Come sta evolvendo l’ecosistema della comunicazione visiva in Italia? Quali sono i reali pesi economici, le traiettorie di sviluppo e le barriere alla crescita di un settore diventato ormai vitale per la competitività dei brand nel nostro Paese?
Per rispondere a queste domande e superare la frammentazione storica dei dati di settore, Viscom 2026, la manifestazione internazionale dedicata alle tecnologie, applicazioni e materiali per la comunicazione visiva in programma il 28 e 29 ottobre all’Allianz MiCo Convention Center di Milano, ha affidato a The European House – Ambrosetti (TEHA Group) la realizzazione di un’approfondita ricerca indipendente.
Lo studio, intitolato “L’ecosistema della comunicazione visiva: scenari, trasformazioni e priorità di sviluppo”, verrà presentato in apertura del programma Conference della fiera e rappresenta un vero e proprio unicum nel panorama nazionale. Per la prima volta, infatti, il mercato della comunicazione visiva viene analizzato non come un insieme di comparti a sé stanti, ma come una filiera estesa e interconnessa: un ecosistema che parte dalle tecnologie a monte, si sviluppa attraverso le lavorazioni “core” della stampa e della trasformazione, per arrivare a servire una vasta gamma di ambiti di applicazione finali, dal retail & GDO, agli eventi, fino al real estate e all’automotive.
Un perimetro definito per un comparto strategico
Fino ad oggi, quantificare il peso del settore è stata una sfida complessa a causa della trasversalità delle aziende che lo compongono. Andando oltre le tradizionali classificazioni statistiche, TEHA Group ha applicato una lente d’ingrandimento inedita: attraverso un’analisi puntuale degli oggetti sociali aziendali, ha potuto individuare con estrema precisione la quota di imprese effettivamente riconducibili alla comunicazione visiva, superando i limiti dei codici ATECO generici. Un lavoro che ha permesso di tracciare i confini reali dell’ecosistema: i dati delineano le proporzioni di un comparto capace di generare quasi 23 miliardi di euro di fatturato, 7 miliardi di valore aggiunto e di sostenere circa 85 mila occupati a livello nazionale.
Dalla fornitura alla brand experience: un’anteprima dello studio
I volumi economici rappresentano però solo il punto di partenza. La ricerca di TEHA Group indaga a fondo il sentiment delle imprese, rivelando un settore in trasformazione: dalla semplice fornitura di prodotti fisici alla creazione di vere e proprie “piattaforme di esperienza” per i brand.
Alcune anticipazioni della survey rivelano infatti che per il 61% delle aziende la massima priorità strategica per i prossimi tre anni sarà lo sviluppo di “nuovi servizi e applicazioni”, affiancata dalla creazione di “soluzioni su misura” (rilevante per il 48% del campione, composto da 156 aziende della filiera). A fronte di clienti che chiedono sempre più personalizzazione e progetti “chiavi in mano”, la comunicazione visiva non perde rilevanza, bensì assume un ruolo sempre più centrale e strategico nelle dinamiche di marketing, vendita e differenziazione del marchio.
Queste e altre macro-tendenze, unite alle sfide legate alla frammentazione aziendale, all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità, saranno il cuore del dibattito che inaugurerà Viscom 2026.
“Commissionando questa ricerca a TEHA Group, Viscom fa un passo avanti storico. Poter contare sull’autorevolezza di un partner strategico consolida ulteriormente il posizionamento di Viscom in Italia”, commenta Cecilia Montalbetti, Exhibition Manager di Viscom. “Il nostro obiettivo è fornire una fotografia reale e unificata di un settore che non era mai stato analizzato con questo livello di profondità. Uno studio inedito per il nostro comparto: i dati e gli scenari che presenteremo il 28 ottobre saranno uno strumento di lavoro indispensabile per orientare le scelte industriali dei prossimi anni”.
