e modificare le immagini possono ricreare le imperfezioni tipiche delle foto fisiche del passato.

   Le immagini basate sull’IA entrano a far parte del quotidiano

Mentre l’Intelligenza Artificiale non rappresenta una novità di per sé, ciò che abbiamo visto finora è solo una minima parte dell’impatto che IA, machine learning e deep learning eserciteranno sulla società. Sebbene le competenze umane saranno sempre necessarie, i continui progressi dell’IA restringeranno il divario e consentiranno a qualsiasi fotografo di realizzare scatti professionali. In ambito imaging, Canon prevede che nel 2021 sarà sempre più diffuso l’uso dei dispositivi e delle tecnologie basate sull’IA nell’ambito della normale acquisizione di contenuti, dal momento che le persone comprenderanno come queste tecnologie possano aiutarli a realizzare scatti eccezionali nel modo più facile e veloce possibile, indipendentemente dalle loro capacità.

Anche il favore di cui godono le immagini basate sull’IA è destinato a crescere visto il ruolo da loro svolto nel semplificare la quotidianità. Recenti indagini hanno evidenziato che il 62 % dei millenials vuole poter eseguire ricerche usando le immagini, anziché le parole chiave, più di ogni altra tecnologia. Si prevede, pertanto, il ritorno di dispositivi come Google Glass e del “lifelogging” (il diario delle attività giornaliere) che genereranno un enorme flusso di immagini visive da catturare, raccogliere, comprendere e archiviare. Possiamo immaginare il giorno in cui, per esempio, l’IA popolerà i nostri canali social usando le immagini raccolte per noi, con l’aggiunta di commenti in uno stile che imiterà il nostro particolare timbro di voce, il nostro linguaggio e la nostra personalità.

   Il potere del deepfake e il ritorno alla fiducia

L’abbondanza di contenuti generati dagli utenti, di controversi algoritmi di social media e l’ascesa delle teorie complottiste hanno portato la massa a diffidare delle informazioni. Il deepfake, ossia il metodo utilizzato per combinare e sovrapporre immagini e video nuovi a quelli originali, è solo una delle tante tecniche che contribuiscono alle fake news e alle truffe online.

Ma gli strumenti di autenticazione evolvono di pari passo con quelli di produzione dei contenuti, per cui prevediamo la comparsa di servizi e funzioni che contribuiranno a incrementare l’attendibilità di video e foto. Dall’integrazione dei metadati che indicano dove e quando è stato realizzato uno scatto all’applicazione di tag alle foto con la cronologia delle modifiche, i progressi della tecnologia aiuteranno a combattere la diffidenza nei confronti dei media.

   La “body neutrality” diventerà la nuova “body positivity”

Si sa che le aspettative riguardanti l’immagine del corpo sono state fortemente influenzate dai social media, tanto che il 18% di tutti i post su Instagram utilizza un qualche tipo di filtro.

Fortunatamente però, le cose stanno cambiando. Il 2020 ha incoraggiato le persone a riconsiderare ciò che è veramente importante e questo, associato con il cambiamento sociale che promuove la diversità, l’inclusività e la tolleranza, ha riportato l’attenzione sulla funzione dei nostri corpi anziché sulla loro estetica: una filosofia chiamata “body neutrality”. Nel 2021, quindi, prevediamo il passaggio alla celebrazione dei successi fisici su quelli estetici, accompagnato da una crescente richiesta di immagini non modificate e più inclusive, in cui brand e media cesseranno di propagandare un solo tipo di bellezza e i feed dei social media diventeranno più autentici, diversi e non filtrati.

   Perfezionamento dell’ufficio domestico e rivoluzione 2.0 delle stampanti per la casa

Il lockdown e il distanziamento sociale hanno costretto i lavoratori ad abbandonare gli uffici a favore delle proprie abitazioni, lavorando su tavoli da pranzo, divani, letti o, per i pochi fortunati, in una stanza della casa adibita a ufficio. In generale, il 78% dei dipendenti ha manifestato una preferenza per il lavoro da casa, almeno occasionalmente, anche in assenza delle restrizioni imposte dal COVID-19.

La maggior parte di chi lavora da casa ha iniziato accontentandosi di un allestimento temporaneo. Tuttavia, dato il permanere della nuova situazione, molti stanno ora creando nella propria abitazione spazi di lavoro più sofisticati, con una maggiore dipendenza da stampanti idonee sia per il lavoro sia per le attività creative. Di conseguenza, siamo sull’orlo di una seconda rivoluzione della stampa domestica dopo l’avvento dell’home computer negli anni ’90. Uno studio sul lavoro ibrido ha evidenziato che oltre tre quarti dei lavoratori inglesi stampa a casa e il 64% dei lavoratori in smart working che hanno incrementato la propria produttività dichiara di stampare di più di quanto facesse in ufficio[6]. Negli USA, il 48% delle aziende ha assegnato una stampante personale a ogni dipendente mentre un ulteriore 34% ha intenzione di farlo. A livello mondiale, il trend del lavoro ibrido e della stampa domestica è destinato a proseguire nel prossimo anno.